Toyota punta alle batterie allo stato solido: 1000 km e ricarica in 10 minuti

Toyota punta sulle batterie allo stato solido con autonomia fino a 1000 km e ricarica in 10 minuti. Impianto pilota elettroliti entro il 2027, produzione di massa tra 2027 e 2028

Toyota punta alle batterie allo stato solido: 1000 km e ricarica in 10 minuti
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Giorgio Colari
Pubblicato il 6 feb 2026

Nel panorama dell’innovazione automobilistica, una svolta epocale sembra ormai all’orizzonte: la promessa di batterie allo stato solido capaci di rivoluzionare l’intero settore. Con l’obiettivo di raggiungere 1000 km di autonomia e una ricarica completa in soli 10 minuti, il colosso giapponese Toyota ha svelato la sua tabella di marcia per portare questa tecnologia dal laboratorio alla strada entro il 2028. L’iniziativa, supportata da partner strategici come Idemitsu Kosan e Sumitomo Metal Mining, promette di cambiare radicalmente il modo in cui concepiamo la mobilità elettrica.

Un’alleanza per la rivoluzione energetica

Il progetto di Toyota non nasce in solitaria: il coinvolgimento di Idemitsu Kosan, responsabile dello sviluppo degli elettroliti solidi, e di Sumitomo Metal Mining, fornitore dei materiali catodici ad alte prestazioni, rappresenta un passo cruciale per superare le sfide tecniche e produttive che finora hanno limitato la diffusione di questa tecnologia. La sinergia tra questi attori mira a garantire stabilità delle celle e processi industriali replicabili su larga scala, elementi indispensabili per una produzione di massa affidabile e competitiva.

Perché le batterie allo stato solido sono la chiave del futuro

La vera rivoluzione delle batterie allo stato solido risiede nella sostituzione dell’elettrolita liquido con uno solido. Questo cambiamento, apparentemente semplice, si traduce in una maggiore densità energetica, una riduzione significativa della degradazione nel tempo e una sicurezza termica superiore rispetto alle batterie tradizionali. In concreto, un veicolo equipaggiato con questa tecnologia potrebbe percorrere 1000 km con una sola carica e recuperare tutta l’energia necessaria in appena 10 minuti di ricarica. Questi numeri, se realizzati, cancellerebbero l’ansia da autonomia e renderebbero le auto elettriche finalmente comparabili – se non superiori – ai veicoli a combustione interna.

Dal laboratorio alla strada: la tabella di marcia

Il percorso di industrializzazione è ben delineato. Entro la fine del 2027 sarà operativo un impianto pilota dedicato agli elettroliti solidi, con l’avvio della produzione di massa previsto tra il 2027 e il 2028. Tuttavia, Toyota non si limita ad attendere il debutto delle celle allo stato solido: già nel 2026 introdurrà soluzioni intermedie come le batterie bipolari, che offriranno miglioramenti in termini di autonomia e velocità di ricarica sui modelli attuali. Questo approccio graduale consentirà di affinare i processi produttivi e di portare vantaggi concreti ai consumatori già nei prossimi anni.

Impatto sul mercato automotive

Se i piani dovessero andare a buon fine, il settore automobilistico assisterebbe a un cambiamento di paradigma. Un’autonomia di 1000 km e la possibilità di una ricarica in 10 minuti ridurrebbero drasticamente la necessità di una rete di ricarica capillare, facilitando l’adozione di massa dei veicoli elettrici. Inoltre, la maggiore durata delle batterie abbasserebbe il costo totale di possesso, rendendo le auto elettriche più accessibili. Tuttavia, il successo dipenderà dalla capacità di trasferire questi vantaggi dal laboratorio alla catena produttiva senza che i prezzi diventino proibitivi per il consumatore finale.

Le sfide tecnologiche e industriali

Nonostante le prospettive entusiasmanti, permangono ostacoli tecnici significativi. La stabilità all’interfaccia tra elettrodo ed elettroliti solidi, la gestione delle deformazioni meccaniche e la formazione di dendriti sono solo alcune delle criticità da risolvere. A ciò si aggiungono i costi ancora elevati e i potenziali colli di bottiglia nell’approvvigionamento delle materie prime, che potrebbero rallentare la produzione di massa. Diversi analisti invitano alla prudenza, sottolineando come la corsa globale alle batterie di nuova generazione potrebbe generare pressioni sui prezzi e sulla disponibilità dei materiali.

La competizione globale e la catena di fornitura

Per ridurre i rischi e garantire una filiera solida, Idemitsu Kosan e Sumitomo Metal Mining sono chiamate a fornire materiali affidabili e processi industriali scalabili. Tuttavia, la crescente domanda di componenti per batterie farà inevitabilmente aumentare la competizione tra case automobilistiche e altri settori energetici. In questo scenario, la capacità di integrare l’innovazione nella produzione su larga scala sarà il vero fattore differenziante.

Il biennio che deciderà il futuro

Gli anni compresi tra il 2026 e il 2028 saranno cruciali per l’industria automotive. In questo periodo, oltre alle soluzioni intermedie come le batterie bipolari, potremmo assistere al debutto industriale delle batterie allo stato solido, con la concreta possibilità di ridefinire gli standard di efficienza, sicurezza e sostenibilità dell’intero settore. La corsa è appena iniziata, ma le premesse sono tali da lasciare il segno nella storia della mobilità.

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