Auto sempre più grandi: a Roma e Milano fino a un parcheggio su 7 a rischio

Le auto nuove sono sempre più grandi e potrebbero ridurre fino al 14% dei parcheggi disponibili nelle città europee. Ecco cosa emerge dallo studio

Auto sempre più grandi: a Roma e Milano fino a un parcheggio su 7 a rischio
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Renato Terlisi
Pubblicato il 25 giu 2026

Negli ultimi venticinque anni le auto sono diventate progressivamente più grandi. Un cambiamento evidente soprattutto con il successo di SUV e crossover, che oggi rappresentano una quota sempre più importante del mercato europeo. Se da un lato questa evoluzione ha portato abitacoli più spaziosi, maggiore sicurezza e tecnologie avanzate, dall’altro apre interrogativi sulla gestione degli spazi urbani.

Secondo una recente analisi realizzata da Transport & Environment (T&E), il fenomeno definito carspreading potrebbe avere effetti significativi sulla disponibilità dei parcheggi nelle città europee. Tra quelle maggiormente interessate figurano anche Roma e Milano, dove la pressione sulla sosta è già elevata.

Le auto continuano a crescere di dimensioni

Lo studio evidenzia come dal 2000 la lunghezza media delle nuove automobili immatricolate in Europa sia aumentata di circa 1,2 centimetri ogni anno. Anche larghezza e altezza hanno registrato una crescita costante, nell’ordine di circa mezzo centimetro all’anno.

Il risultato è un parco circolante composto da vetture sensibilmente più ingombranti rispetto a quelle per cui molte città europee erano state progettate. Una tendenza che, secondo T&E, procede in parallelo con il successo commerciale di SUV e crossover, modelli scelti sempre più spesso dagli automobilisti ma anche più redditizi per i costruttori.

Va però ricordato che l’aumento delle dimensioni non è dovuto esclusivamente a ragioni commerciali. Le normative sulla sicurezza, l’introduzione di numerosi sistemi ADAS, le batterie delle auto elettriche e le esigenze di comfort hanno contribuito ad accrescere peso e ingombri delle vetture moderne.

Perché i parcheggi potrebbero diminuire

L’analisi sostiene che, mantenendo l’attuale andamento del mercato, entro il 2040 le città europee potrebbero perdere tra l’8,5% e il 14% della capacità di parcheggio su strada. Non significa che i Comuni elimineranno fisicamente gli stalli, ma che molte auto finiranno per occupare una porzione maggiore dello spazio disponibile.

In pratica, vetture più larghe e lunghe potrebbero rendere più complicato sfruttare completamente gli stalli esistenti, soprattutto nelle aree urbane storiche dove gli spazi sono limitati e le strisce sono state progettate decenni fa. Le conseguenze potrebbero tradursi in tempi più lunghi per trovare parcheggio, maggiore congestione del traffico e un incremento della sosta irregolare.

Roma e Milano tra le città più esposte

Secondo lo studio, città come Roma e Milano potrebbero risentire in modo particolare di questa evoluzione. Entrambe presentano infatti centri urbani caratterizzati da strade strette e una forte pressione sulla disponibilità di parcheggi.

A ciò si aggiungono altri elementi che influenzano la mobilità urbana, come l’aumento delle aree pedonali, delle corsie ciclabili, delle zone a traffico limitato e degli stalli regolamentati con pagamento. Si tratta di fattori che contribuiscono a rendere sempre più complessa la gestione dello spazio pubblico, anche se non direttamente collegati all’aumento delle dimensioni delle automobili.

Sicurezza e consumi al centro del dibattito

Lo studio affronta anche altri aspetti legati alla crescita delle dimensioni dei veicoli. Secondo T&E, auto più alte e pesanti potrebbero aumentare la gravità degli incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti, oltre a richiedere una maggiore quantità di energia per essere movimentate, sia nel caso di motori termici sia di veicoli elettrici.

Si tratta di valutazioni che alimentano il dibattito sulla mobilità sostenibile e sull’equilibrio tra esigenze di sicurezza, comfort e impatto ambientale.

Le proposte di T&E

Per contrastare il fenomeno del carspreading, Transport & Environment propone alcune misure che potrebbero modificare il modo in cui vengono gestiti i parcheggi urbani. Tra le ipotesi figurano tariffe di sosta differenziate in base a peso e dimensioni del veicolo, sul modello già sperimentato in alcune città europee, e l’introduzione di limiti massimi di larghezza per le future omologazioni.

Si tratta però di proposte che aprono un confronto più ampio tra amministrazioni, industria automobilistica e automobilisti. Nel frattempo, il mercato continua a premiare SUV e crossover, mentre le utilitarie compatte diventano sempre meno numerose nei listini dei costruttori. La sfida per le città sarà quindi trovare un equilibrio tra l’evoluzione dell’automobile moderna e la disponibilità di spazi urbani, evitando che la crescita delle dimensioni dei veicoli renda ancora più difficile una situazione già complessa per milioni di automobilisti.

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