Benzina e diesel scendono, ma Gpl e metano aumentano: cambiano i prezzi dei carburanti
Benzina e diesel in leggero calo, mentre Gpl e metano diventano più cari. I prezzi del 5 novembre 2026 e le ragioni degli aumenti dei carburanti gassosi
Il mercato italiano dei carburanti procede a due velocità. Mentre benzina e diesel registrano piccoli ribassi, Gpl e metano continuano a rincarare, complicando i conti degli automobilisti che hanno scelto un’alimentazione alternativa. La fotografia del 5 novembre 2026 mostra differenze significative, con variazioni quotidiane contenute per i combustibili tradizionali e aumenti più marcati per quelli gassosi. A determinare questa situazione sono soprattutto le dinamiche delle quotazioni internazionali, che stanno influenzando in maniera differente i prezzi praticati alla pompa. Il risultato è un quadro nel quale il costo del rifornimento dipende sempre più dal tipo di alimentazione utilizzata.
Benzina e diesel in calo: i prezzi aggiornati al 5 novembre
I dati raccolti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano un prezzo medio della benzina di 2,005 euro al litro sulla rete ordinaria. Rispetto alla rilevazione precedente, la diminuzione è di 0,002 euro, equivalente a due decimi di centesimo. Una variazione modesta, che conferma comunque la tendenza alla discesa registrata negli ultimi giorni.
Anche il gasolio arretra leggermente, attestandosi a 2,232 euro al litro. In questo caso la riduzione quotidiana raggiunge 0,003 euro. Il diesel mantiene quindi un prezzo medio superiore a quello della benzina, con una differenza di 22,7 centesimi al litro, secondo i valori riportati nella rilevazione.
Traducendo queste oscillazioni in un rifornimento da 50 litri, il ribasso quotidiano equivale a circa 10 centesimi per la benzina e 15 centesimi per il gasolio. Si tratta di risparmi limitati, ma l’andamento potrebbe diventare più significativo qualora le diminuzioni proseguissero nelle prossime settimane.
Gpl e metano rincarano: quanto costa fare rifornimento
La situazione cambia sensibilmente per gli automobilisti che utilizzano carburanti gassosi. Il Gpl raggiunge 0,808 euro al litro, registrando un incremento di 0,006 euro rispetto al giorno precedente. Il rialzo equivale a sei decimi di centesimo e conferma una fase di progressivo aumento dei prezzi.
Il metano presenta una dinamica analoga, arrivando a 2,129 euro al chilogrammo, con un incremento quotidiano di 0,007 euro. Per i proprietari di vetture alimentate a gas naturale, il costo del rifornimento continua dunque a crescere, nonostante il contemporaneo alleggerimento dei prezzi dei combustibili liquidi.
Le differenze tra le alimentazioni devono comunque essere valutate considerando i rispettivi consumi. Il Gpl viene commercializzato al litro, mentre il metano è venduto al chilogrammo. Un confronto basato esclusivamente sul prezzo unitario non permette quindi di stabilire quale soluzione risulti economicamente più conveniente.
Propano e butano più cari: le ragioni degli aumenti
Dietro i rincari dei carburanti gassosi si trovano soprattutto le quotazioni delle materie prime sui mercati internazionali. Nel mese di novembre il propano algerino ha registrato un aumento del 23% rispetto al mese precedente, superando la soglia degli 800 dollari per tonnellata.
Ancora più consistente il movimento del butano, le cui quotazioni sono cresciute del 40%, oltrepassando i 1.000 dollari per tonnellata. Questi incrementi incidono sul costo del Gpl, composto prevalentemente da una miscela dei due idrocarburi, contribuendo a spiegare la pressione sui prezzi al distributore.
Per contenere la spesa rimane utile confrontare le tariffe dei diversi impianti, considerando anche la distinzione tra rete ordinaria e autostradale. Le medie nazionali rappresentano infatti un riferimento generale, mentre il prezzo effettivo può variare sensibilmente da una stazione di servizio all’altra, anche all’interno della stessa città.