Stellantis rassicura l’Italia: nessuna chiusura, nuove auto e più produzione

Stellantis presenta il piano per l’Italia: investimenti per 5 miliardi, nuove e-car entro il 2028 e nessuna chiusura degli stabilimenti nazionali

Stellantis rassicura l’Italia: nessuna chiusura, nuove auto e più produzione
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Renato Terlisi
Pubblicato il 18 giu 2026

L’Italia torna al centro della strategia industriale di Stellantis. Durante l’audizione davanti alle commissioni riunite Attività Produttive e Industria di Camera e Senato, l’amministratore delegato Antonio Filosa ha presentato una serie di novità che riguardano direttamente il futuro degli stabilimenti italiani, l’occupazione e i prossimi modelli del gruppo.

Il messaggio principale è chiaro: nessuna fabbrica italiana è in vendita, nessun piano di chiusura e un nuovo ciclo di investimenti destinato a rafforzare la presenza industriale del gruppo nel nostro Paese. Sul tavolo ci sono 5 miliardi di euro per innovazione nei prossimi cinque anni e altri 7 miliardi destinati all’acquisto di componenti.

Le nuove e-car e il ritorno alle auto compatte

Uno dei punti più interessanti riguarda il ritorno di Stellantis nel segmento delle auto piccole. Una categoria che negli ultimi anni ha progressivamente perso centralità ma che potrebbe tornare protagonista grazie alle nuove regole europee e alla necessità di offrire vetture elettriche più accessibili.

Il progetto ruota attorno allo stabilimento di Pomigliano d’Arco, dove il gruppo intende produrre almeno due nuove e-car, con l’obiettivo di arrivare a tre modelli entro il 2028.

Si tratta di vetture elettriche compatte, pensate per la mobilità urbana e per mantenere prezzi più contenuti rispetto alle elettriche tradizionali. L’idea sostenuta da Stellantis è quella di proporre modelli con un prezzo vicino ai 15.000 euro, costruiti prevalentemente in Europa e con una forte presenza di componentistica prodotta nel continente.

Una strategia che potrebbe consentire al gruppo di competere con l’offensiva dei costruttori asiatici nel segmento delle citycar e delle utilitarie elettriche.

Il futuro degli stabilimenti italiani

Nel corso dell’audizione Filosa ha ribadito più volte che gli impianti italiani restano centrali nel piano industriale.

A Mirafiori è previsto l’arrivo della nuova generazione della Fiat 500, attesa tra il 2030 e il 2031. La futura citycar sarà definita “multienergy”, una soluzione che lascia intendere la possibilità di diverse motorizzazioni e varianti di carrozzeria.

Sempre a Torino continuerà inoltre lo sviluppo delle attività legate all’economia circolare, settore sul quale Stellantis sta investendo in modo significativo.

Anche Melfi avrà un ruolo fondamentale. Dopo l’avvio della produzione della nuova Jeep Compass e della DS N°8, entro la fine dell’anno arriveranno la nuova Lancia Gamma e la DS N°7. Entro il 2028 è inoltre previsto un nuovo modello Alfa Romeo destinato a rafforzare ulteriormente l’attività dello stabilimento lucano.

Maserati, Atessa e Termoli: cosa cambia davvero

Grande attenzione è stata dedicata anche al futuro di Maserati e degli stabilimenti che ruotano attorno al marchio del Tridente.

Filosa ha escluso categoricamente una vendita di Maserati e ha confermato che il brand continuerà a rappresentare un asset strategico per il gruppo. Entro la fine dell’anno verrà presentato un nuovo piano industriale dedicato al marchio. Per Cassino sono previste importanti novità. Alla fine del 2027 dovrebbe arrivare la nuova Maserati Grecale, accompagnata da aggiornamenti per Alfa Romeo Giulia e Stelvio e da nuove serie speciali.

Sul fronte delle partnership industriali, Stellantis ha inoltre confermato di essere al lavoro con due potenziali alleati strategici, seguendo un modello simile a quello già adottato con Leapmotor e Dongfeng. Anche Termoli cambia direzione. Dopo il ridimensionamento del progetto legato alla gigafactory per batterie, lo stabilimento molisano sarà focalizzato sulla produzione del cambio eDCT e dei motori GSE. Una scelta che punta a garantire continuità produttiva e occupazionale.

Infine Atessa, da anni punto di riferimento per i veicoli commerciali leggeri. Qui Stellantis investirà oltre un miliardo di euro nei prossimi cinque anni per sviluppare la nuova generazione di furgoni di grandi dimensioni. Un segnale importante in un settore che continua a rappresentare una delle attività più redditizie del gruppo.

Le indicazioni fornite da Filosa delineano quindi una strategia orientata alla crescita, con particolare attenzione alle auto elettriche accessibili, ai veicoli commerciali e alla valorizzazione degli stabilimenti italiani. Restano aperte diverse sfide, a partire dai costi dell’energia e del lavoro, ma il messaggio inviato alle istituzioni e ai lavoratori è quello di un gruppo che intende mantenere un ruolo industriale rilevante in Italia anche nel prossimo decennio.

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