Valentino Rossi perde la portiera della BMW in piena gara: costretto a rientrare ai box

Incredibile inconveniente per Valentino Rossi nel GT World Challenge Europe: la BMW M4 GT3 numero 46 perde la portiera sinistra durante Gara 2

Valentino Rossi perde la portiera della BMW in piena gara: costretto a rientrare ai box
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Renato Terlisi
Pubblicato il 6 ott 2026

Valentino Rossi ne ha vissute parecchie in pista, prima sulle due ruote e poi nelle competizioni automobilistiche. Ma ritrovarsi a guidare una BMW M4 GT3 senza portiera non rientra certo tra gli inconvenienti più comuni, neppure per un pilota con la sua esperienza.

È quanto accaduto durante Gara 2 del GT World Challenge Europe Sprint Cup, dove il nove volte campione del mondo di motociclismo era impegnato con la BMW numero 46 del Team WRT. Rossi stava occupando la dodicesima posizione quando la portiera sul lato del pilota si è improvvisamente staccata dalla vettura.

Le immagini diffuse sui social sono decisamente insolite: la M4 GT3 continua a procedere ad alta velocità mentre l’abitacolo rimane completamente aperto sul lato sinistro, con Rossi perfettamente visibile al volante.

La BMW numero 46 resta senza portiera

L’episodio ha inevitabilmente compromesso la gara dell’equipaggio. Nonostante Valentino fosse regolarmente assicurato dalle cinture e la vettura continuasse a procedere, correre senza la portiera non era una situazione compatibile con gli standard di sicurezza previsti dalla competizione.

Rossi ha quindi dovuto raggiungere immediatamente i box per consentire alla squadra di intervenire. Un contrattempo particolarmente pesante perché arrivato mentre la BMW numero 46 si trovava ancora in una posizione che avrebbe consentito all’equipaggio di giocarsi un risultato ben diverso.

L’accaduto ha inoltre attirato l’attenzione della Direzione Gara, che ha avviato un’investigazione per “unsafe release”. La vicenda, dunque, non si è limitata alla curiosa immagine della GT3 lanciata sul circuito con il fianco completamente aperto.

Per Rossi, abituato per decenni alla totale esposizione tipica delle motociclette da competizione, la situazione poteva persino sembrare meno impressionante rispetto a quanto apparisse dall’esterno. Su una GT3, però, la portiera fa parte dell’insieme di elementi necessari per garantire la protezione del pilota e non è possibile proseguire normalmente in quelle condizioni.

Una gara compromessa dall’inconveniente

La sosta obbligata ha fatto precipitare Rossi e il compagno di equipaggio Hesse nelle retrovie. Alla bandiera a scacchi la BMW del Team WRT ha chiuso infatti in 38ª posizione, con oltre un giro e mezzo di ritardo rispetto ai vincitori.

Prima dell’imprevisto la situazione era molto diversa. Il numero 46 si trovava al dodicesimo posto e Rossi stava cercando di recuperare terreno sugli avversari che lo precedevano. La perdita della portiera ha cancellato qualsiasi possibilità di ottenere un piazzamento significativo.

A conquistare la vittoria è stata la Ferrari affidata a Thierry Vermeulen e Ben Green. Il Cavallino ha completato una giornata particolarmente positiva con la seconda posizione della vettura numero 50 di AF Corse, condotta da Thomas Neubauer e Arthur Leclerc.

Dalle moto alle GT

L’episodio aggiunge un capitolo decisamente particolare alla seconda carriera sportiva di Valentino Rossi. Dopo aver conquistato nove titoli mondiali tra 125, 250, 500 e MotoGP, il pilota di Tavullia ha trasformato la sua storica passione per le automobili in un impegno agonistico vero e proprio.

Negli ultimi anni Rossi ha corso nel GT World Challenge Europe e nelle competizioni endurance, confrontandosi con piloti specializzati nelle vetture Gran Turismo e costruendo progressivamente la propria esperienza sulle quattro ruote.

Questa volta, però, a fermarlo non sono stati un errore di guida, un contatto o un problema al motore. A rovinare la gara è stata una componente decisamente più visibile: un’intera portiera, staccatasi dalla BMW mentre il numero 46 era ancora in piena corsa.

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