Ritrovata l’Aston Martin DB5 di 007-Goldfinger?

Che colpo, James Bond! La splendida coupé carrozzata Touring, protagonista di “Missione Goldfinger” e “Thunderbolt” ed accessoriata con i famosi gadget scomparve nel 1997 da un hangar in Florida. A 24 anni di distanza, sembra sia stata “avvistata” in medio oriente.

Ecco una “Spy story” che piacerebbe molto ai fan di 007: c’è un alone di mistero che avvolge la Aston Martin DB5 protagonista di “Missione Goldfinger” e “Thunderbolt”. L’enigma intorno alla iconica coupé, che gli appassionati ben conoscono per la completa attrezzatura che la equipaggiava, tanto da contribuire in larga parte alla fama dell’agente segreto di Sua Maestà più celebre di sempre, sembra in effetti dipanarsi. La vettura, secondo alcune indiscrezioni che presto potrebbero trovare conferma, si troverebbe (ma il condizionale è qui più che mai d’obbligo) in medio oriente, dopo quasi un quarto di secolo di assenza a causa della sua improvvisa scomparsa. E potrebbe essere pronta ad un clamoroso ritorno (magari non sul grande schermo, tuttavia l’occasione – è lecito supporre – coinciderebbe con il lancio del nuovo capitolo della saga di James Bond, “No Time to Die” previsto per il 30 settembre 2021), con grande gioia degli appassionati. Ma andiamo con ordine.

Era l’unica di quattro ad avere tutti i gadget

La DB5 di James Bond, che fa parte del lotto di 1.033 unità (fra Coupé, Cabriolet “Volante” e Shooting Brake “Estate”) prodotte fra il 1963 ed il 1965, venne impiegata in quattro esemplari dalla produzione cinematografica. Solamente uno di essi, tuttavia, era provvisto di tutto il “catalogo” di accessori supplementari: mitragliatrici, pannello di protezione, sedile del passeggero eiettabile, comandi per spargere olio e fumo, le targhe girevoli, i gallettoni delle ruote a raggi ed i rostri dei paraurti estensibili verso l’esterno ed altri “dettagli”. Fu proprio quest’ultima ad essere stata acquistata, a metà degli anni 80 e per 275.000 dollari dell’epoca, da un facoltoso imprenditore immobiliare americano, di nome Anthony Pugliese. Mentre era di sua proprietà, nel 1997 la DB5 di 007 sparì nel nulla da un hangar privato nel complesso aeroportuale di Boca Raton (Florida) nel quale si trovava ricoverata.

Venne trafugata?

Da allora, la vettura venne letteralmente “cancellata dai radar”. Nessuno seppe mai che fine potesse avere fatto, e perché si fosse “volatilizzata”, seppure prese presto piede l’ipotesi del furto, tenuto conto del suo immenso valore (si parla di qualcosa come 25 milioni di dollari: una cifra aumentata di ben otto volte rispetto al valore assicurato a metà anni 90, che era di 4 milioni di dollari). Ad attirare la (più che legittima) curiosità degli investigatori, ci fu anche la considerazione che la DB5, così accessoriata, era notevolmente più pesante rispetto alla coupé “di serie” dalla carrozzeria realizzata in collaborazione con Touring Superleggera, anche se i gadget montati per i film erano stati sostituiti con altrettante copie. Dunque, spostarla non era di certo una questione semplice.

Una sparizione enigmatica

Ad accentuare il mistero, interviene infatti anche una leggenda (non ufficiale) secondo cui gli inquirenti avrebbero rinvenuto delle tracce di pneumatici che portavano all’esterno dell’hangar, e che sarebbero a quanto pare stati compatibili con le gomme montate dalla DB5. La vettura, in buona sostanza, sarebbe stata portata chissà dove “sulle sue ruote”? Insomma, una serie di circostanze inspiegabili che, reali oppure no, ne hanno arricchito la clamorosa sparizione. Dopo una prima eco mondiale, tuttavia, quanto avvenuto in Florida venne dimenticato, e della sorte della DB5 “che fu di James Bond” non se ne parlò più, almeno non a livello ufficiale.

La fedelissima replica del 2020

La ultrasportiva di Gaydon rimase al rango di icona della cinematografia di tutti i tempi (ruolo che del resto ricopriva da sempre), tanto che in tempi recentissimi (dicembre 2020) la stessa Aston Martin ha deciso di fabbricarne una piccola serie “Continuation” (25 esemplari) interamente “ad immagine e somiglianza” di quella dei film, gadget compresi. Uniche differenze, le mitragliatrici anteriori che sono finte, così come lo schermo centrale ed il pulsante rosso nel pomello del cambio che nella finzione attivava il comando del sedile eiettabile.

Anni di indagini a tappeto

Non restava che rintracciare la vettura originale. Ad essersi messo sulle tracce della “bella scomparsa” è stato Anthony Marinello, investigatore privato e titolare dell’agenzia “Art Recovery International” specializzata nel rintracciare e recuperare oggetti preziosi. Ed ecco la notizia, captata dai media nel 2018, secondo la quale lo staff di “Art Recovery International” avrebbe indicato che la DB5 si trovava “da qualche parte” in medio oriente. Forse in Kuwait, forse in Arabia Saudita, oppure nel Bahrain o ancora a Dubai.

Forse ci siamo

Il responsabile del pool di esperti, Christopher Marinello che da molti anni “insegue” la DB5 scomparsa (tanto da averla ribattezzata “La mia balena bianca”) ed ha passato al setaccio numerose segnalazioni, molteplici tracce e sospetti, è dell’avviso che la iconica Aston Martin sia in un Paese del Golfo Persico (a Dubai?), e che faccia parte di una collezione privata. I numeri di telaio coinciderebbero. Le bocche sono ovviamente cucite, e però si fa strada l’ipotesi che l’attuale proprietario possa avere finalmente il desiderio di riportare la magnifica ancorché “unica” DB5 di 007 alla luce.

E se ricomparisse fra poco?

Più avanti si saprà se, dopo lungo tempo trascorso fra leggende metropolitane, speculazioni e “voci di corridoio”, la verità tornerà a galla. Ed una parola definitiva potrebbe essere imminente: del resto, a fine settembre il venticinquesimo capitolo della saga di James Bond, “No Time to Die”, uscirà nelle sale cinematografiche. E questo sì, sarebbe davvero un colpaccio: accompagnare il “battage” di promozione del nuovo film di 007 (dove, per inciso, una DB5 “sorella” riveste un ruolo di non protagonista) con la ricomparsa della fantastica Aston. Nel frattempo, i riflettori sono puntati su un podcast, intitolato “The Most Famous Car in the World” presentato da Liz Hurley: l’ottava puntata, “The Great James Bond Car Robbery”, ne ripercorre in effetti l’intera storia della misteriosa sparizione e potrebbe svelare finalmente la verità sulla sorte dell’auto dell’agente segreto più famoso del mondo. Ora più che mai è il caso di restare con gli occhi e le orecchie ben aperti!

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