Sfiorato un disastro milionario con due Ferrari Monza SP2: brivido

Al Bososai 2025 al Magarigawa Club due Ferrari Monza SP1 e SP2 hanno rischiato un incidente durante un tandem drift. Video pubblicato da Hokuto Matsuyama, dibattito su sicurezza e responsabilità

Sfiorato un disastro milionario con due Ferrari Monza SP2: brivido
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 16 dic 2025

Un episodio che ha fatto tremare il mondo delle supercar e acceso un acceso dibattito sulla sicurezza si è verificato durante il Bososai 2025, un evento che resterà nella memoria degli appassionati e degli addetti ai lavori. In una giornata apparentemente perfetta per gli amanti delle prestazioni estreme, due rarissime Ferrari della serie Icona hanno rischiato una collisione spettacolare durante una sessione di drift sincronizzato al prestigioso Magarigawa Club, in Giappone. Il tutto si è svolto il 16 dicembre su un tracciato esclusivo, tra adrenalina e tensione palpabile, sotto gli occhi increduli dei presenti e con le immagini immortalate dal noto pilota di Formula Drift Japan, Hokuto Matsuyama.

Le acrobazie in un circuito privato

La scena si è svolta su un circuito privato lungo 3,5 km, caratterizzato da ben 22 curve e un rettilineo di 800 metri, dove le pendenze raggiungono il 20% in salita e il 16% in discesa. Questi numeri, già di per sé impressionanti, diventano ancora più significativi se si considera che i protagonisti sono due esemplari dal valore superiore al milione di euro ciascuno: una Monza SP2 rossa e una Monza SP1 nera. Durante una manovra di drift sincronizzato, la Monza SP2 ha improvvisamente perso aderenza, finendo in testacoda e rischiando di colpire la compagna di pista, che ha evitato l’impatto solo grazie ai riflessi del pilota.

Le immagini dell’incidente mancato, subito condivise sui social e riprese dai media di settore, hanno acceso i riflettori sulla tematica della sicurezza durante le esibizioni con auto da collezione di questo calibro. Il circuito del Magarigawa Club, seppur all’avanguardia, si è dimostrato una vera sfida quando vetture di tale potenza e valore vengono spinte al limite in condizioni di sincronizzazione e velocità superiori ai 300 km/h. L’episodio ha sollevato interrogativi sulla reale opportunità di sottoporre vetture come la Ferrari Icona a manovre estreme, dove il rischio di danni irreparabili è sempre dietro l’angolo.

Due auto già leggendarie

Entrambi i modelli, la Monza SP1 e la Monza SP2, sono ispirati alle iconiche barchette da corsa degli anni ’50 e condividono lo stesso propulsore V12 da 6,5 litri. Questo cuore pulsante è in grado di erogare ben 810 cavalli e di scattare da 0 a 100 km/h in appena 2,9 secondi, un dato che sottolinea la straordinaria ingegneria e la vocazione sportiva di queste vetture. Tuttavia, proprio durante una curva veloce, in uscita da una delle sezioni più tecniche del tracciato, la combinazione tra dinamica del carico e angolo di deriva ha reso la traiettoria della Monza SP2 incontrollabile, sfiorando il disastro.

Gli esperti del settore, tra cui ingegneri automobilistici e istruttori di guida avanzata, non hanno tardato a esprimere le proprie preoccupazioni. Molti sottolineano come la mancanza di procedure di sicurezza rigorose, soprattutto quando si parla di drift in tandem con vetture che non sono state progettate specificamente per queste manovre, rappresenti un pericolo reale anche per piloti altamente qualificati. La questione si fa ancora più delicata se si considera che la riparazione di una Ferrari Monza non solo comporta costi esorbitanti, ma anche notevoli difficoltà nel reperire i pezzi di ricambio, vista l’esclusività e la produzione limitata di questi modelli.

Un mancato incidente che resterà negli annali

L’episodio del Bososai 2025 ha inevitabilmente diviso la community online. Da un lato, c’è chi rimane affascinato dalla spettacolarità dell’esibizione, definendola “impressionante ma pericolosa”; dall’altro, cresce la voce di chi invoca maggiore responsabilità da parte di organizzatori e piloti, chiedendo che si adottino regole più stringenti per tutelare sia il patrimonio automobilistico sia l’incolumità delle persone coinvolte. Il dibattito resta aperto e porta con sé una domanda cruciale: dove e come è possibile esprimere la potenza e la bellezza di questi capolavori di ingegneria senza esporli – ed esporre chi li guida – a rischi inutili?

Il mancato incidente tra le due Ferrari Icona al Magarigawa Club è destinato a diventare un caso di studio e un punto di riferimento per il futuro degli eventi di drift con auto da collezione. Mentre gli appassionati continuano a sognare e discutere, il settore dovrà interrogarsi su come coniugare spettacolo, sicurezza e rispetto per questi gioielli senza tempo, che rappresentano il meglio della tradizione e dell’innovazione automobilistica.

 

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