Alfa Romeo Giulia arruolata nei Carabinieri con 1.770 esemplari

Al Centro Stile di Torino la cerimonia di consegna della prima 2.0 Turbo 200 CV AT8, alla presenza dei vertici Stellantis, del “Biscione” e dell’Arma: ne seguiranno altre 1.770, a consolidare uno storico legame che celebra 70 anni.

Le “Gazzelle” tornano ad inalberare la bandiera italiana, e ancor più nello specifico a rinnovare lo storico legame con il “Biscione” (che giunge peraltro a settant’anni esatti dalla prima “collaborazione” che data al 1951 ed avvenne con l’indimenticata fuoristrada Alfa Matta): l’occasione arriva con la consegna della prima Alfa Romeo Giulia “2021” ai Carabinieri. Si tratta di un esemplare in versione 2.0 turbo 200 CV AT8, che una cerimonia ufficiale svoltasi nella cornice del Centro Stile Alfa Romeo di Torino ha assegnato al Nucleo Radiomobile dell’Arma, in previsione del suo impiego in compiti di controllo del territorio.

All’evento hanno preso parte una rappresentanza dei vertici Stellantis e Alfa Romeo (rispettivamente: il presidente della nuova “big Alliance” John Elkann, il Country manager Stellantis per l’Italia Santo Ficili, ed il neo-amministratore delegato del Biscione Jean-Philippe Imparato) e dell’Arma (il comandante generale Teo Luzi, il comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle D’Aosta Aldo Iacobelli ed il comandante provinciale Carabinieri di Torino Francesco Rizzo), a salutare la consegna della prima di 1.770 unità che verranno via via allestite ed assegnate alle Tenenze ed alle Stazioni dei carabinieri sul territorio nazionale.

L’allestimento

La preparazione di Alfa Romeo Giulia che entra in servizio attivo nei Carabinieri è stata curata in funzione delle richieste dell’Arma. Di seguito il “capitolato” delle dotazioni.

  • Gruppi ottici ed impianto di illuminazione composto da un pannello aerodinamico di ultima generazione per i messaggi variabili, due lampeggianti con luce laterali e faro orientabile di ultima generazione, e lampeggianti a Led collocati sui gusci degli specchi retrovisori esterni;
  • Parabrezza blindato di tipo B4 (ovvero di tipo leggero tuttavia a prova di diverse tipologie di armi da sparo e bombe) e finestrini anteriori antiframmentazione;
  • Finestratura posteriore e lunotto antisfondamento;
  • Blindatura di tipo B4 e protezione dei piedi in uscita dalla vettura alle porte anteriori;
  • Due porta-arma ad azionamento elettromeccanico;
  • Portagiubbotti antiproiettili;
  • Due porta-tonfa e paletta;
  • Impianto audio collocato al centro della plancia, funzionale all’impiego da parte di entrambi i componenti dell’equipaggio;
  • Sistema di amplificazione e diffusione all’esterno del veicolo.

Da segnalare, fra le novità, una cellula unipersonale per il detenuto: in questo modo, a bordo possono prendere posto tre militari.

Alfa Romeo e Carabinieri: una antica liaison

L’arrivo del nuovo lotto di Alfa Romeo Giulia nel parco veicoli dell’Arma va a rafforzare ulteriormente un sodalizio fra i più celebri d’Italia, tanto da venire considerato come praticamente inscindibile. La prima Alfa consegnata all’Arma fu, nel 1951, la 1900M “Matta” (veicolo fuoristrada “fratello” della contemporanea Fiat Campagnola prima serie). Nel 1952, con l’arrivo della berlina 1900 (“L’auto di famiglia che vince le corse”), nacque la “Gazzella”, che nel gergo dei Carabinieri identifica il concetto di pronto intervento: veloce, agile, resistente.

Erede diretta di Alfa Romeo 1900 “Gazzella” fu, all’inizio del decennio successivo, la mai dimenticata Giulia, che concretizzava in termini operativi il sostanziale processo di ammodernamento strutturale del Corpo (segnatamente: gli allora nuovissimi apparecchi radiotelefonici collegati alle Centrali Operative, fiore tecnologico all’occhiello per l’Arma) con le leggendarie doti di elevate prestazioni ed affidabilità proprie della “Berlina disegnata dal vento” (come recitava un fortunato slogan di quegli anni).

La prima serie di Alfa Romeo Giulia venne impiegata dal 1963 al 1968. Il legame fra Arma e Alfa Romeo è poi proseguito con modelli altrettanto veloci e affidabili: da Alfetta ad Alfa 90, da Alfa 75 ad Alfa 155, da 156 (la prima ad essere provvista del pannello luminoso sul tetto) ad Alfa 159, fino alla ultraperformante Giulia Quadrifoglio.

In esposizione al Museo storico

Molte delle Alfa Romeo che negli anni hanno indossato la livrea dell’Arma sono esposte al Museo Alfa Romeo di Arese, nella sezione “Alfa Romeo in Divisa” allestita in collaborazione con i Carabinieri ed inaugurata il 24 giugno 2020, in occasione dei 110 anni dalla fondazione del marchio.

In esposizione permanente ci sono sei modelli accuratamente selezionati, a rappresentare lo storico rapporto fra “Biscione” e Carabinieri, in un allestimento dominato dal colore rosso (simbolo di Alfa Romeo) e dal blu che ricorda i lampeggianti di emergenza. Per inciso, è da questa collezione che proviene la Giulia del 1968 immortalata nella cerimonia di consegna della nuova Giulia appena arruolata.

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