Le plug-in sono affidabili? In caso di problemi, la spesa è cara
I PHEV di prima generazione (2015-2020) mostrano degrado rapido delle batterie e guasti all'elettronica di potenza. Riparazioni costose minacciano il mercato dell'usato; ecco cosa controllare prima dell'acquisto
Il mercato dell’auto sta vivendo una fase di profonda trasformazione, ma dietro l’entusiasmo per le tecnologie a basse emissioni si celano insidie poco note, soprattutto per chi guarda al segmento dei veicoli plug-in hybrid di prima generazione. Stiamo parlando di quelle vetture immatricolate tra il 2015 e il 2020, che oggi si trovano ad affrontare problemi tecnici rilevanti e una svalutazione rapida, spesso inaspettata, sul mercato dell’usato.
Uno degli aspetti più critici che emergono dall’analisi di questo scenario riguarda il costo di sostituzione della PHEV batteria. I dati raccolti da operatori del settore e officine specializzate sono inequivocabili: la spesa per una nuova batteria può facilmente superare i 10.000 euro. Una cifra che pesa enormemente sul valore residuo dell’auto, soprattutto considerando che molti modelli di questa generazione montavano accumulatori di capacità limitata, spesso inferiori ai 10 kWh, con conseguente autonomia elettrica ridotta.
Non solo la batteria
Il problema, tuttavia, non si esaurisce con la sola batteria. Le criticità tecniche coinvolgono anche la elettronica di potenza, ovvero quei componenti chiave come inverter, caricabatterie e centraline di gestione della propulsione ibrida. La loro architettura costruttiva, spesso integrata in moduli unici e compatti, rende praticamente impossibile intervenire in modo selettivo. Quando si verifica un guasto, la riparazione del singolo componente risulta irrealizzabile e l’unica alternativa rimane la sostituzione dell’intero modulo, con costi che possono rapidamente assumere proporzioni proibitive per il proprietario.
Questo scenario si riflette pesantemente sul mercato dell’usato. Il rischio di dover affrontare riparazioni dal costo elevatissimo, spesso superiore al valore residuo del veicolo, ha determinato un deprezzamento accelerato dei PHEV di prima generazione. Chi decide di rivendere la propria vettura si trova di fronte a quotazioni in netto ribasso, mentre chi intende acquistare un usato rischia di trovarsi presto con un’auto che richiede investimenti importanti in manutenzione.
Le segnalazioni delle officine
Le segnalazioni provenienti dalle officine autorizzate e dai centri di assistenza specializzati sono sempre più frequenti. Non si tratta solo di casi isolati, ma di un fenomeno diffuso che coinvolge numerosi modelli e marchi. Vanja Katić di EV Clinic sottolinea come il costo di sostituzione della batteria sia ormai uno dei principali deterrenti all’acquisto di un PHEV usato, in particolare quando si tratta di vetture non più coperte da garanzia ufficiale.
Alla luce di queste criticità, gli esperti raccomandano una serie di accorgimenti fondamentali per chi valuta l’acquisto di un plug-in hybrid usato. In primo luogo, è essenziale richiedere la certificazione dello State of Health della batteria, un documento che attesta il livello di efficienza e usura dell’accumulatore. Altrettanto importante è verificare la cronologia degli interventi di manutenzione, privilegiando auto ex aziendali o comunque con una storia di assistenza documentata. Infine, optare per formule di acquisto che prevedano una garanzia estesa può rappresentare una tutela preziosa contro eventuali sorprese future.
Reagire alle problematiche
Alcuni costruttori hanno già reagito a queste problematiche, ampliando le coperture offerte sulle batteria o introducendo programmi di rigenerazione a prezzi calmierati. Parallelamente, il mercato aftermarket sta crescendo, offrendo soluzioni alternative per la sostituzione e la riparazione dei componenti più costosi, anche se la qualità dei servizi proposti può variare sensibilmente da un operatore all’altro.
Nonostante tutto, il PHEV di prima generazione può ancora rappresentare una scelta sensata per chi percorre distanze quotidiane limitate e ha la possibilità di monitorare con attenzione lo stato dei principali componenti. Tuttavia, è indispensabile affrontare la scelta con consapevolezza, valutando attentamente i rischi economici a medio termine legati a riparazioni potenzialmente molto onerose. Solo così sarà possibile evitare che il vantaggio iniziale di un prezzo d’acquisto competitivo si trasformi in una fonte di spese impreviste e difficilmente sostenibili.