Da carrozziere di Alpine a rivale della A110: la sportiva francese dimenticata

Nata nel 1966, CG passò dalla produzione delle carrozzerie delle prime Alpine a sfidare la A110 con sportive leggerissime capaci di sfiorare i 200 km/h

Da carrozziere di Alpine a rivale della A110: la sportiva francese dimenticata
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Renato Terlisi
Pubblicato il 6 ott 2026

Sessant’anni fa, al Salone di Parigi del 1966, compariva una piccola sportiva francese destinata a vivere una storia breve ma intensa. Si chiamava CG Spider 1000 e nasceva a Brie-Comte-Robert, nella Seine-et-Marne, negli stabilimenti della Carrosserie Chappe Frères et Gessalin. Dietro quelle due lettere c’era un’azienda che conosceva molto bene le sportive leggere: negli anni Cinquanta aveva infatti realizzato le carrozzerie in poliestere delle prime Alpine A106 e A108.

Quando Alpine decise di produrre internamente gli elementi esterni della A110, Chappe et Gessalin trasformò l’esperienza accumulata in un’automobile propria. La formula ricordava proprio quella della futura rivale: peso contenuto, motore posteriore e carrozzeria in materiale composito.

La prima CG pesava appena 640 kg

Presentata nell’ottobre 1966, la Spider 1000 utilizzava un telaio a trave centrale dal peso di appena 85 kg e il quattro cilindri “Poissy” della Simca 1000 GLS. La cilindrata reale era di 944 cc e la potenza si fermava a 40 CV, ma una massa complessiva di soli 640 kg permetteva alla piccola CG di superare i 150 km/h.

La cura costruttiva aveva però un prezzo elevato e le vendite iniziali furono modeste. Nel 1967 arrivarono un hard-top, dal quale derivò anche una coupé, e un incremento della potenza a 43 CV. Il vero salto avvenne però nel 1968.

Dopo una prima evoluzione con il 1.118 cc da 49 CV della Simca 1100, CG adottò motore e componentistica della Simca 1200 S. Nacque così la CG 1200S: 80 CV, comportamento più sportivo e oltre 180 km/h di velocità massima. Nel 1969 la potenza salì a 85 CV e debuttò anche la CG 548, alleggerita e pensata espressamente per le competizioni.

La piccola rivale dell’Alpine A110

La svolta commerciale arrivò nel 1970, quando la rete Simca iniziò a distribuire le vetture CG. Per un piccolo costruttore artigianale significava poter raggiungere un pubblico molto più ampio e le vendite aumentarono.

Nel 1972 il progetto compì un altro passo avanti con la CG 1300, dotata del 1.3 della Simca 1000 Rallye 2. La potenza raggiungeva 82 CV, oppure 95 CV sulla versione S, mentre la carrozzeria venne quasi completamente ridisegnata. Con una velocità nell’ordine dei 190 km/h, la piccola francese era ormai abbastanza veloce da confrontarsi direttamente con sportive ben più affermate.

Anche nelle competizioni CG riuscì a costruirsi una reputazione importante. Nel Campionato francese Rally le sue vetture ottennero risultati capaci di mettere in difficoltà Alpine e persino Porsche. Per un marchio dalle dimensioni minuscole era un risultato notevole.

Il sogno finì dopo appena otto anni

Proprio quando CG sembrava aver raggiunto la maturità, il contesto cambiò. Simca strinse accordi con Matra, che nel 1973 lanciò la Bagheera, una sportiva più moderna e confortevole. Nello stesso periodo la crisi petrolifera colpì duramente le automobili sportive, mentre le limitazioni di velocità e il temporaneo stop alle competizioni contribuirono a ridurre ulteriormente la domanda.

La CG 1300 S, capace di avvicinarsi ai 200 km/h, divenne così l’ultimo atto della storia. Simca si ritirò e nel 1974 Chappe et Gessalin dichiarò fallimento.

In otto anni furono costruite circa 400 automobili, delle quali 280 erano 1200S. Numeri lontanissimi da quelli di Alpine, ma sufficienti a lasciare una traccia particolare nella storia dell’automobile francese: quella di un piccolo carrozziere che, dopo aver contribuito alla nascita delle prime Alpine, ebbe il coraggio di trasformarsi nel loro rivale.

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