BMW M5 e XM, con gli aggiornamenti Euro 7 il V8 perde 40 CV

BMW modifica M5 e XM Label per rispettare Euro 7: potenza del motore V8 ridotta, ma la potenza complessiva rimane invariata grazie all'ottimizzazione del sistema ibrido plug-in

BMW M5 e XM, con gli aggiornamenti Euro 7 il V8 perde 40 CV
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Giorgio Colari
Pubblicato il 29 gen 2026

Nel panorama delle sportive di alta gamma, la sfida tra performance e rispetto delle normative ambientali si fa sempre più serrata. Le recenti evoluzioni di BMW M5 e BMW XM Label ne sono un esempio lampante: la casa di Monaco ha infatti operato una rivoluzione tecnica per mantenere il DNA prestazionale dei suoi modelli di punta, senza però trascurare le sempre più stringenti richieste della normativa Euro 7. Il risultato? Una potenza termica ridotta, ma una potenza complessiva invariata grazie a una sofisticata integrazione tecnologica.

Qualcosa si perde per strada

Il cuore di questa trasformazione risiede nel leggendario motore V8 biturbo da 4,4 litri, che perde 40 cavalli passando da 585 CV a 544 CV. Questa diminuzione non è però sinonimo di minori emozioni al volante: sia la BMW M5 (535 kW/727 CV) che la BMW XM Label (550 kW/748 CV) mantengono inalterata la potenza complessiva, grazie a una sinergia raffinata tra propulsore termico ed elettrico. La strategia di BMW, infatti, punta tutto sull’ottimizzazione del sistema ibrido plug-in, che viene riprogettato e ricalibrato per compensare la potenza persa dal V8, senza sacrificare la risposta dinamica che da sempre contraddistingue queste vetture.

L’adeguamento alle direttive Euro 7 rappresenta la sfida principale di questa generazione di sportive. Per rispondere alle nuove soglie di emissioni, BMW ha introdotto il ciclo Miller, una soluzione tecnica che permette di migliorare l’efficienza della combustione e ridurre sensibilmente gli inquinanti allo scarico. Il software di gestione motore e i sistemi di trattamento dei gas sono stati completamente rinnovati, rendendo la piattaforma ancora più sofisticata e pronta ad affrontare i controlli più severi a livello europeo e internazionale.

Il sistema ibrido resta l’asso da giocare

Il vero asso nella manica di questa evoluzione resta però il sistema ibrido plug-in. Non si tratta di una semplice aggiunta, ma di una profonda revisione dell’integrazione tra motore elettrico e termico. La nuova calibrazione permette al propulsore elettrico di colmare il gap lasciato dalla riduzione del V8, mantenendo una curva di potenza allineata a quella delle generazioni precedenti. In questo modo, la guida sportiva e il piacere di accelerazione rimangono invariati sulla carta, almeno per quanto riguarda i dati dichiarati dalla casa.

Non mancano tuttavia alcune incognite che alimentano il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori. BMW, infatti, non ha ancora rilasciato dettagli cruciali come la coppia motrice, i tempi di accelerazione e le prestazioni reali su strada. Parametri che, più della semplice potenza massima, definiscono la sensazione di guida e la reattività di un’auto sportiva. La risposta dell’acceleratore, la linearità della trazione e la gestione della coppia saranno gli elementi su cui si giocherà il confronto tra le nuove versioni e quelle ancora omologate secondo gli standard Euro 6.

Il mercato si divide

Il mercato, come spesso accade, si divide. Da un lato ci sono gli estimatori della tecnologia e del pragmatismo: per loro, la capacità di BMW di mantenere in vita l’architettura termica, pur adeguandosi alle regole, è una dimostrazione di forza e ingegneria. Dall’altro lato, i puristi storcono il naso di fronte a quella che considerano una perdita di “purezza” del motore V8 tradizionale, anche se le prestazioni complessive non risultano penalizzate in modo significativo.

Restano inoltre aperte alcune questioni fondamentali per chi valuta l’acquisto di queste vetture: l’affidabilità dei nuovi sistemi di post-trattamento, la gestione delle batterie, i tempi di ricarica e l’impatto sulle spese di manutenzione. Sarà compito dei tecnici e della rete commerciale BMW rassicurare i clienti su questi aspetti, offrendo risposte concrete e trasparenti.

Una rivoluzione in piena regola

Da sottolineare anche la portata globale di questa rivoluzione: le modifiche non sono limitate al mercato europeo, ma saranno applicate ovunque siano vigenti le direttive comunitarie sulle emissioni. Una scelta che testimonia la volontà di BMW di standardizzare la propria offerta e di prepararsi alle sfide future su scala internazionale.

Il giudizio definitivo, però, arriverà solo quando BMW M5 e BMW XM Label in versione Euro 7 saranno testate su strada da clienti e stampa specializzata. Solo allora si potrà valutare se la compensazione elettronica sarà davvero impercettibile nell’uso quotidiano e nella guida sportiva, oppure se emergeranno differenze tangibili rispetto ai modelli precedenti. Una cosa è certa: la strategia BMW rappresenta il nuovo paradigma del settore, dove tradizione termica e innovazione elettrica si fondono per rispondere alle sfide della mobilità ad alte prestazioni del futuro.

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