Tesla, in Cina spuntano le teste di bambola per ingannare l’Autopilot

In Cina alcuni proprietari Tesla utilizzano teste di bambola e immagini per aggirare il monitoraggio del conducente durante l’uso di Autopilot e FSD

Tesla, in Cina spuntano le teste di bambola per ingannare l’Autopilot
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 giu 2026

La creatività degli automobilisti quando si tratta di aggirare i sistemi di sicurezza sembra non conoscere limiti. Questa volta al centro dell’attenzione ci sono alcune Tesla e un curioso stratagemma che starebbe prendendo piede in Cina per eludere il monitoraggio del conducente durante l’utilizzo delle funzioni Autopilot e Full Self Driving (Supervised).

Secondo diverse segnalazioni, alcuni proprietari avrebbero iniziato a utilizzare piccole teste di bambola posizionate davanti alla telecamera interna dell’auto per far credere al sistema che il conducente stia osservando correttamente la strada, anche quando la sua attenzione è rivolta altrove. Una pratica che può sembrare bizzarra ma che solleva seri interrogativi sul fronte della sicurezza.

Come funzionano le teste di bambola utilizzate sulle Tesla

Le Tesla più recenti sono dotate di una telecamera interna collocata nella zona dello specchietto retrovisore. Il suo compito è monitorare il comportamento del conducente e verificare che mantenga lo sguardo sulla strada durante l’utilizzo dei sistemi di assistenza alla guida. Questa tecnologia è particolarmente importante perché sia Autopilot sia Full Self Driving restano sistemi di Livello 2, che richiedono sempre la supervisione attiva del guidatore.

Secondo quanto emerso dalla Cina, alcuni utenti avrebbero scoperto che una piccola testa di plastica posizionata correttamente davanti alla telecamera sarebbe sufficiente a ingannare il sistema di rilevamento. Questi accessori vengono venduti online come semplici decorazioni da cruscotto, ma il loro utilizzo reale sarebbe ben diverso. Le immagini pubblicate sui social mostrano miniature raffiguranti personaggi famosi o volti generici, collocate in modo da ostruire parzialmente la visuale della telecamera interna.

Il caso della Tesla Model 3 che ha acceso il dibattito

A far discutere è stato soprattutto un episodio riportato da diversi media internazionali. Secondo le ricostruzioni, il proprietario di una Tesla Model 3 avrebbe utilizzato una testa di bambola raffigurante l’attore Dwayne Johnson per simulare la presenza attenta del conducente.

Durante una prova durata circa trenta minuti, il guidatore avrebbe continuato a utilizzare il sistema di assistenza senza ricevere alcun avviso di sicurezza, mentre si filmava con uno smartphone e mangiava durante la marcia. Non è possibile verificare in modo indipendente tutti i dettagli dell’esperimento, ma il caso ha rapidamente attirato l’attenzione degli esperti di sicurezza e degli appassionati del settore.

Non solo bambole: arrivano foto e video in loop

Le teste di plastica non sarebbero l’unico metodo utilizzato per aggirare i controlli. Secondo alcune segnalazioni, c’è chi avrebbe iniziato a utilizzare fotografie stampate del proprio volto posizionate davanti alla telecamera interna.

Altri sarebbero andati ancora oltre, sfruttando piccoli display capaci di riprodurre in modo continuo video di una persona che guarda avanti e muove leggermente gli occhi e la testa. L’obiettivo è sempre lo stesso: convincere il sistema di monitoraggio che il conducente sia concentrato sulla guida quando in realtà non lo è.

Si tratta di soluzioni che evidenziano come i sistemi di assistenza possano essere vulnerabili a comportamenti intenzionalmente scorretti da parte degli utenti.

Perché il fenomeno preoccupa

La questione va ben oltre la semplice curiosità tecnologica. I sistemi Tesla, così come quelli offerti da altri costruttori, sono progettati per assistere il conducente e non per sostituirlo completamente. Quando il guidatore smette di monitorare ciò che accade sulla strada aumenta inevitabilmente il rischio di incidenti, soprattutto in situazioni impreviste dove è necessario intervenire rapidamente.

Per questo motivo i costruttori continuano a sviluppare tecnologie sempre più sofisticate per verificare il livello di attenzione di chi si trova al volante. La diffusione di stratagemmi come teste di bambola, fotografie o schermi con video preregistrati dimostra però che la sfida non riguarda soltanto l’evoluzione tecnologica, ma anche il comportamento degli utenti.

Tesla e il futuro dei controlli di sicurezza

Non è la prima volta che emergono tentativi di aggirare i sistemi di sicurezza delle Tesla. In passato alcuni automobilisti avevano utilizzato pesi applicati al volante per simulare la presenza delle mani durante l’utilizzo dell’Autopilot. Oggi il monitoraggio tramite telecamera ha ridotto l’efficacia di quei metodi, ma nuove soluzioni continuano a comparire.

È probabile che Tesla e gli altri costruttori impegnati nello sviluppo della guida assistita introducano controlli ancora più avanzati, sfruttando algoritmi di riconoscimento facciale e sistemi basati sull’intelligenza artificiale capaci di distinguere un volto reale da immagini o oggetti statici.

Nel frattempo, il caso cinese rappresenta un nuovo promemoria: anche le tecnologie più sofisticate possono perdere efficacia quando vengono utilizzate in modo improprio. E quando si parla di sicurezza stradale, le conseguenze possono essere molto più serie di una semplice bravata.

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