Jeep Cherokee restyling: più ricca meno cara. Primo contatto

Il Suv FCA mette mano al design e aggiorna la meccanica. Tutto o quasi è di serie, e la trazione anteriore può fregiarsi del nove marce automatico. E rispetto al modello precedente costa pure meno.

Allo scoccare dei quattro anni di vita Jeep Cherokee da una colpo alla botte e uno al cerchio. Perché è giunto l’inesorabile momento del restyling. Una pratica inevitabile quando si tratta di mercato dell’auto, fondamentale per non perdere terreno in uno dei mercati più agguerriti di sempre: quello dei Suv. Le novità sono a tuttotondo, anche se il design di frontale e lato B è certamente quello più tangibile agli occhi del pubblico. Si comincia dal turbodiesel, ma il prossimo anno la squadra potrà contare pure su di un due litri benzina sovralimentato da 270 cavalli.

Come è fatta


Più o meno si presenta come la precedente, dato che le proporzioni di Jeep Cherokee restyling sono rimaste le stesse. Il colpo d’occhio è tutto per i gruppi ottici, il vero marker del cambiamento. La Compass ha fatto scuola e la Cherokee deve rispondere alle tipiche esigenze del family feeling. Si cambia, si ringiovanisce, ma soprattutto ci si presenta all’appello con fari a LED con luci diurne e fendinebbia impreziositi da finiture lucide. Presenza fissa la calandra Jeep, mentre in coda una sottile cornice di luci a LED rosse avvolge gli stop e gli indicatori di direzione.

Meno laboriosa, ma altrettanto efficace, la riconfigurazione del portellone, che si adorna di una barra luminosa integrata e di una maniglia posizionata più in alto per una maggiore praticità. Una comodità che cela un vano più capiente che in passato. La quota bagagli fa segnare un più 70 litri ripartiti dal fondo al tetto. Così la soglia passa da 570 a 1.555 litri a seconda che la seduta posteriore sia abbattuta o meno.

A bordo siamo lontani da una rivoluzione stilistica, tenuto presente che al primo impatto tutto sembra esattamente come prima. Proprio come la versione del sistema Uconnect, disponibile sia nel formato da 7 pollici che in quello da 8,4 quando si tratta di schermi touch. Il maggiore certifica la presenza del navigatore satellitare. In entrambi casi vale la regola Android Auto ed Apple CarPlay. Un sistema sin troppo ricco nella conformazione del menù. Molte le icone disponibili, esponenziale la difficoltà di imparare a gestire il sistema in tempi relativamente brevi.

Jeep Cherokee: i motori


La famiglia Multijet II ribadisce la propria presenza con il noto 2.2 litri. Un’unità aggiornata per un’occasione come quella del restyling, che si presenta in due distinte configurazioni: da 150 cavalli e da 195 cavalli. Due realtà connesse, che si differenziano per i 350 Nm di coppia motrice della prima e i 450 della seconda.

Differenze pure alla voce trasmissioni: il manuale a sei rapporti per il 150 cavalli e l’automatico a nove marce per il 195. Una condizione questa, ossia la presenza dell’automatico in coppia con la motorizzazione di punta, che potrà essere riservata anche per la trazione anteriore.

Unità che si accompagna pure alla trasmissione integrale, coniugata in tre varianti. Il Jeep Active Drive si presenta nel formato I, II e III. Il primo è la base di tutto, aggiornato e più leggero che in passato. Privilegia l’asse anteriore, passando la coppia a quello posteriore in caso di necessità.

Il secondo aggiunge, grazie a un’unità di trasferimento della potenza (PTU) a due velocità, la modalità 4WD Low con un rapporto di riduzione pari a 2,91:1. E il terzo unisce il bloccaggio del differenziale posteriore. Per questo l’ultimo sistema della lista è riservato all’allestimento più fuoristradista di Cherokee: il Trailhawk.

Jeep Cherokee come va su strada


L’impronta di Suv non si discute. Ma l’impianto complessivo non è assolutamente da sottovalutare. Un’alternativa alle station wagon tradizionali, la Jeep Cherokee non tradisce chi siede al volante. Fedele ad uno schema a ruote indipendenti, McPherson all’anteriore e Multilink al posteriore, non muta in modo così netto dalle due alle quattro ruote motrici. La configurazione dello sterzo si addice sia alla guida in città che a passaggi più tortuosi, senza essere mai troppo duro o troppo leggero.

Una giusta via di mezzo per un’auto capace di affrontare (quasi) qualunque situazione di marcia. Bene il nove marce, che privilegia una condotta fluida e non ama i brillanti da semaforo. Le palette dietro al volante sono superflue se non si dispone del controllo della velocità in discesa, attraverso il quale i paddle consentono di variare la velocità di 1 km/h senza staccare le mani dal volante.

Il vero protagonista è 2.2 Multijet II. Una certezza che si palesa quando accelerate a fondo il Suv Jeep. Inevitabile inondare l’abitacolo del rombo del turbodiesel. Unica presenza stonata in un ambiente silenzioso e confortevole. In cui la taratura delle sospensioni è studiata apposta per assecondare le sconnessioni del manto stradale, con risposte mai secche e decise. Una considerazione che tiene conto del fatto che la Cherokee sia di serie sino in fondo. Ossia non sono presenti ammennicoli che cambiano le carte in tavola. Come ammortizzatori a controllo elettronico o assetti sportivi.

Jeep Cherokee: allestimenti & prezzo


La gamma segue le direttive tipiche del marchio. Non solo per quanto riguarda le denominazioni degli allestimenti, ma pure per offrire un corredo ricco già a partire dall’allestimento d’ingresso. Un corredo focalizzato in buona parte sui sistemi di sicurezza e ausilio alla guida.

Sono infatti di serie il dispositivo antiribaltamento Electronic Roll Mitigation (ERM), l’Active Forward Collision Warning-Plus con Pedestrian Emergency Braking e il Blind-spot Monitoring con Rear Cross Path Detection.

Un breve assaggio di una lista decisamente più lunga, parte di una famiglia di Cherokee che si declina nei seguenti allestimenti: Longitude, Business, Limited e Overland, oltre ovviamente al prossimo Trailhawk. Si parte da 43.000 euro. Ma in promozione la Longitude 2.2 Multijet da 195 cv a trazione anteriore è offerta a 36.200 euro.

Jeep Cherokee: in sintesi


La Cherokee è un SUV dalla forte personalità data dal suo look che non la fa passare inosservata. Il restyling, oltre ai tradizionali ritocchi estetici, ha alzato l'asticella in termini di dotazioni e sicurezza. A cavallo tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019 arriveranno anche nuove motorizzazioni. Versatile e confortevole, è un'ottima alternativa alle rivali tedesche.

Piace: 


  • Comfort: l'auto è confortevole e la qualità dell'abitacolo è migliorata

  • Bagaliaio: la capacità è da vertici della categoria


Non piace: 

  • Sterzo: mantiene un'impostazione fuoristradistica

  • Insonorizzazione: buona ai bassi regimi, meno buona schiacciando a fondo sul pedale del gas.


Primo contatto
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Jeep Cherokee: Scheda Tecnica


Dimensioni:     

Lunghezza:  462 cm
Larghezza: 186 cm
Altezza :  171 cm
Passo:  270 cm
Peso in ordine di marcia: 2290 Kg
Capacità bagagliaio: 57-1555 litri

Motore:
Carburante: gasolio
Cilindrata: 2174 cm3
Cilindri: 4 in linea
Potenza massima:  143 KW – 195 CV i
Coppia max: 450 Nm a 2000 giri
Cambio                : automatico 9 rapporti
Trazione: anteriore

Prestazioni:      
Velocità massima: 205 Km/h
Accelerazione 0-100 km/h: 9,1 secondi
Consumo medio: 16,4 km/l

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