Autocar prova la Toyota Aygo Crazy

Toyota Aygo Crazy

Come abbiamo potuto già capire dalle prime foto ufficiali, la Toyota Aygo Crazy potrebbe anche essere scambiata per un imbarazzante tuning, una manifestazione di goliardia nel mortificare un’onesta utilitaria: insomma, un’elaborazione da parcheggio del supermercato. Un problema, soprattutto perché, disposto in posizione centrale, vi è un 2.0 turbo da 200 cavalli. Oltre ad un nome esplicativo: Crazy. Posposto a Toyota Aygo: un controsenso. Sanissima follia.

L’interno, fra il volante Sparco, il roll-bar di sicurezza e le cinture a quattro punti d’ancoraggio, è tanto “immacolato” quanto il comportamento dinamico, depurato da inutili filtri quali lo sterzo senza servoassistenza e l’Abs.

Toyota Aygo Crazy
Toyota Aygo Crazy
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Toyota Aygo Crazy
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Il tutto, però, ha un marcato riscontro nella guida a bassa velocità: la corona del volante pare cementata, il ridotto raggio di sterzata impone un continuo sbracciare mentre lo spoiler anteriore gratta contro qualsiasi dislivello dell’asfalto. La frizione granitica non aiuta nella guida cittadina e l'auto appare un po' impacciata. Non vi è alcun motivo per non considerarla alla stregua di una supercar, anche se il nome è un’onta difficile da cancellare.

Toyota Aygo Crazy
Toyota Aygo Crazy
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Ma non appena si comincia a muovere su e giù il piede destro, l’auto digrigna i denti, con il motore che bussa rabbioso alle vostre spalle in un turbinio di scoppi e boati. Il telaio perfettamente bilanciato esalta i 200 cavalli, tanto da ottenere un carattere di guida simile alle vecchie 911, sovrasterzi compresi. Secondo Autocar è un peccato che un prodotto simile resti confinato alle presentazioni stampa come esemplare unico, quando potrebbe rappresentare un bel esempio di auto da track day per gli appassionati più esasperati, stanchi di spendere oltre 100.000 € per le "solite" supercar.

Via | Autocar

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