Stellantis investe nelle rinnovabili: 500 MW di fotovoltaico nei siti europei

Stellantis amplia l’utilizzo di energia rinnovabile nei siti europei con fotovoltaico, batterie e geotermia per ridurre emissioni e costi energetici

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Fabrizio Caratani
Pubblicato il 5 giu 2026

La transizione energetica non riguarda soltanto le auto elettriche. Sempre più spesso passa anche dalle fabbriche che le producono. È proprio in questa direzione che si muove Stellantis, che ha annunciato un’importante accelerazione nello sviluppo di soluzioni per la produzione e lo stoccaggio di energia rinnovabile all’interno del proprio network industriale europeo.

L’obiettivo è duplice: ridurre ulteriormente le emissioni di CO₂ e rafforzare la competitività dei siti produttivi attraverso una maggiore indipendenza energetica. Una strategia che rientra nel più ampio percorso di decarbonizzazione del gruppo e che punta a trasformare gli stabilimenti europei in strutture sempre più efficienti, resilienti e sostenibili.

Fotovoltaico protagonista: oltre 500 MW installati nei siti europei

Uno dei pilastri della strategia energetica di Stellantis è rappresentato dall’espansione della produzione di energia solare direttamente all’interno degli stabilimenti.

Attualmente il gruppo ha già completato o avviato progetti fotovoltaici in 27 siti produttivi europei, raggiungendo una capacità installata complessiva superiore a 500 MW. Gli impianti vengono realizzati principalmente attraverso accordi di tipo Power Purchase Agreement (PPA), una formula che consente a partner energetici specializzati di progettare, finanziare e gestire gli impianti per tutta la durata del contratto.

La particolarità di questo modello è che le infrastrutture vengono costruite in funzione delle esigenze energetiche specifiche di ciascun sito produttivo, permettendo di massimizzare l’efficienza e l’autoconsumo.

I risultati attesi sono particolarmente significativi. Entro il 2026 alcuni stabilimenti potrebbero raggiungere livelli molto elevati di autonomia energetica. Lo stabilimento di Tychy, in Polonia, punta a coprire circa il 60% dei propri consumi attraverso energia autoprodotta, mentre il sito di Saragozza, in Spagna, potrebbe arrivare addirittura all’80% grazie a un sistema che combina impianti fotovoltaici ed eolici.

Secondo le stime dell’azienda, una volta entrati a pieno regime, questi impianti consentiranno di evitare oltre 100.000 tonnellate di emissioni di CO₂ ogni anno.

Arrivano anche le batterie: 200 MWh di accumulo energetico

Produrre energia rinnovabile è solo una parte della sfida. Per sfruttarla al meglio è fondamentale poterla immagazzinare quando la produzione supera i consumi. Per questo motivo Stellantis sta sviluppando un ampio programma dedicato ai sistemi di accumulo energetico a batterie, conosciuti come Battery Energy Storage Systems (BESS).

Il progetto interesserà complessivamente 20 siti industriali europei e prevede l’installazione di circa 200 MWh di capacità di accumulo. La prima fase del programma è già in fase avanzata e coinvolge sette stabilimenti che dovrebbero entrare in funzione entro il 2026. La completa implementazione negli altri siti è prevista nell’arco dei successivi tre anni.

Le batterie saranno gestite attraverso sofisticati sistemi di gestione energetica (EMS), in grado di ottimizzare automaticamente il funzionamento dell’intero ecosistema energetico dello stabilimento. In pratica, quando gli impianti fotovoltaici producono più energia del necessario, l’elettricità in eccesso viene accumulata nelle batterie e riutilizzata nei momenti di maggiore richiesta o quando la produzione rinnovabile diminuisce.

Questo approccio permette non solo di aumentare l’autoconsumo, ma anche di contribuire alla stabilità delle reti elettriche locali grazie alla possibilità di modulare i consumi in collaborazione con i gestori energetici. Lo stabilimento di Madrid rappresenta già oggi un caso pilota e fungerà da modello per la diffusione della tecnologia negli altri siti del gruppo.

Geotermia e biomassa ampliano il mix energetico

La strategia di Stellantis non si limita però a sole e batterie. L’azienda sta infatti lavorando alla diversificazione delle fonti energetiche per ridurre ulteriormente la dipendenza dai combustibili fossili.

Tra le soluzioni più innovative spicca la geotermia, già operativa presso il sito produttivo di Caen, in Francia. Si tratta di una delle prime applicazioni industriali di questa tecnologia nel Paese e rappresenta una novità assoluta per il gruppo.

L’impianto sfrutta il calore naturale del sottosuolo per fornire energia destinata sia al riscaldamento degli edifici sia al raffrescamento dei processi produttivi. Grazie a questa soluzione il sito riesce a coprire autonomamente circa il 30% del proprio fabbisogno energetico.

Parallelamente cresce anche l’utilizzo della biomassa per alimentare sistemi di riscaldamento industriale a basse emissioni. Tra gli stabilimenti che hanno già adottato questa tecnologia figurano Rennes, Sochaux e Vesoul in Francia, oltre ai siti di Trnava in Slovacchia e Kragujevac in Serbia.

Un passo decisivo verso la neutralità carbonica

Oggi gli stabilimenti europei di Stellantis coprono già il 68% del proprio fabbisogno elettrico con energia decarbonizzata. L’obiettivo dichiarato è portare l’autoconsumo energetico al 31% entro il 2026, con alcuni siti che potrebbero raggiungere percentuali molto più elevate.

Dietro questi investimenti non c’è soltanto una questione ambientale. Ridurre la dipendenza dai mercati energetici significa anche proteggersi dalla volatilità dei prezzi dell’energia e garantire maggiore continuità produttiva in un contesto industriale sempre più complesso.

Per Stellantis, quindi, la gestione dell’energia diventa una leva strategica tanto quanto lo sviluppo di nuove tecnologie per la mobilità. Un percorso che punta a coniugare sostenibilità, efficienza industriale e competitività globale, preparando le fabbriche del gruppo alle sfide dei prossimi decenni.

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