Daihatsu

Daihatsu venne fondata nel 1907 ed è per questo motivo la più anziana casa automobilistica giapponese. Inizialmente si chiamò Hatsudoki Seizo Co. e le sue attività furono limitate al settore dei motori a combustione, per poi estendersi ai mezzi di trasporto: la società divenne quindi specializzata nella fornitura di motocicli, piccoli furgoni e camioncini per l’esercito giapponese (siamo a cavallo della Prima Guerra Mondiale). Hatsudoki Seizo è inoltre la prima azienda giapponese a produrre nel 1930 un veicolo tre ruote ‘autoctono’, seguito nel 1937 da una piccola automobile a quattro ruote. La Seconda Guerra Mondiale assesta però un colpo difficile da assorbire.

L’azienda giapponese riprende con fatica le sue attività, legate con filo rosso alla produzione militare. Nel 1951 cambia la propria denominazione in Dahiatsu Motor Company e l’anno seguente realizza il tre ruote PCA Bee. Cinque anni più tardi i giapponesi riconoscono i meriti del triciclo Midget e gli assicurano un buon successo commerciale, tant’è che il simpatico veicolo (denominato addirittura elicottero da strada) viene esportato in Nord America. Nel 1985 Daihatsu taglia il traguardo dei 10 milioni di veicoli ed è ormai un punto di riferimento per chi cerca una vettura pratica e funzionale, di taglia ridotta, spinta da uno fra i motori a tre cilindri che da sempre ne rappresentano un motivo di vanto.

I tre cilindri benzina e diesel arrivano nel 1982 anche sulle Innocenti Mini, nonché (in versione sovralimentata) sulla Mini Turbo De Tomaso. Questi non saranno comunque gli unici esempi del legame con il nostro paese. Piaggio costruisce infatti su licenza il furgoncino Hijet, noto come Porter e realizzato appositamente per favorire le consegne porta a porta. La società è ora controllata da Toyota e dal 2013 abbandonerà il mercato europeo, per colpa dei costi ritenuti troppo elevati.

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