Gasolio, finisce lo sconto: da oggi costa 6,1 cent in più, poi arriveranno le accise mobili

Termina lo sconto di 6,1 centesimi sul gasolio. Il governo prepara le accise mobili finanziate dall'extragettito Iva legato ai rincari del petrolio

Gasolio, finisce lo sconto: da oggi costa 6,1 cent in più, poi arriveranno le accise mobili
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Giulia Darante
Pubblicato il 6 ott 2026

Da oggi cambia nuovamente il conto alla pompa. È terminato lo sconto di 6,1 centesimi al litro sul gasolio finanziato attraverso risparmi ottenuti dai ministeri. Una misura temporanea che lascia ora spazio a un meccanismo differente: quello delle accise mobili, pensato per utilizzare parte delle maggiori entrate Iva generate dall’aumento dei prezzi petroliferi.

Questo non significa che scatterà automaticamente un nuovo sconto della stessa entità. Il decreto interministeriale dovrà stabilire quali carburanti saranno interessati, la dimensione della riduzione e la sua durata. Nel frattempo resteranno le iniziative commerciali avviate da alcune delle principali compagnie petrolifere per contenere i prezzi.

Il cambio arriva in una fase particolarmente delicata: secondo i dati Istat relativi al secondo trimestre, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,9%, mentre la pressione fiscale è salita al 43,5%.

Come funzioneranno le accise mobili

Il principio alla base del nuovo sistema è legare la fiscalità sui carburanti all’andamento del petrolio. Quando il greggio aumenta di prezzo, cresce anche l’Iva incassata dallo Stato. Parte di questo extragettito Iva potrà essere utilizzata per diminuire temporaneamente l’accisa.

L’obiettivo è creare una sorta di ammortizzatore senza ricorrere ogni volta a nuove coperture attraverso il bilancio pubblico. Esiste però una differenza importante rispetto agli interventi finanziati direttamente dallo Stato: la riduzione dovrebbe essere più contenuta e potrebbe arrivare con un certo ritardo rispetto alle oscillazioni delle quotazioni petrolifere.

Non si tratta dunque di un meccanismo capace di neutralizzare completamente un’impennata dei prezzi, ma di uno strumento destinato ad attenuarne almeno in parte gli effetti sugli automobilisti.

Restano gli sconti delle compagnie

Parallelamente all’intervento fiscale, il governo ha chiesto ai grandi operatori del settore di contribuire al contenimento dei listini. Eni, Socar-Ip, Q8 e Tamoil hanno aderito con iniziative differenti.

Tra il 27 settembre e il 5 ottobre, secondo i dati riportati, il prezzo della benzina self sulla rete ordinaria è sceso da 2,159 a 2,048 euro al litro, mentre quello del gasolio è passato da 2,377 a 2,242 euro.

Il 3 ottobre, tuttavia, poco più della metà degli impianti risultava sotto le soglie di 2 euro al litro per la benzina e 2,20 euro per il diesel. Il contenimento dei prezzi non riguarda quindi uniformemente tutta la rete.

Il ministro Adolfo Urso starebbe lavorando per ottenere una proroga delle iniziative oltre il primo mese. Sullo sfondo rimane inoltre il tema della possibile tassazione degli extraprofitti energetici, ipotesi sostenuta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti anche nel confronto europeo.

Il caro carburanti entra nella manovra

La scelta delle accise mobili è collegata anche ai margini disponibili per la prossima manovra. Il governo punta a interventi su Irpef, lavoro, giovani e casa, ma per il 2027 le risorse disponibili impongono di trovare coperture per ogni nuova misura.

Evitare di finanziare con diversi miliardi un taglio generalizzato delle accise permetterebbe quindi di preservare risorse per altri interventi, utilizzando invece le maggiori entrate Iva generate dai rincari petroliferi per attenuare i prezzi alla pompa.

C’è infine una terza strada. Urso e il ministro Gilberto Pichetto Fratin incontreranno le raffinerie italiane per valutare la possibilità di aumentare la produzione dei carburanti maggiormente esposti alle conseguenze della crisi internazionale.

Per gli automobilisti, intanto, il cambiamento immediato è uno: lo sconto di 6,1 centesimi sul gasolio è terminato. Le accise mobili dovrebbero raccoglierne il testimone, ma con importi e tempi che dovranno essere definiti dal decreto interministeriale.

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