Alcoltest: non bastano i problemi di omologazione per vincere il ricorso

Il conducente è obbligato a fornire una prova concreta del malfunzionamento dell’apparecchio o un vizio di forma nell’aspirazione

Alcoltest – La guida in stato d’ebbrezza è uno dei reati colpiti più duramente da parte del Codice della Strada ed è molto difficile poter contestare una sanzione legata al ‘palloncino’. A questo riguardo, una recente sentenza della Cassazione (n° 48840 – 12/2015), chiarisce un punto: non basta contestare la mancanza o la scadenza dell’omologazione per annullare il provvedimento.

Come riportato da ‘La legge per tutti’, il conducente è obbligato a portare una prova concreta del cattivo funzionamento dell’apparecchio o di un vizio di forma nell’aspirazione, altrimenti risulta praticamente impossibile vincere il ricorso. Non basta, ovviamente, nemmeno dimostrare di essere in grado di guidare: superato il tasso alcolemico consentito, il provvidimento è automatico.

Le sanzioni per questo reato sono pesanti: da 531 a 2.125 euro, con sospensione della patente da 3 a 6 mesi per un tasso tra 0,5 e 0,8 g/l; da 1.500 a 6.000 euro, sospensione della patente da sei mesi ed un anno, arresto fino a sei mesi per un tasso tra 0,8 e 1,5 g/l; la più grave (oltre 1,5 g/l) comporta una multa da 1.500 a 6.000 euro, arresto da 6 mesi ad un anno e sospensione della patente da 1 a 2 anni. Ancora più pesanti i provvedimenti per i neopatentati o in caso di incidente.

Foto Flickr

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