App auto, quanti le scaricano e quanti le usano: i dati sorprendono
Report 2025 JD Power: boom di download per le app auto, ma basso engagement. Connettività, affidabilità e design sono le priorità per migliorare soddisfazione e uso
Le app veicolo sono ormai una presenza costante nella quotidianità di chi guida, scaricate da quasi tutti ma utilizzate regolarmente da pochi. Un fenomeno che racconta molto più di una semplice moda digitale: è il segnale di una promessa tecnologica ancora lontana dall’essere mantenuta. Secondo l’indagine JD Power condotta tra settembre e ottobre 2025 su oltre 2.100 proprietari di auto negli Stati Uniti, la realtà delle applicazioni automobilistiche si scontra con dati impietosi: l’80% degli intervistati ha effettuato il download, ma solo il 27% le usa con regolarità, mentre il 38% lamenta disservizi di connettività. Numeri che disegnano un fallimento silenzioso, fatto di aspettative tradite e opportunità mancate.
Una crescita ci è stata
Nonostante una crescita dei download del 2% rispetto al 2024, l’engagement reale è salito appena del 3%. Un incremento che evidenzia un paradosso: se da un lato le funzionalità offerte — come l’apertura del garage (61%), la chiave digitale (39%) e il controllo del clima (38%) — vengono teoricamente apprezzate dagli utenti, dall’altro l’esperienza quotidiana si rivela spesso frustrante. Disservizi di connettività, tempi di risposta troppo lunghi e sistemi di avvio poco affidabili finiscono per scoraggiare l’uso costante, trasformando strumenti nati per semplificare la vita in ulteriori fonti di stress.
La questione centrale resta la usabilità app: la differenza tra un’app installata e una realmente utilizzata risiede tutta nella capacità di offrire un’esperienza utente senza attriti. L’indagine JD Power mette in luce una vera e propria mappa a due velocità: tra i marchi generalisti, Mini si posiziona in testa con 810 punti su 1.000, seguita da Kia (805) e Hyundai (798). Nel segmento premium, invece, BMW si distingue con 821 punti, superando Genesis (771) e Mercedes-Benz (768). Il distacco con i marchi meno performanti è netto: Mazda e Alfa Romeo raccolgono rispettivamente 585 e 581 punti, segno evidente che investire in stabilità tecnica e qualità dell’interfaccia fa la differenza.
Lezione recepita in parte
La lezione sembra essere stata recepita solo in parte dall’industria automobilistica. I costruttori premium puntano sull’integrazione di servizi aggiuntivi — dalla diagnostica all’assistenza, passando per soluzioni di mobilità avanzata — mentre i marchi generalisti si concentrano sulle funzionalità più immediate e pratiche. Tuttavia, un punto di convergenza emerge con forza: senza una connettività affidabile, interfacce intuitive e tempi di risposta rapidi, nessuna app veicolo potrà mai diventare uno strumento di relazione duraturo tra cliente e brand.
Il rischio, per chi ignora questi segnali, è doppio: non solo si perde la fiducia dell’utente, ma si rinuncia anche a un patrimonio prezioso di dati, fondamentali per perfezionare prodotti e servizi. In un mercato automobilistico che si sta rapidamente trasformando, la sfida digitale non si vince più semplicemente con la presenza sulle piattaforme, ma attraverso l’eccellenza dell’esperienza utente. La usabilità app diventa così il vero terreno di confronto: solo chi saprà garantire stabilità, semplicità e affidabilità potrà sperare di fidelizzare il cliente e trarre valore dalla rivoluzione digitale.
Non sorprende quindi che la chiave digitale, simbolo della nuova era della mobilità connessa, sia una delle funzionalità più desiderate ma anche più criticate per la sua instabilità. Il successo di queste tecnologie dipenderà dalla capacità dei costruttori di colmare il divario tra aspettative e realtà, trasformando le app veicolo da semplici icone sullo smartphone a veri e propri alleati della vita quotidiana. Solo così il settore potrà superare il paradosso attuale e fare della digitalizzazione un’opportunità concreta, e non un ennesimo motivo di frustrazione per gli automobilisti.