Vendere auto usata all’estero: come funziona

Cosa bisogna fare per vendere un’auto usata all’estero.

Fino a tre anni fa bastava consegnare le targhe dalla vettura all’ACI, insieme al libretto di circolazione e al certificato di proprietà chiedendo la radiazione al PRA. Così facendo l’auto non poteva più circolare in Italia e quello che avveniva poi, da un punto di vista burocratico, non riguardava più l’automobilista italiano.

Ma la necessità di contrastare i soliti furbetti che approfittavano di questa scappatoia per evitare di pagare i costi di demolizione, oppure tentavano di immatricolarla di nuovo dopo un po’ di tempo come auto d’epoca evitando così di pagare nel frattempo il bollo, ha spinto l’ACI a cambiare le regole. Tramite una circolare, sempre del 2014, l’ACI ha imposto che prima di procedere con la radiazione dal PRA la vendita della vettura deve essere effettivamente conclusa e consegnata al nuovo proprietario.

Senza la consegna dei documenti che provano tale operazione, l’ACI non effettuerà nessuna cancellazione dal pubblico registro automobilistico. Nel frattempo l’auto apparterrà sempre al vecchio proprietario il quale dovrà pagare il bollo e anche l’assicurazione se l’auto circola sulle strade.

Vendita auto usata: Paesi UE

Se la vettura non è stata ancora reimmatricolata, ma è stata già esportata in un paese dell’Unione Europea, insieme al libretto e al certificato di proprietà, bisogna consegnare all’ACI la fotocopia del documento di trasporto, o lettera di vettura internazionale, redatta dall’impresa di spedizione. Questo documento deve riportare il numero di telaio, la targa italiana e deve integrare la ricevuta di consegna rilasciata dall’acquirente straniero.

Se il veicolo è già stato reimmatricolato è sufficiente presentare i documenti, le targhe italiane e la carta di circolazione estera o, in alternativa, un documento che indichi l’avvenuta reimmatricolazione da parte dell’autorità straniera.

Ovviamente c’è un inghippo: molti paesi esteri, per poter procedere con la reimmatricolazione di un’auto, chiedono il certificato di radiazione proveniente dal paese di origine, documento che, come abbiamo visto, in Italia non viene più rilasciato senza la reimmatricolazione.

Vendita auto usata: Paesi Extra-UE

Se l’auto non è ancora stata reimmatricolata e non si dispone della lettera di trasporto, in sua vece può essere consegnata una fotocopia della bolla doganale. Valida anche la bolla doganale del Paese di destinazione, oppure la vidimazione della dogana estera indicata sulla carta di circolazione italiana o sul certificato di proprietà. Se la vettura è stata già reimmatricolata, occorre la copia della carta di circolazione estera o una dichiarazione dell’autorità straniera dell’avvenuta importazione. Inoltre, va allegata anche una “traduzione asseverata”, cioè certificata da un ufficio giudiziario. Il traduttore deve presentare una dichiarazione giurata davanti al funzionario insieme ad una marca da bollo da 16 euro.

Se il veicolo viene ceduto ad un concessionario estero, sia in un paese UE o Extra-UE, può essere usata anche una sua attestazione di avvenuta importazione, accompagnata da una copia del documento di trasporto e dalla fattura. Occorre sempre una traduzione asseverata se il documento è redatto in lingua straniera. Se la vettura da esportare è sottoposta ad un fermo amministrativo, sarà opportuno cancellare il fermo saldando le somme dovute. Invece, se l’auto è stata ipotecata, sequestrata o pignorata, bisognerà presentare un atto comprovante l’assenso alla radiazione da parte del creditore o dell’autorità.

Dove presentare i documenti

La richiesta per vendere un’auto usata all’estero deve essere effettuata dall’intestatario dell’auto o dai suoi eredi e può essere presentata allo Sportello Telematico dell’Automobilista presso gli uffici ACI, alla Motorizzazione Civile o presso le Agenzie di Pratiche Auto.

Bisogna allegare un documento di identità nel caso in cui la domanda non sia firmata dall’intestatario in presenza di un funzionario e, se si vuole esportare l’auto guidandola direttamente fino al luogo di destinazione, è possibile fare la richiesta anche al Consolato d’Italia della nazione straniera in cui è stato esportato il veicolo.

I costi
Per la richiesta di esportazione occorrono 13,50 euro di emolumenti ACI, 32 euro di imposta di bollo, se non si dispone di certificato di proprietà bisogna usare il modulo NP3C che prevede un’imposta di 48 euro, 10,20 euro di diritti Motorizzazione relativi alle sole esportazioni interne all’UE e 1,80 euro per il bollettino postale. Se ci si rivolge ad un’agenzia di Pratiche Auto occorre aggiungere la commissione che mediamente si aggira tra i 100 e i 130 euro. Ovviamente, chi acquista un’auto usata da un privato non deve pagare l’IVA né nel paese in cui ha effettuato l’acquisto, né nel suo paese.

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