Trump chiede all'Europa di liberare le scorte di gasolio: ipotesi stop alle esportazioni USA
Gli USA chiedono all'Europa di utilizzare le riserve di diesel per abbassare i prezzi. Sul tavolo anche un possibile stop alle esportazioni americane
Gli Stati Uniti alzano la pressione sull’Europa sul fronte del gasolio. L’amministrazione di Donald Trump ha chiesto ai partner europei di rendere disponibili maggiori quantità di diesel dalle scorte d’emergenza, mentre sullo sfondo resta la possibilità di limitare o bloccare temporaneamente le esportazioni americane verso il Vecchio Continente.
Il nodo è il forte aumento dei prezzi dei carburanti negli Stati Uniti, arrivato a poche settimane dalle elezioni di midterm di novembre. Trump, parlando con i giornalisti, ha confermato che Washington potrebbe chiedere all’Europa di utilizzare le proprie riserve. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha contemporaneamente invitato gli alleati ad accelerare gli impegni già assunti e a mettere sul mercato ulteriori forniture.
La richiesta americana all’Europa
Secondo Reuters, l’amministrazione statunitense ha esercitato pressioni in particolare su Francia e Germania affinché attingano alle riserve di emergenza. Una fonte vicina ai colloqui ha indicato una richiesta rivolta all’Europa pari a 120 milioni di barili di diesel nell’arco di sei mesi.
Si tratta di scorte che hanno una funzione strategica. I Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia devono mantenere livelli petroliferi equivalenti ad almeno 90 giorni di importazioni nette e devono essere pronti a intervenire collettivamente in presenza di gravi interruzioni dell’approvvigionamento.
Per Washington, immettere più diesel sul mercato contribuirebbe ad aumentare l’offerta globale e ad attenuare la pressione sui prezzi. Bessent ha sostenuto che agricoltori, autotrasportatori e imprese americane non dovrebbero sopportare da soli il peso della carenza internazionale di gasolio.
Dietro la richiesta c’è quindi anche una delicata questione interna: il costo del diesel è diventato un tema particolarmente sensibile negli Stati Uniti alla vigilia delle elezioni di metà mandato.
Sul tavolo anche lo stop all’export
La pressione assume maggiore peso perché gli Stati Uniti sono diventati un fornitore importante di prodotti raffinati per l’Europa. Secondo le indiscrezioni riportate da Reuters, Francia e Germania sarebbero state avvertite della possibilità di un blocco americano delle esportazioni di diesel qualora non venissero liberate maggiori quantità dalle riserve.
Altre ricostruzioni indicano che l’ipotesi allo studio potrebbe arrivare a una durata di 90 giorni. Al momento, però, è fondamentale distinguere tra minaccia e provvedimento: nessun divieto di esportazione è stato annunciato.
Per l’Europa il dilemma è evidente. Utilizzare le riserve potrebbe contribuire a calmierare i prezzi nell’immediato, ma ridurrebbe contemporaneamente il cuscinetto di sicurezza disponibile qualora la crisi internazionale delle forniture dovesse aggravarsi.
Il mercato del diesel è infatti sottoposto a forti tensioni per le interruzioni dei flussi energetici legate ai conflitti in Medio Oriente e alla riduzione delle esportazioni russe di prodotti raffinati.
L’Europa cerca una posizione comune
La risposta europea si sta muovendo sul terreno del coordinamento. Commissione europea, Francia, Germania, Italia, Irlanda e Regno Unito hanno discusso la situazione, mentre il 2 ottobre è prevista una riunione della task force energetica dell’Unione europea.
L’orientamento emerso è quello di affrontare eventuali decisioni sulle scorte nel quadro dell’Agenzia internazionale dell’energia, evitando iniziative nazionali scollegate e cercando allo stesso tempo di non esasperare il confronto con Washington.
La posta in gioco supera quindi il semplice prezzo alla pompa. Le riserve sono state create proprio per affrontare emergenze nell’approvvigionamento e utilizzarle significa trovare un equilibrio tra sollievo immediato dei mercati e sicurezza energetica futura.
La richiesta americana mette l’Europa davanti a questa scelta mentre Washington valuta contemporaneamente una misura che potrebbe rendere quella stessa sicurezza più fragile: ridurre le forniture statunitensi di diesel. Per ora rimane uno scenario sul tavolo, ma è sufficiente a trasformare la questione delle scorte in un nuovo terreno di tensione tra Stati Uniti ed Europa.