Auto ultra-economica per l'Africa, Autostudi lancia il progetto a 3700 euro
Carlo Angiono di Autostudi propone un'auto ultra-economica a 3700 euro per il mercato africano, con produzione prevista in Nord Africa o Etiopia per creare lavoro e migliorare la sicurezza rispetto ai tuk-tuk
Rendere la mobilità più sicura, accessibile e fonte di occupazione: è questa la sfida lanciata da Carlo Angiono, ex designer di Bertone e oggi alla guida di Autostudi. Come raccontato a “La Stampa”, il suo obiettivo è ambizioso: realizzare un’auto ultra economica dal prezzo di soli 3700 euro, destinata a rivoluzionare il trasporto quotidiano nel mercato africano, sostituendo i tradizionali tuk-tuk che popolano le strade di molte città e periferie del continente.
Una vera alternativa
Il progetto nasce da una visione precisa: offrire un veicolo più stabile e protettivo rispetto ai mezzi attualmente in uso, mantenendo però la semplicità costruttiva e la facilità di manutenzione. La strategia di Autostudi non si limita alla sola progettazione, ma punta a una produzione locale che coinvolga direttamente i territori africani, in particolare il Nord Africa e l’Etiopia. La scelta di delocalizzare la produzione non risponde solo a logiche di contenimento dei costi, ma si fonda sulla volontà di trasferire competenze tecniche, abbattere le spese logistiche e, soprattutto, creare nuove opportunità di lavoro.
Questa visione industriale, però, si scontra con ostacoli concreti. Uno dei nodi principali resta il finanziamento: fissare il prezzo a 3700 euro è una sfida che richiede soluzioni innovative per renderlo davvero accessibile a microimprese, famiglie e piccoli operatori locali. In questo senso, saranno fondamentali piani di leasing, incentivi pubblici e formule di credito agevolato, così da superare le barriere economiche che ancora oggi limitano la diffusione di veicoli moderni in molte aree del continente.
Una rete efficiente di assistenza
La riuscita del progetto dipende anche dalla capacità di costruire una rete efficiente di assistenza e manutenzione. La produzione locale dovrà essere accompagnata da una formazione specifica dei tecnici africani, per garantire che ogni veicolo sia facilmente riparabile e che i ricambi siano sempre disponibili. Questo aspetto è cruciale non solo per la durata del mezzo, ma anche per l’accettazione da parte degli utenti, che troppo spesso si trovano a dover rinunciare a innovazioni interessanti a causa della mancanza di supporto tecnico.
Dal punto di vista normativo, l’introduzione di un nuovo segmento di veicoli richiede il coinvolgimento diretto delle autorità africane. Sarà necessario ottenere omologazioni, definire standard di sicurezza adeguati e assicurare la conformità ambientale, adattando il progetto alle reali condizioni delle infrastrutture locali. Gli esperti sottolineano che, in un contesto come quello africano, la robustezza e la semplicità devono prevalere su tecnologie troppo sofisticate, che rischierebbero di aumentare i costi e ridurre l’affidabilità.
Reazioni positive tra gli imprenditori
Nonostante queste sfide, la proposta di Autostudi ha già suscitato reazioni positive tra imprenditori e stakeholder africani, che vedono nell’iniziativa un’opportunità concreta per rafforzare il tessuto produttivo locale e generare nuova occupazione. Tuttavia, non mancano le voci critiche: senza un adeguato supporto pubblico, una rete di assistenza capillare e soluzioni finanziarie accessibili, anche il progetto più promettente rischia di arenarsi di fronte alle difficoltà pratiche. Un ulteriore punto di attenzione riguarda la qualità: la pressione per mantenere il prezzo a 3700 euro non deve compromettere elementi essenziali come la sicurezza attiva e passiva, la durabilità del veicolo e il comfort per gli utenti.
Ad oggi, molti dettagli tecnici del nuovo veicolo — dalla motorizzazione ai consumi, dalla capacità di carico alle prestazioni in termini di sicurezza — restano ancora riservati. I prossimi mesi saranno decisivi: serviranno test su strada, partnership locali e la definizione di un piano industriale concreto per trasformare il concept in un prodotto realmente competitivo. Se questa fase si concluderà con successo, il lavoro di Carlo Angiono e della sua squadra potrebbe segnare una svolta storica per la mobilità nel mercato africano, offrendo una valida alternativa ai tuk-tuk e contribuendo in modo tangibile allo sviluppo economico e sociale del continente.