Solberg domina il Rallye Monte Carlo 2026, Toyota firma il tris sul podio

Al Rallye Monte Carlo 2026 Oliver Solberg vince al debutto, Toyota occupa tutto il podio. Lancia mostra potenziale con la Ypsilon Rally2 HF Integrale; Fontana brilla in WRC3

Solberg domina il Rallye Monte Carlo 2026, Toyota firma il tris sul podio
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Giorgio Colari
Pubblicato il 27 gen 2026

Il Rallye Monte Carlo 2026 ha regalato emozioni e colpi di scena, confermandosi come una delle tappe più iconiche e imprevedibili del calendario mondiale. Sulle strade insidiose tra neve e ghiaccio, il giovane Oliver Solberg ha lasciato il segno con una prestazione da manuale, portando la Toyota GR Yaris Rally1 al trionfo assoluto. Un debutto da protagonista che ha spazzato via ogni dubbio sulle sue qualità, con la Toyota Gazoo Racing capace di monopolizzare il podio e di dimostrare una superiorità tecnica e gestionale difficile da eguagliare.

L’edizione numero 94 del Rallye Monte Carlo 2026 si è svolta su un percorso reso ancor più impegnativo dalle condizioni meteorologiche estreme, con fondi ghiacciati e tratti di neve che hanno messo a dura prova anche i piloti più esperti. Proprio qui, Oliver Solberg, affiancato dal navigatore Elliott Edmondson, ha mostrato una freddezza e una lucidità fuori dal comune, amministrando i 340 chilometri di prove speciali con grande intelligenza tattica. Il suo successo, ottenuto con quasi un minuto di vantaggio sul secondo classificato, è il risultato di una crescita esponenziale che lo consacra tra i grandi del rally contemporaneo.

L’andamento della gara

Alle sue spalle, Elfyn Evans ha tentato in ogni modo di tenere il passo, ma senza mai trovare lo spunto decisivo per impensierire il compagno di squadra. Il gallese, insieme a Scott Martin, ha dovuto accontentarsi della piazza d’onore, mentre Sebastien Ogier e Vincent Landais hanno completato il podio, staccati di oltre due minuti e penalizzati da alcune scelte strategiche non perfette. Questo dominio della Toyota Gazoo Racing conferma la solidità della squadra giapponese, capace di adattarsi a ogni variabile e di gestire il rischio con una maturità impressionante.

Deludente invece la prestazione delle Hyundai, con Adrien Fourmaux e Thierry Neuville che partivano con ambizioni da protagonisti ma sono stati traditi da una gestione non ottimale degli pneumatici e da diversi errori di guida su fondi insidiosi. I due piloti hanno accumulato ritardi importanti, chiudendo rispettivamente in quarta e quinta posizione, con distacchi di sei e dieci minuti dalla vetta. Un risultato che obbliga il team coreano a una profonda riflessione in vista delle prossime tappe.

Bene il ritorno di Lancia

Nel WRC2, la scena è stata dominata da Léo Rossel su Citroën C3, abile nell’interpretare le insidie del Monte Carlo e nel mantenere un ritmo costante, qualità che spesso fanno la differenza nelle gare più complicate. Da segnalare anche l’ottima performance di Roberto Daprà e Luca Guglielmetti, ottavi assoluti con la Skoda Fabia, a testimonianza di come la conoscenza del percorso e una strategia ben studiata possano premiare anche chi non parte con i favori del pronostico.

Capitolo a parte merita il ritorno della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, affidata a Nikolay Gryazin e Yohan Rossel. La vettura italiana ha alternato lampi di competitività a momenti difficili, con incidenti che hanno compromesso le ambizioni di podio di entrambi gli equipaggi. L’impatto di Rossel contro una parete rocciosa nella prima speciale e l’uscita di Gryazin nella dodicesima hanno rappresentato ostacoli importanti, ma grazie al regolamento del “Super Sunday” sono comunque arrivati punti preziosi. La sensazione è che, una volta risolti alcuni problemi di assetto e affidabilità, la Lancia possa tornare a lottare stabilmente ai vertici della categoria.

Nel WRC3, chi ha brillato

Nella classe WRC3, il giovane talento italiano Matteo Fontana, navigato da Alessandro Arnaboldi, ha saputo stupire tutti conquistando due vittorie di speciale assolute a bordo della sua Ford Fiesta Rally3. Tra queste spicca la storica ascesa del Col de Turini, simbolo del rally monegasco, dove Fontana ha dimostrato che coraggio, precisione e gestione del rischio possono compensare anche una potenza inferiore rispetto ai rivali.

Sul piano tecnico e strategico, questa edizione del Rallye Monte Carlo 2026 ha ribadito l’importanza di saper leggere le condizioni meteo, scegliere i pneumatici giusti e trovare il giusto equilibrio tra velocità e sicurezza. La consacrazione di Oliver Solberg e il dominio della Toyota Gazoo Racing pongono la squadra giapponese in una posizione di forza per il prosieguo della stagione, ma le difficoltà incontrate dai principali rivali lasciano presagire un campionato ancora apertissimo. In un contesto dove affidabilità e costanza saranno determinanti, il rally si conferma come una disciplina dove nulla può essere dato per scontato e ogni gara rappresenta una nuova sfida.

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