GM Opel: Putin torna a parlare della mancata cessione a Magna-Sberbanck; continuano le critiche della Germania

Dopo il dietrofront di GM sulla cessione Opel al consorzio russo-canadese formato da Magna e la banca Sberbank, Putin, primo ministro russo, dopo il primo intervento, torna alla carica sulla questione lanciando alcune “diplomatiche minacce” al gruppo di Detroit e, indirettamente, all’amministrazione USA.

''Il ritiro dell'ultimo minuto prima del completamento dell'operazione - ha detto Putin - non nuoce ai nostri interessi ma, a ben vedere, si riflette sui nostri partner americani. Questa e' una lezione - ha aggiunto il primo ministro russo - di cui faremo tesoro nel trattare con i soci nell'avvenire''. Come a dire “chi la fa, l’aspetti”.

Intanto continuano le polemiche del Governo tedesco ancora più danneggiato, a livello d’immagine, dalla decisione di Opel: l’ ex vice cancelliere, Frank-Walter Steinmeier, ha giudicato la decisione della General Motors "sfacciata"; è invece “"irragionevole" per il governatore della Renania Palatinato, Kurt Beck (che ha anche criticato l'Ue colpevole, a suo giudizio, di aver “spaventato” GM). Più lapidario il governatore del Nord Reno-Westfalia, Jürgen Rüttgers, secondo cui "il comportamento di GM mostra il brutto volto del turbo-capitalismo".

Via | ASCA (Grazie al nostro lettore "lino.74" per la segnalazione)

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