Taglio accise verso l’addio? Ecco quanto potrebbero costare benzina e diesel

Al 3 giugno 2026 prezzi leggermente in calo, ma la scadenza del taglio accise (6 giugno) e l'instabilità del petrolio potrebbero far salire benzina e diesel

Taglio accise verso l’addio? Ecco quanto potrebbero costare benzina e diesel
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Giorgio Colari
Pubblicato il 3 giu 2026

Arriva una buona notizia per gli automobilisti italiani: i prezzi di benzina e diesel continuano lentamente a scendere. Dopo settimane caratterizzate da una graduale riduzione dei listini, i dati più recenti mostrano un quadro leggermente più favorevole per chi ogni giorno utilizza l’auto per lavoro o per gli spostamenti personali.

Tuttavia, all’orizzonte si profila una data che potrebbe cambiare nuovamente lo scenario. Il prossimo 6 giugno, infatti, scadrà l’attuale proroga del taglio delle accise sui carburanti e, almeno al momento, non sembrano esserci certezze su un eventuale rinnovo da parte del Governo.

Una situazione che sta alimentando interrogativi tra consumatori e associazioni di categoria, soprattutto in vista dell’estate e dell’aumento degli spostamenti legati alle vacanze.

Benzina e diesel continuano a scendere

Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale dei carburanti in modalità self service si mantiene al di sotto della soglia psicologica dei 2 euro al litro. Nel dettaglio, la benzina viene oggi venduta mediamente a 1,934 euro al litro, mentre il diesel si attesta a 1,994 euro al litro.

Una situazione leggermente diversa si registra lungo la rete autostradale, dove i prezzi risultano tradizionalmente più elevati. In questo caso la benzina raggiunge una media di 2,033 euro al litro, mentre il gasolio si colloca a 2,074 euro al litro, sempre in modalità self service. Pur non trattandosi di valori particolarmente bassi rispetto agli standard storici, il trend delle ultime settimane mostra una progressiva diminuzione che ha permesso di alleggerire, almeno in parte, il peso dei rifornimenti sulle famiglie italiane.

Il 6 giugno scade il taglio delle accise

La vera incognita riguarda però il futuro del taglio delle accise. La misura era stata introdotta per contrastare il forte aumento dei prezzi energetici e dei carburanti registrato negli ultimi anni. Da allora il Governo ha scelto più volte di prorogare lo sconto fiscale, modificandone gradualmente l’entità.

Già l’ultimo rinnovo aveva comportato una riduzione del beneficio rispetto alle versioni precedenti, un segnale che molti osservatori avevano interpretato come l’inizio di un progressivo superamento della misura. Oggi quella sensazione sembra trovare nuove conferme. Le indiscrezioni provenienti dagli ambienti governativi suggeriscono infatti che una nuova proroga appaia tutt’altro che scontata.

Perché il Governo potrebbe dire stop

La principale ragione che spinge l’esecutivo a valutare la fine del taglio delle accise riguarda l’impatto sui conti pubblici. Mantenere lo sconto sui carburanti comporta infatti costi molto elevati per le casse dello Stato, soprattutto in una fase in cui il Governo è chiamato a gestire numerose priorità economiche e sociali. Per questo motivo sembra prendere quota un approccio diverso rispetto al passato.

Anziché proseguire con un aiuto generalizzato rivolto a tutti gli automobilisti, l’esecutivo potrebbe valutare interventi più mirati destinati alle categorie economicamente più fragili o maggiormente esposte all’aumento del costo dei carburanti. Al momento, però, non esistono comunicazioni ufficiali e qualsiasi decisione definitiva sarà presa soltanto nei prossimi giorni.

Quanto costerebbero benzina e diesel senza il bonus

La domanda che molti automobilisti si pongono riguarda l’effetto concreto di una possibile mancata proroga. Le stime attuali indicano che, in assenza dello sconto sulle accise, il prezzo medio della benzina potrebbe tornare attorno ai 2 euro al litro, mentre il diesel potrebbe raggiungere circa 2,12 euro al litro.

Si tratta di valori lontani dai picchi storici registrati durante le fasi più acute della crisi energetica, ma comunque significativi per milioni di automobilisti. Un pieno di carburante potrebbe quindi tornare a pesare maggiormente sul bilancio familiare, soprattutto per chi percorre molti chilometri ogni settimana.

Gli automobilisti attendono una decisione

Le prossime ore saranno decisive per capire quale direzione prenderà il Governo. Da una parte c’è la volontà di sostenere i consumatori in un contesto economico ancora complesso. Dall’altra emerge la necessità di contenere la spesa pubblica e concentrare le risorse disponibili su interventi ritenuti più prioritari.

Nel frattempo, gli automobilisti possono almeno beneficiare della fase di ribasso attualmente in corso, che ha riportato la benzina sotto i 2 euro al litro e il diesel appena al di sotto di questa soglia. La vera domanda, però, è un’altra: si tratta di un miglioramento destinato a durare oppure di una pausa temporanea prima di nuovi aumenti? La risposta arriverà molto presto, con la scadenza del 6 giugno ormai alle porte.

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