Peugeot GTi Story: dalla 205 alla 208 il video di una storia lunga trent’anni

Era il lontano 1977 quando la Peugeot decise di mandare in pensione la vecchia 104. La situazione economica di Sochaux non era buona ed occorreva un modello di rottura, capace di conquistare il pubblico. Da quel giorno ad oggi, sono passati 30 anni. Una lunga storia d’amore per le quattro ruote chiamata GTi

Può una storia d’amore durare 30 anni? Evidentemente si. Una storia d’amore che reca una sigla: GTi. E’ quella nata tra Peugeot e gli appassionati delle piccole emozionanti, delle trazioni anteriori reattive, con un motore deciso, potente, ed una dinamica di guida pura, sensibile, che ha passato le epoche e cresciuto migliaia di appassionati. Dalla 205 alla 208 di oggi, il marchio francese ha scritto tappe storiche per le piccole di segmento B in grado di far battere il cuore di chi ama le quattro ruote.
Una storia cominciata nel lontano 1977: Peugeot decise di mandare in pensione la vecchia 104. La situazione economica di Sochaux non era buona ed occorreva un modello di rottura, capace di conquistare il pubblico. Il progetto aveva un nome “M24”. Il design venne affidato al centro stile della casa, in collaborazione con Pininfarina. Solo nel 1979 si arrivò al concept definitivo.

Se una squadra lavorava allo stile, una seconda squadra lavorava sulla meccanica: il telaio venne progettato secondo precise direttive: peso ridotto, tenuta di strada elevata e buone doti di comfort. I lamierati della carrozzeria vennero sottoposti a zincatura, mentre alcuni componenti furono realizzati in plastica. Si arrivò al primo prototipo nel 1981: quel modello, che doveva chiamarsi 105, prese vita nel gennaio del 1983. Era la Peugeot 205. Un successo, che portò anche all’introduzione della GTi 1.6, con i suoi 105 cavalli di potenza. Di li a poco inoltre, nacque la 205 Turbo 16. La volontà da parte di Peugeot infatti era quella di entrare nel mondo dei rally, per scelta proprio di Jean Todt. Fu un successo.

Ovviamente il modello che più entrò nel cuore degli appassionati fu questo, il 1.9 GTi: 130 CV che vuol dire da 0 a 100 km/h in 7,8 secondi, i 400 metri in 29,2 secondi e ben 206 km/h. Cerchi in lega maggiorati da 15 pollici, 4 freni a disco con grossi fori di areazione. Un’auto entrata nella storia.

Arriviamo al 1998 e alla 206: pianale completamente nuovo, utilizzato anche per altre vetture del Gruppo PSA in seguito.

Le motorizzazioni non erano inedite: Le unità a benzina, tutte monoalbero, erano quelle già utilizzate su 106 e 306: le uniche differenze con i precedenti motori TU erano alcune modifiche di dettaglio, per esempio nel circuito di raffreddamento. Invece, l’unica novità era l’unità a gasolio, un nuovo 1.9 aspirato facente parte della famiglia di motori DW. Ma la vera attesa era tutta riversata nell’erede della 205 GTi. Un anno ci volle, ma si arrivò alla nascita della 206 GTi e GT, spinte dallo stesso motore, un 2 litri da 136 CV in gradi di spingerle a 210 km/h di velocità massima. La commercializzazione della GT fu quindi più che altro un espediente per ottenere l’omologazione della vettura da rally, ed infatti fu prodotta in un numero limitato di esemplari. Ottenne comunque un gran successo, divenendo una delle 206 più ambite.

Tra il 2005 ed il 2006 si ebbe una sensibile crescita delle dimensioni di alcune tra le principali utilitarie presente sul mercato europeo. Insomma, fu un periodo di grande evoluzione e fermento: l’ingresso sul mercato della Grande Punto e della terza generazione della Renault Clio coincise con l’aumento degli ingombri di queste ultime, che raggiunsero e superarono di poco i 4 metri di lunghezza. Obiettivo? Migliorare l’abitabilità interna. Per contrastare il successo di Grande Punto e Clio, anche la Peugeot si adeguò alle nuove tendenze e propose un corpo vettura molto più grande, sviluppato su un pianale dal generoso interasse di 2.54 m.

Frontale aggressivo e con lunghi ed affilati gruppi ottici che si protendevano all’indietro fino a pochi centimetri dalla base del parabrezza. La “bocca” frontale, poi, era differente a seconda che la vettura fosse a tre o a cinque porte.

La commercializzazione della 207 venne avviata nel 2006, poco dopo la commercializzazione la gamma si estese verso il basso con l’arrivo della 207 1.4 con il 1.4 monoalbero da 73 CV. Alla fine dello stesso anno, invece, vi fu l’arrivo di una versione più spinta, la 207 1.6 16v THP Féline, che inaugurò per la prima voltà su una Peugeot il nuovo motore Prince da 1.6 litri progettato e sviluppato in collaborazione con BMW e dotato di sovralimentazione mediante turbocompressore. Con una potenza massima di 150 CV, la 207 THP occupò provvisoriamente la posizione di top di gamma. Sempre alla fine del 2006, la 207 venne insignita del premio di Auto Europa 2007.

E Sempre nel 2007 debuttò il top di gamma, la 207 1.6 16v GTI, equipaggiata con lo stesso motore della THP, ma portato a 174 CV di potenza massima. In altri Paesi questo modello era commercializzato come 207 RC. La GTi era inoltre caratterizzata dagli spoiler anteriori e posteriori più pronunciati, doppio tubo di scarico e alettoncino sul lunotto, il tutto per conferirle un aspetto più aggressivo e dinamico. Una storia finita all’inizio del 2010 quando fu tolta dalla produzione.

Non un grande problema visto che proprio alla fine dell’anno, la casa del Leone avviò il progetto A9, progetto affidato a Gilles Vidal. Due anni dopo nasce la 208. Marzo 2013, al salone di Ginevra, Peugeot svela la 208 GTi. Motore 1.6 THP da 200 CV, lo stesso della RCZ top di gamma, ma con in più il cambio a 6 marce con rapporti accorciati. Nel 2014, presso il Goodwood Festival of Speed, venne presentata la GTi 30º Anniversario. Realizzata per commemorare i 30 anni dall’immissione sul mercato del marchio GTi, era dotata di un propulsore 1.6 turbo THP da 208 cv con 300 Nm di coppia gestito da un cambio a 6 marce. Ciò permetteva un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi. Per migliorare la maneggevolezza del mezzo era stato impiantato un differenziale Torsen a slittamento limitato. Esteriormente la 208 GTi presentava una nuova livrea bicolore e nuovi cerchi in lega da 18″ avvolti in pneumatici sportivi Michelin Pilot Super Sport 205/40 ZR 18.

Dal passato al presente, la 208 ha una sua anima definita, meno spartana rispetto alla sua “antenata”, ma non per questo meno sportiva. Il principio di base era semplice: ricreare oggi l’appeal sportivo della 205 GTi. Rispetto alla versione base la carrozzeria è stata modificata: l’anteriore è più largo di 10 mm ed il posteriore di 20 mm. Ci sono poi elementi della carrozzeria a filo con le ruote. Se la 208 ha uno stile accattivante ma sobrio, la GTi viene giustamente sporcata.

Ma è chiaro che trent’anni di GTi significano trent’anni di prestazioni, di piacere di guida, in Peugeot hanno deciso di attingere a piene mani il know-how del motore utilizzato anche dalla RCZ Cup: quattro cilindri a benzina da 1.6 16V THP, 200 cavalli (147 Kw) ed una coppia massima di ben 275 Nm. Il peso si attesta a 1160 kg, il turbocompressore Twin Scroll con pressione di sovralimentazione massima di 1,2 bar porta a far girare la piccola Gti fino a 6800 giri/min.

Una vettura che tiene perfettamente l’assetto rimanendo stabile e piantata in strada. diretta, secca e veloce negli inserimenti, con uno sterzo preciso, filante. Anche la stabilità posteriore si è rivelata estremamente efficiente. Disattivando l’ESC, la traversa posteriore porta delle reazioni molto contenute e prevedibili. In altre parole, la Peugeot 208 GTi si è rivelata una vettura salda, veloce, reattiva, quasi leggera. Permette prestazioni in piena sicurezza. Ecco, proprio questo è il punto nodale. Non ci si sente “impiccati” nel tirare questa auto fino al limite, ma si ha sempre una vera sensazione di controllo tra le mani. 30 anni di esperienza che permettono di far coincidere due anime: non rinuncia allo stile, ma non per questo fa a meno di mostrare quella sana sportività e cattiveria insita nel DNA GTi.

30 anni di passione Gran turismo, di passione per le GTi marchiate, graffiate dal Leone, che ha saputo reinventarsi, evolversi, senza nascondersi. La ruvidezza romantica della 205 non sarebbe più conciliabile con le dinamiche della guida di oggi, ma il processo di evoluzione passato per la 206 e la 207 ha mantenuto inalterato il fascino di un logo che, ancora oggi, affascina giovani e meno giovani. Quelle sporcature nel design, quel suono, quell’aggressività che, con i trent’anni sono diventati più maturi.

Trent’anni di successi in numeri

Quella che vi abbiamo raccontato è una storia lunga trent’anni. L’abbiamo attualizzata, riportata tra le curve di alcune strade cosi come di un circuito. Perchè in fondo, auto come queste, riportano alla mente la passione delle quattro ruote. Sono un pezzo di storia, non solo italiana ovviamente, ma che negli anni hanno al contempo forgiato giovani automobilisti divenuti adulti.

Ecco perchè, a distanza di trent’anni, ancora vive il mito della GTi. Un mito testimoniato anche dai numeri. La prima 205 fu venduta in 5.278.000 esemplari di cui 5.192.000 berline, 72.000 cabriolet e perfino 14.000 furgoni. La secondogenita, la 206 decretò il successo definitivo, con 7.655.000 unità vendute, di cui 6.875.000 berline, ma anche ben 41.000 station wagon per le famiglie o per chi avesse necessità di carico, e 370.000 coupè-cabriolet. La 207 visse anche gli anni di un declino del settore dell’automobile.

Ciò nonostante si difese con le sue 2.277.000 unità di cui 1.849.000 berline, 266.000 station wagon e 162.000 coupè-cabriolet.

Ed infine si arriva all’ultima generazione. Quella 208 che ha voluto far rivivere ancora di più il mito della GTi che ancora oggi si è presentata come modello per il trentesimo anniversario. Ad oggi sono 1 milione le vetture vendute. E la storia continua…

NUMERI E ESEMPLARI PRODOTTI

· Peugeot 205 : 5.278.000 di cui 5.192.00 berline, 72.000 cabriolet e 14.000 fourgoni

· Peugeot 206: 7.655.000 di cui 6.875.000 berline, 410.000 SW e 370.000 CC

· Peugeot 207: 2.277.000 di cui 1.849.000 berline, 266.000 SW e 162.000 CC

· Peugeot 208 : 1.000.000

Trent’anni di competizioni

Piccole compatte che hanno fatto sognare intere generazioni. Questo il credo, questo il filo conduttore che, negli ultimi trent’anni, è stato attraversato anche dal mondo del Motorsport. Già, perchè era proprio il 1984 quando la neonata squadra ufficiale Peugeot debuttò nel campionato del mondo rally con la 205 Turbo 16 Gruppo B, cogliendo fin da subito la prima vittoria al rally di Finlandia grazie ad Ari Vatanen. L’anno dopo venne conquistato subito il titolo costruttori con 7 rally conquistati su 12 tappe. Titolo che venne vinto da Juha Kankkunen nel 1986, subentrato proprio ad un Vatanen infortunato.

La fine delle Gruppo B portò la 205 T16 a rivivere nei grandi raid come la Parigi-Dakar del 1987 o alla Pikes Peak con 3 esemplari 205 T16 Evoluzione.

La 206 WRC entrò nel mondiale Rally con un programma ufficiale nel 1999. Pilota ufficiale Marcus Gronholm.
Con la 206 WRC, la squadra francese gareggia fino al 2003, vincendo un mondiale piloti nel 2002 sempre con Grönholm e altri 2 titoli costruttori nel 2002 e 2003.

Successivamente Peugeot Sport sviluppa la Peugeot 207 S2000, vettura da rally studiata per il regolamento Super 2000. Affidata al team Kronos Racing e schierata nell’Intercontinental Rally Challenge, ha conseguito rispettivamente 3 titoli piloti e 3 titoli costruttori tra il 2007 e il 2009.

Una vettura in grado di conquistare, con Luca Rossetti prima, ma sopratutto con Paolo Andreucci e Anna Andreussi, cinque titoli italiani consecutivi. Una coppia, Ucci-Ussi, che ha portato allo sviluppo della nuova 208 T16 R5, messa alla prova anche durante l’ultimo rally di Sardegna come wild card.

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