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I SUV e il colpo di frusta

Parlare male dei SUV rischia di diventare come sparare ai pesci in un barile. A partire dai consumi e passando per la tenuta di strada non mancano gli argomenti ai detrattori di questo tipo di macchine (senza entrare nei complessi sintomi della sindrome volpe/uva). Adesso si aggiunge la notizia che nella maggior parte dei suv

Parlare male dei SUV rischia di diventare come sparare ai pesci in un barile. A partire dai consumi e passando per la tenuta di strada non mancano gli argomenti ai detrattori di questo tipo di macchine (senza entrare nei complessi sintomi della sindrome volpe/uva).

Adesso si aggiunge la notizia che nella maggior parte dei suv la combinazione sedile/poggiatesta non protegge in maniera sufficiente in caso di tamponamento, con rischi elevati di colpo di frusta. Sul sito dell’istituto americano della sicurezza stradale trovate un video che spiega il problema.

Si salvano solo 6 su 44 dei modelli di SUV più venduti negli USA, tra cui Volvo XC90, Land Rover Discovery III e la Jeep Grand Cherokee (nella foto), mentre nessuno dei pick-up testati si è comportato in maniera soddisfacente.

Questa notizia va a minare ancora di più un argomento molto usato dai sostenitori dei SUV, quello di una loro presunta maggior sicurezza. Maggiore sicurezza percepita, per la posizione di guida alta e per la maggior massa del veicolo, che garantisce di subire meno danni in caso di scontro con un veicolo di dimensioni minori.

Peccato che, sostengono i detrattori, questa maggior sicurezza passiva non basti a bilanciare il peggioramento della sicurezza passiva: la maggior massa e il baricentro rallentano i tempi di reazione e rendono meno probabile il successo delle manovre di emergenza.

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