LoJack Italia, 2.070 recuperi da furti nel 2025: SUV nel mirino

Nel 2025 LoJack Italia recupera 2.070 veicoli per 74,6M€. Aumentano i furti di SUV, smantellate centrali di smontaggio e tempi medi di intervento si attestano a 10 ore

LoJack Italia, 2.070 recuperi da furti nel 2025: SUV nel mirino
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Giorgio Colari
Pubblicato il 16 mar 2026

Nel 2025 il settore della sicurezza automobilistica italiana ha raggiunto un traguardo storico, con risultati che testimoniano l’efficacia delle nuove tecnologie e della collaborazione tra privati e forze dell’ordine. I numeri parlano chiaro: sono stati recuperati 2.070 veicoli, per un valore totale di 74,6 milioni di euro, e oltre 1.000 suv sono tornati nelle mani dei legittimi proprietari. Questi dati, oltre a sottolineare l’efficacia delle strategie adottate, evidenziano come la lotta contro i furti auto e la criminalità organizzata sia oggi più che mai una priorità nazionale, soprattutto nelle regioni maggiormente colpite.

La tecnologia come arma vincente

Il successo ottenuto nell’ultimo anno trova le sue radici nell’impiego della piattaforma ibrida sviluppata da lojack. Questa soluzione innovativa combina VHF, GPS e GSM in un unico sistema integrato, capace di individuare e contrastare i tentativi di jammer – ovvero il disturbo intenzionale dei segnali – garantendo un supporto investigativo in tempo reale. Grazie a questa tecnologia, i tempi medi di intervento si sono drasticamente ridotti, con una media inferiore alle 10 ore dalla denuncia del furto, dimostrando quanto sia determinante l’adozione di strumenti avanzati per ridurre la finestra d’azione delle reti criminali.

La mappa dei furti: regioni sotto assedio

Analizzando la distribuzione geografica dei recupero veicoli, emerge un quadro preoccupante: Lazio, Campania, Puglia e Lombardia rappresentano oltre il 90% delle operazioni concluse nel 2025. Nel dettaglio, il Lazio guida la classifica con 548 veicoli recuperati, seguito da Campania (522), Puglia (493) e Lombardia (309). Queste regioni si confermano snodi strategici per il riciclaggio, lo smontaggio illegale e l’esportazione clandestina di auto e componenti, attirando l’attenzione delle organizzazioni criminali più strutturate.

Criminalità organizzata e centrali di smontaggio

Le indagini condotte nell’ultimo anno hanno permesso di smantellare filiere criminali radicate nelle campagne pugliesi e laziali, dotate di sofisticati dispositivi elettronici per eludere i sistemi di sicurezza. Non si è trattato soltanto di restituire i veicoli ai proprietari, ma di interrompere il flusso illecito di automobili e ricambi, coinvolgendo ricettatori, piattaforme logistiche e canali internazionali per l’esportazione illegale. Questi risultati testimoniano l’importanza di un approccio integrato, capace di colpire il cuore delle organizzazioni dedite al traffico illecito.

Il noleggio: un settore nel mirino

Particolarmente vulnerabili si sono rivelate le flotte di noleggio, sia a breve che a lungo termine, che rappresentano il bersaglio preferito delle bande specializzate. I marchi Toyota, Kia, BMW e Ford Motor Company risultano essere i più colpiti, scelti per l’elevato valore dei ricambi e per la facilità con cui i veicoli possono essere esportati clandestinamente. La protezione delle flotte di noleggio diventa quindi una priorità, richiedendo investimenti continui in tecnologie di prevenzione e monitoraggio.

Un bilancio di successo e una sfida per il futuro

Dall’inizio delle operazioni di lojack in Italia sono stati recuperati complessivamente 22.749 veicoli, per un valore di circa 7 miliardi di euro. A livello europeo, la piattaforma protegge oltre 1,1 milioni di veicoli, confermando il ruolo centrale delle tecnologie telematiche nella lotta al crimine organizzato e nella salvaguardia del patrimonio privato e aziendale.

Prevenzione, controllo e investimenti

Esperti e autorità concordano sull’importanza di integrare azioni repressive e preventive. La diffusione di dispositivi anti-manomissione, controlli più stringenti sulle officine e sui circuiti di ricambio, insieme a campagne di sensibilizzazione per i proprietari, sono strumenti fondamentali per ridurre l’attrattività dei furti auto. Le indagini proseguono sulle reti di esportazione e sui depositi illeciti, con l’obiettivo che i risultati raggiunti nel 2025 diventino un punto di riferimento per i futuri investimenti pubblici e privati nel settore della sicurezza automobilistica.

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