Multe autovelox: ministro Lupi contro Milano "Non servono per sanare i bilanci"

La risposta dell'assessore alla sicurezza del Comune: "Così abbiamo dimezzato gli incidenti a Milano"

a:2:{s:5:"pages";a:5:{i:1;s:0:"";i:2;s:45:"Il Viminale boccia il Comune: "Inviate tardi"";i:3;s:40:"Multe Milano: Adiconsum contro il Comune";i:4;s:43:"Multe: migliaia di ricorsi accolti a Milano";i:5;s:34:"Multe autovelox: come fare ricorso";}s:7:"content";a:5:{i:1;s:1993:" PDL Ministers Hold Press Conference

La ‘guerra delle multe’ con l’autovelox a Milano propone un nuovo capitolo. Dopo lo stop arrivato al Comune da parte del Viminale, arriva il pesante affondo del Ministro dei trasporti Maurizio Lupi: secondo lui si tratta di sanzioni illegittime. “Il codice della strada non è fatto per sanare i bilanci – le dure parole – Le multe hanno uno scopo deterrente”. La questione, ricordiamo, riguarda il giorno da cui decorrono i 90 giorni di notifica della sanzione: per il Comune da quando viene visionata la foto, mentre per la Prefettura dal giorno dell’infrazione.

Il Ministro dei trasporti conferma quest’ultima versione, legittimando così ulteriormente tutta quella serie di ricorsi fatta dagli automobilisti, che porterà all’annullamento di circa 200mila sanzioni. La risposta dal capoluogo lombardo è arrivata immediatamente, tramite le parole di Marco Granelli: “Il Comune non fa cassa con le multe – spiega l’assessore alla sicurezza – ma la Polizia locale ha il dovere di sanzionare chi non rispetta la legge e mette a repentaglio l'incolumità propria e quella degli altri utenti. Anche così abbiamo dimezzato gli incidenti a Milano”.

Resta la divergenza di vedute anche sulla data della notifica, visto che il rappresentante del Comune lombardo ha ribadito che “l’accertamento inizia quando l’operatore verifica l’infrazione”, annunciando però un “accorciamento dei tempi” sull’invio delle sanzioni. Per concludere, l’assessore ha spiegato che, dopo nove mesi dall’installazione dei discussi autovelox, il numero delle sanzioni “si è dimezzato”.

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Il Viminale boccia il Comune: "Inviate tardi"

autovelox

La vicenda delle multe con gli autovelox a Milano potrebbe essere giunta al suo atto finale. Dopo le migliaia di ricorsi vinti dagli automobilisti e le polemiche seguenti, è il Ministero dell’Interno a dire la sua, con una nota inviata direttamente alla Prefettura del capoluogo lombardo. Il Viminale ha dato ragione alla Prefettura ed alla necessità di inviare le notifiche entro 90 giorni da quando è stato commessa l’infrazione e non, come faceva di prassi il Comune, da quando veniva visionata la fotografia dagli ufficiali.

Al riguardo, ferma restando la competenza esclusiva dell’Organo territoriale in merito alla decisione dei ricorsi – si legge nella lettera del Ministero alla Prefettura - si rappresenta che le perplessità manifestate da codesto Ufficio appaiono condivisibili”. E viene anche riportata una sentenza della Corte Costituzionale, “n. 198 del 10 giugno 1996”, in cui veniva dichiarata “l’illegittimità dell’articolo 201 del codice della strada, nella formulazione dell’epoca vigente”, secondo cui la data di notifica iniziava dal giorno in cui veniva accertata l’infrazione.

Dunque, le multe vanno inviate entro 90 giorni dalla data in cui viene commesso il fatto ed il Comune di Milano dovrà così annullare circa 200mila infrazioni. Il ritardo nell’accertamento, secondo quanto detto da Palazzo Marino, era dovuto ad un numero di infrazioni decisamente aumentato, rispetto al consueto, da quando erano stati posizionati i sette nuovi autovelox nella scorsa Primavera. Ma non è stata ritenuta una “scusa” valida e gli automobilisti potranno farsi cancellare quelle multe.

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Multe Milano: Adiconsum contro il Comune

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Il caso delle multe notificate in ritardo dal Comune di Milano continua a far discutere ed ora interviene anche l’Adiconsum, l’associazione dei consumatori della Cisl. Le infrazioni, rilevate con l’Autovelox, vengono inviate agli automobilisti oltre il termine dei 90 giorni consentito dalla legge, a causa di una differente interpretazione della norma. Secondo il Comune il termine partirebbe dal giorno in cui viene visionata la fotografia, mentre i Giudici di Pace parlano di 90 giorni dal momento in cui è stata commessa l’infrazione.

Questa interpretazione è “assolutamente impropria”, dice l’associazione, ed è una “vera e propria forzatura”. Dunque, l’Adiconsum invita tutti gli utentia verificare le tempistiche di notifica e, nel caso in cui dovessero riscontrare una notevole dilazione dei tempi della stessa – si legge nella nota - a non effettuare il pagamento e a rivolgersi alle sedi Adiconsum per avere indicazioni su come chiedere l’annullamento delle multe o procedere alla loro impugnazione". Come in molti hanno fatto, vincendo i ricorsi.

L’associazione consumatori non si ferma però a questo appello, ma ne fa uno ben più forte direttamente al capoluogo lombardo ed al sindaco Giuliano Pisapia, chiedendo di “porre rimedio a tale incresciosa situazione restituendo le somme versate agli utenti che avessero già provveduto al pagamento delle multe”. Dunque, non solo i ricorsi, ma la richiesta di ritornare ai cittadini i soldi delle infrazioni già pagate. Si attende la risposta da Palazzo Marino, anche è molto improbabile possa venire accolto questo appello.

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Multe: migliaia di ricorsi accolti a Milano

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Ne avevamo parlato qualche settimana fa, ora la questione sta diventando di grande rilevanza, in particolare a Milano. Stanno arrivando piogge di ricorsi accolti e multe annullate nel capoluogo lombardo, comminate tramite autovelox. Il motivo? Il ritardo nella notifica dell’infrazione all’automobilista. Il codice della strada, infatti, prevedeva la notifica entro 150 giorni, ma la legge 120 del 2010 ha accorciato quel termine a 90 giorni, anche se non viene specificato da quando inizia a scattare il termine.

Secondo il Comune dal giorno in cui viene visionata la fotografia ed accertata l’infrazione, ma non è così per i Giudici di Pace: i 90 giorni scattano da quando è stato violato il codice ed una parte notevole di multe è arrivato, dunque, fuori tempo massimo. Così sono partiti ricorsi a raffica, che sono stati accolti, annullando così la sanzione. E, sul web, stanno arrivando vademecum su come effettuare il ricorso, ricordando agli automobilisti di non pagare immediatamente, ma di verificare prima se i tempi sono corretti.

La polizia locale di Milano è molto preoccupata, dopo aver esaltato i numeri rivelati qualche giorno fa sulle 5.000 multe al giorno effettuate proprio tramite gli autovelox: “Tutto questo è un danno, perché danneggia il cosiddetto valore educativo della sanzione e le finalità di sicurezza stradale – sono le parole riportate da ‘Repubblica’ - Non dimentichiamo che stiamo parlando di trasgressori. Ma così si mette in mano loro lo strumento per non essere puniti. E magari rifarlo un'altra volta. Per non parlare dei costi".

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Multe autovelox: come fare ricorso

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Ormai nella casella della posta non troviamo più cartoline di amici o lettere d'amore, ma nove volte su dieci è qualcosa che dobbiamo pagare. Bollette, condominio o, spesso, multe. Soprattutto quelle prese passando troppo velocemente davanti a un autovelox. E, quasi tutti, scuotiamo la testa e paghiamo immediatamente. Ma, invece, è meglio fermarsi un attimo e guardare bene.

Già, perché le multe comminate attraverso gli autovelox devono venir notificate al proprietario dell'automobile entro 90 giorni, come scritto chiaramente nell'articolo 201 del Codice della Strada. E parliamo di 90 giorni dall'infrazione, non da quando vigili o Polstrada visionano la fotografia incriminata. Questa è la prima cosa da tenere a mente, perché spesso le amministrazioni hanno cercato di far passare per vera la seconda ipotesi, ma più volte la Cassazione ha dato loro torto con diverse sentenze. Quindi, quando si riceve una multa va controllata immediatamente la data in cui si ha commesso l'infrazione.

Dopo di che va guardata la data di spedizione della contravvenzione attraverso il timbro sulla busta. Se le due date distano meno di 90 giorni l'una dall'altra allora non c'è nulla da fare, si paga e basta. Ma se la notifica della multa è arrivata oltre i 90 giorni previsti dalla legge allora l'automobilista può fare ricorso al giudice di pace per vedersi annullata la sanzione. Ricorso che va presentato entro 30 giorni dal giorno in cui vi è stata notificata la multa e nel quale vanno citati l'articolo 201 del Codice della Strada e le sentenze della Cassazione n.24851/2010 a sezioni unite e la n.18049/2011 della seconda sezione civile. ";}}

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