Audi fa causa ad AUDI: il paradosso nasce da due auto cinesi arrivate in Germania

Audi si muove contro l’importazione parallela in Germania delle AUDI E7X ed E5 Sportback, elettriche sviluppate con SAIC esclusivamente per il mercato cinese

Audi fa causa ad AUDI: il paradosso nasce da due auto cinesi arrivate in Germania
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Renato Terlisi
Pubblicato il 22 set 2026

Sembra un gioco di parole: Audi contro AUDI. Dietro il curioso caso, però, c’è la particolare strategia adottata dal costruttore tedesco in Cina, dove accanto alla tradizionale marca dei quattro anelli esiste AUDI, il nuovo brand nato dalla collaborazione con SAIC e sviluppato specificamente per il mercato locale. Audi stessa lo definisce una “sister brand” esclusiva per la Cina.

La vicenda nasce dall’iniziativa di un importatore tedesco, intenzionato a portare in Germania due modelli AUDI non destinati all’Europa: la E5 Sportback e la E7X. L’operatore avrebbe deciso di occuparsi autonomamente delle procedure necessarie per rendere le vetture utilizzabili localmente. Da qui l’iniziativa legale di Audi, intenzionata a impedire che prodotti sviluppati per un altro mercato entrino attraverso canali paralleli nella propria area commerciale.

Audi e AUDI non sono la stessa gamma

La distinzione è sostanziale. AUDI è stata lanciata nel 2024 nell’ambito della collaborazione tra Audi e SAIC per conquistare nuovi clienti cinesi interessati soprattutto alle auto elettriche intelligenti e fortemente connesse. Il primo modello di serie, la E5 Sportback, è arrivato sul mercato cinese nel settembre 2025.

Le auto utilizzano la Advanced Digitized Platform, sviluppata insieme a SAIC, e integrano tecnologie pensate attorno all’ecosistema digitale cinese. Non sono quindi semplicemente Audi europee con un nome differente.

Anche l’identità visiva marca la separazione: AUDI utilizza la scritta del marchio in lettere maiuscole anziché i tradizionali quattro anelli. L’obiettivo dichiarato è affiancare, e non sostituire, la gamma globale Audi venduta anche in Cina.

La E7X arriva a 680 CV

La E7X rende bene l’idea delle differenze. È un grande SUV elettrico lungo 5,05 metri costruito sulla piattaforma ADP. La versione più potente utilizza due motori, trazione integrale e sviluppa 500 kW, circa 680 CV, con 800 Nm di coppia e uno 0-100 km/h completato in 3,9 secondi.

L’architettura elettrica è a 900 volt e sono previste batterie da 100 e 109 kWh. Con quella più grande l’autonomia dichiarata supera 750 km secondo il ciclo cinese CLTC, mentre la ricarica 4C permette di passare dal 10 all’80% in 13 minuti.

Anche la E5 Sportback nasce esclusivamente per quel mercato. Offre quattro configurazioni a trazione posteriore o integrale e arriva addirittura a 579 kW, equivalenti a circa 787 CV, con la versione più rapida capace di raggiungere 100 km/h in 3,4 secondi.

Il problema non è soltanto l’omologazione

Rendere tecnicamente utilizzabile una vettura importata individualmente non equivale a inserirla ufficialmente nella gamma europea. Modelli come E5 ed E7X sono stati sviluppati attorno a servizi digitali, assistenza alla guida e funzionalità connesse specifiche per la Cina. La stessa Audi sottolinea che la piattaforma integra i propri veicoli nell’ecosistema digitale locale.

Da qui nascono questioni che vanno oltre la possibilità di ottenere una targa: assistenza, ricambi, diagnostica, servizi online e aggiornamenti software non corrispondono necessariamente all’infrastruttura europea.

Due Audi per due mercati diversi

Il caso evidenzia soprattutto quanto siano diventate profonde le differenze tra Europa e Cina. Audi ha scelto di affrontarle creando due marchi distinti: quello globale con i quattro anelli e AUDI, concentrato sulle elettriche connesse sviluppate insieme a SAIC.

La separazione continuerà ad aumentare. Dopo E5 Sportback ed E7X è già previsto un terzo modello nel 2027, mentre Audi e SAIC hanno concordato lo sviluppo di altre quattro vetture sulla prossima generazione della piattaforma ADP.

Ed è proprio qui che il paradosso diventa interessante: vetture che portano un nome strettamente legato ad Audi possono essere perfettamente normali in Cina, ma diventare prodotti estranei alla gamma ufficiale non appena arrivano in Europa.

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