Ritorna un'icona degli anni '60 con due vetture molto affascinanti
Lola rilancia la T70 con le T70S e T70S GT: motori Chevrolet V8, monoscocca in alluminio e Lola Natural Composite System per carrozzerie petrochemical free. Produzione limitata a 16 unità
La rinascita di una leggenda non è mai un evento ordinario nel mondo dell’automobilismo, soprattutto quando si parla di performance estreme e attenzione all’ecosostenibilità. La nuova Lola T70S e la sua gemella omologata per la strada, la T70S GT, rappresentano un audace passo avanti per la storica casa britannica, che ha deciso di reinterpretare il mito del 1965 con una formula esclusiva: design senza tempo, motori da brivido e materiali all’avanguardia. La produzione sarà estremamente selettiva, con soli 16 unità realizzate, a testimonianza di una strategia che punta tutto su rarità, prestigio e valore collezionistico.
Potenza pura: motori Chevrolet V8 per pista e strada
Al cuore di questi bolidi batte la tradizione americana, con due varianti di propulsore: la versione da circuito monta un 5.0 liter Chevrolet V8 capace di sprigionare 530 cavalli a 7.300 giri/min, regalando uno scatto 0-100 km/h in appena 2,5 secondi.
Per chi invece vuole vivere l’esperienza anche su strada, la 6.2 liter Chevrolet V8 da 500 CV a 6.600 giri offre prestazioni da supercar, accelerando da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi e superando anch’essa i 320 km/h di velocità massima. La leggerezza è un altro punto di forza: la T70S da pista ferma l’ago della bilancia a soli 860 kg, mentre la versione GT raggiunge gli 890 kg, garantendo rispettivamente un rapporto potenza/peso di 616 e 560 bhp/tonnellata.
Sostenibilità senza compromessi
Il vero salto generazionale, però, si trova nella filosofia costruttiva. Le carrozzerie delle nuove Lola sono realizzate sfruttando il rivoluzionario Lola Natural Composite System, che abbandona completamente fibre di vetro e resine petrolchimiche in favore di materiali a impatto zero: fibre di lino, basalto e resine rinnovabili, prive di qualsiasi derivato del petrolio.
Questa scelta consente di ridurre drasticamente l’impronta carbonica delle vetture, senza intaccare la rigidità strutturale, la resistenza agli urti e la riciclabilità a fine ciclo vita. Un approccio che posiziona la Lola tra i pionieri della sostenibilità applicata all’alta performance.
Architettura raffinata
Entrambi i modelli condividono una sofisticata monoscocca in alluminio, progettata per garantire massima rigidità e sicurezza. Le sospensioni a doppio braccio oscillante e l’impianto frenante con pinze a quattro pistoncini e dischi da 304 x 28 mm sottolineano l’impronta racing del progetto.
Le differenze principali emergono negli pneumatici, ottimizzati per l’uso specifico (da pista per la T70S, stradali per la GT), e negli interni: la GT offre climatizzazione e finiture più curate, pensate per un utilizzo quotidiano, mentre la versione da circuito punta tutto sull’essenzialità e la funzionalità estrema.
Un sogno per pochi: produzione limitata
La scelta di una produzione limitata a 16 unità non è casuale: si tratta di un omaggio diretto alla T70 MkIII originale, ma anche di una precisa strategia di mercato rivolta a collezionisti, appassionati e puristi del marchio. Questo numero ridotto aumenta inevitabilmente l’esclusività e il potenziale valore nel tempo, inserendo le nuove Lola tra le auto più desiderate dai cultori del motorsport e dell’heritage automobilistico.