Auto sempre più grandi: a Roma e Milano fino a un parcheggio su 7 a rischio
Le auto nuove sono sempre più grandi e potrebbero ridurre fino al 14% dei parcheggi disponibili nelle città europee. Ecco cosa emerge dallo studio
Negli ultimi venticinque anni le auto sono diventate progressivamente più grandi. Un cambiamento evidente soprattutto con il successo di SUV e crossover, che oggi rappresentano una quota sempre più importante del mercato europeo. Se da un lato questa evoluzione ha portato abitacoli più spaziosi, maggiore sicurezza e tecnologie avanzate, dall’altro apre interrogativi sulla gestione degli spazi urbani.
Secondo una recente analisi realizzata da Transport & Environment (T&E), il fenomeno definito carspreading potrebbe avere effetti significativi sulla disponibilità dei parcheggi nelle città europee. Tra quelle maggiormente interessate figurano anche Roma e Milano, dove la pressione sulla sosta è già elevata.
Le auto continuano a crescere di dimensioni
Lo studio evidenzia come dal 2000 la lunghezza media delle nuove automobili immatricolate in Europa sia aumentata di circa 1,2 centimetri ogni anno. Anche larghezza e altezza hanno registrato una crescita costante, nell’ordine di circa mezzo centimetro all’anno.
Il risultato è un parco circolante composto da vetture sensibilmente più ingombranti rispetto a quelle per cui molte città europee erano state progettate. Una tendenza che, secondo T&E, procede in parallelo con il successo commerciale di SUV e crossover, modelli scelti sempre più spesso dagli automobilisti ma anche più redditizi per i costruttori.
Va però ricordato che l’aumento delle dimensioni non è dovuto esclusivamente a ragioni commerciali. Le normative sulla sicurezza, l’introduzione di numerosi sistemi ADAS, le batterie delle auto elettriche e le esigenze di comfort hanno contribuito ad accrescere peso e ingombri delle vetture moderne.
Perché i parcheggi potrebbero diminuire
L’analisi sostiene che, mantenendo l’attuale andamento del mercato, entro il 2040 le città europee potrebbero perdere tra l’8,5% e il 14% della capacità di parcheggio su strada. Non significa che i Comuni elimineranno fisicamente gli stalli, ma che molte auto finiranno per occupare una porzione maggiore dello spazio disponibile.
In pratica, vetture più larghe e lunghe potrebbero rendere più complicato sfruttare completamente gli stalli esistenti, soprattutto nelle aree urbane storiche dove gli spazi sono limitati e le strisce sono state progettate decenni fa. Le conseguenze potrebbero tradursi in tempi più lunghi per trovare parcheggio, maggiore congestione del traffico e un incremento della sosta irregolare.
Roma e Milano tra le città più esposte
Secondo lo studio, città come Roma e Milano potrebbero risentire in modo particolare di questa evoluzione. Entrambe presentano infatti centri urbani caratterizzati da strade strette e una forte pressione sulla disponibilità di parcheggi.
A ciò si aggiungono altri elementi che influenzano la mobilità urbana, come l’aumento delle aree pedonali, delle corsie ciclabili, delle zone a traffico limitato e degli stalli regolamentati con pagamento. Si tratta di fattori che contribuiscono a rendere sempre più complessa la gestione dello spazio pubblico, anche se non direttamente collegati all’aumento delle dimensioni delle automobili.
Sicurezza e consumi al centro del dibattito
Lo studio affronta anche altri aspetti legati alla crescita delle dimensioni dei veicoli. Secondo T&E, auto più alte e pesanti potrebbero aumentare la gravità degli incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti, oltre a richiedere una maggiore quantità di energia per essere movimentate, sia nel caso di motori termici sia di veicoli elettrici.
Si tratta di valutazioni che alimentano il dibattito sulla mobilità sostenibile e sull’equilibrio tra esigenze di sicurezza, comfort e impatto ambientale.
Le proposte di T&E
Per contrastare il fenomeno del carspreading, Transport & Environment propone alcune misure che potrebbero modificare il modo in cui vengono gestiti i parcheggi urbani. Tra le ipotesi figurano tariffe di sosta differenziate in base a peso e dimensioni del veicolo, sul modello già sperimentato in alcune città europee, e l’introduzione di limiti massimi di larghezza per le future omologazioni.
Si tratta però di proposte che aprono un confronto più ampio tra amministrazioni, industria automobilistica e automobilisti. Nel frattempo, il mercato continua a premiare SUV e crossover, mentre le utilitarie compatte diventano sempre meno numerose nei listini dei costruttori. La sfida per le città sarà quindi trovare un equilibrio tra l’evoluzione dell’automobile moderna e la disponibilità di spazi urbani, evitando che la crescita delle dimensioni dei veicoli renda ancora più difficile una situazione già complessa per milioni di automobilisti.