Autovelox, nel 2025 crollano gli incassi: multe in calo dell’8,9%

Nel 2025 gli incassi da multe autovelox nelle 20 principali città scendono dell'8,9%. Regole del 12 giugno 2025 e sentenze della Cassazione hanno inciso su omologazione e sanzioni

Autovelox, nel 2025 crollano gli incassi: multe in calo dell’8,9%
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Giorgio Colari
Pubblicato il 4 giu 2026

Dopo anni di crescita costante, nel 2025 gli incassi derivanti dalle multe elevate tramite autovelox registrano una significativa frenata. A evidenziarlo è un’analisi realizzata dal Codacons sulla base dei dati che i Comuni italiani sono tenuti a trasmettere annualmente al Ministero dell’Interno entro il 31 maggio.

I numeri mostrano un cambiamento importante nello scenario nazionale. Le venti principali città italiane hanno infatti raccolto complessivamente 56,5 milioni di euro attraverso le sanzioni generate dai dispositivi elettronici per il controllo della velocità. Si tratta di una diminuzione dell’8,9% rispetto all’anno precedente, pari a circa 5,5 milioni di euro in meno.

Un dato che conferma come il sistema degli autovelox stia attraversando una fase di trasformazione, influenzata sia dalle nuove normative sia dalle recenti decisioni della magistratura.

Firenze resta in testa ma gli incassi diminuiscono

Nonostante il calo generale, alcune città continuano a rappresentare un punto di riferimento per quanto riguarda gli introiti derivanti dalle sanzioni stradali.

Al primo posto si conferma Firenze, che nel 2025 ha incassato circa 19,7 milioni di euro grazie agli autovelox. Un risultato che mantiene il capoluogo toscano nettamente davanti alle altre grandi città italiane.

Alle sue spalle troviamo Bologna, con 9,2 milioni di euro, seguita da Milano con 6,9 milioni. Completano la top five Genova, che ha raggiunto 4,8 milioni di euro, e Palermo, con 4,2 milioni.

Questi numeri dimostrano come gli autovelox continuino a rappresentare una fonte importante di entrate per molte amministrazioni locali. Tuttavia, osservando i dati nel dettaglio emerge una situazione molto diversa da città a città.

Le città dove le multe sono crollate o aumentate

Tra i casi più significativi spicca quello di Roma, dove gli introiti derivanti dagli autovelox sono passati da 4,8 milioni a 2,3 milioni di euro in un solo anno. Una riduzione del 52% che rappresenta uno dei cali più consistenti registrati tra le grandi città italiane.

Anche Milano ha evidenziato una flessione importante. Gli incassi sono scesi da 10,6 milioni a 6,9 milioni di euro, con una diminuzione pari al 34,8%.

Ancora più marcata la situazione in alcuni centri di dimensioni minori. Trieste ha registrato un crollo del 94,4%, mentre Bolzano e Bari hanno visto diminuire gli introiti rispettivamente dell’84,2% e del 73%.

Non mancano però le eccezioni. Alcuni Comuni hanno infatti registrato incrementi significativi.

La crescita più rilevante riguarda Ancona, dove gli incassi da autovelox sono più che raddoppiati passando da circa 855 mila euro a 1,8 milioni, con un incremento del 116%.

Molto positivi anche i risultati di Genova, che segna un aumento del 54%, e di Cagliari, che cresce del 42%.

Il caso dei piccoli Comuni

L’analisi mette in evidenza anche alcune situazioni particolarmente interessanti legate ai centri di dimensioni ridotte.

Nel Salento, ad esempio, il Comune di Galatina ha raccolto nel 2025 circa 5,3 milioni di euro attraverso le sanzioni da autovelox. Sommando anche gli introiti di Trepuzzi, Cavallino, Lecce e della Provincia di Lecce, il totale supera addirittura i 9,3 milioni di euro.

Un altro caso significativo riguarda la cosiddetta strada Telesina, dove i quattro Comuni attraversati dall’arteria hanno incassato complessivamente circa 2,7 milioni di euro grazie ai controlli elettronici della velocità.

Il record assoluto spetta però a Colle Santa Lucia, piccolo Comune della provincia di Belluno che conta appena 300 abitanti. Il suo autovelox ha generato oltre 2 milioni di euro di incassi tra il 2021 e il 2025, un dato che continua ad alimentare il dibattito sull’utilizzo di questi strumenti nei piccoli centri.

Nuove regole e sentenze frenano gli autovelox

Secondo il Codacons, il calo registrato nel 2025 non sarebbe casuale ma il risultato di diversi fattori che hanno modificato profondamente il panorama dei controlli stradali.

Uno degli elementi principali è rappresentato dalla nuova regolamentazione entrata in vigore il 12 giugno scorso, che ha introdotto criteri più severi per l’installazione e l’utilizzo degli autovelox da parte degli enti locali.

A questo si aggiunge il crescente impatto delle sentenze della Corte di Cassazione relative agli apparecchi non omologati. Diversi pronunciamenti hanno infatti messo in discussione la validità di alcune sanzioni elevate attraverso dispositivi privi delle necessarie certificazioni.

Di fronte al rischio di contenziosi e ricorsi, molte amministrazioni hanno preferito disattivare temporaneamente alcuni strumenti o limitarne l’utilizzo in attesa di chiarimenti normativi.

Il risultato è una diminuzione degli introiti che potrebbe proseguire anche nei prossimi anni. Per gli automobilisti si tratta di una novità importante, ma non significa un allentamento dei controlli sulla sicurezza stradale. Piuttosto, il sistema sta attraversando una fase di adeguamento destinata a garantire maggiore trasparenza e conformità delle apparecchiature utilizzate.

La sfida per i Comuni sarà ora trovare un equilibrio tra esigenze di sicurezza, rispetto delle normative e sostenibilità economica delle attività di controllo del traffico.

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