Argonaut: 1.010 CV negli Anni 50

A quanto pare, l’idea di costruire l’auto più lussuosa, potente e tecnologicamente avanzata non è un’aspirazione recente delle varie Bugatti Veyron, DiMora Natalia, Saleen S7, ecc. Quella che era quasi un’ossessione per Ettore Bugatti è stata per alcuni piccoli costruttori una sorta di condanna al fallimento, un sogno impossibile che ha costellato la storia dell’automobile

di Ruggeri


A quanto pare, l’idea di costruire l’auto più lussuosa, potente e tecnologicamente avanzata non è un’aspirazione recente delle varie Bugatti Veyron, DiMora Natalia, Saleen S7, ecc.
Quella che era quasi un’ossessione per Ettore Bugatti è stata per alcuni piccoli costruttori una sorta di condanna al fallimento, un sogno impossibile che ha costellato la storia dell’automobile di tentativi al limite del buon senso, e oltre.
Uno di questi pazzi visionari è stato Richard S. Luntz, che fra il 1958 e il 1963 ha proposto al pubblico la sua Argonaut State Limousine, una immensa coupé spinta da un fantomatico motore d’alluminio a 12 cilindri da 1.010 cavalli, con alberi a camme in testa, compressore volumetrico e raffreddamento ad aria. Altre caratteristiche uniche dell’Argonaut erano l’utilizzo di acciai speciali e inossidabili, pneumatici cinturati per sostenere la velocità massima di 390 km/h delle versioni “Smoke” e “Raceway”.

Il prezzo era compreso fra i 26.800 e i 36.000 dollari (del ’59!) ma con tutta probabilità la Argonaut Motor Machine Corp. di Cleveland, Ohio, non è mai riuscita a superare la fase del prototipo, se si esclude l’unica “State Limousine” venduta a privati sotto forma di nudo telaio motorizzato con un V8 marino Chrysler.
Tutto il resto è svanito nel nulla, inghiottito dall’oblio che segna il destino di simili utopie ambulanti!

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