Renault taglia il 20% degli ingegneri: 2.400 posti in meno a livello globale
Renault avvia il piano FutuREady: tagli del 15-20% nell'ingegneria, 36 nuovi modelli in 5 anni e partnership con Geely per potenziare le ibride
Come riportato da automotiveworld.com, il piano di ristrutturazione di Renault entra in una fase decisiva con una scelta forte sul fronte industriale: la riduzione del personale ingegneristico globale tra il 15% e il 20%. In numeri significa tra 1.650 e 2.400 posti di lavoro in meno su un totale di circa 11.500 addetti.
La decisione rientra nella strategia denominata “FutuREady”, annunciata nel 2026 e guidata dal nuovo amministratore delegato François Provost. L’obiettivo è chiaro: ridurre costi, accelerare lo sviluppo dei nuovi modelli e recuperare competitività rispetto ai costruttori cinesi, sempre più rapidi e aggressivi sul mercato globale.
Piano FutuREady e nuova organizzazione industriale
Il cuore del progetto Renault è la velocità di sviluppo. L’azienda punta a lanciare 36 nuovi modelli nei prossimi cinque anni, riducendo i tempi di progettazione a circa 24 mesi per veicolo. Un taglio netto rispetto agli standard tradizionali europei.
Un esempio concreto è la nuova Twingo E-Tech, sviluppata in circa 21 mesi con un forte contributo del team di Shanghai. Questo approccio diventa il modello operativo da replicare su larga scala. Alla base della riorganizzazione c’è anche una semplificazione interna: meno livelli burocratici, più integrazione tra le divisioni e una struttura manageriale più snella. L’obiettivo non è solo ridurre il personale, ma eliminare duplicazioni e accelerare i processi decisionali.
Tagli globali e impatto sulle sedi internazionali
La riduzione dell’organico non sarà limitata alla Francia, anche se il quartier generale continuerà a mantenere le attività di progettazione e sviluppo core.
I tagli coinvolgeranno diversi centri ingegneristici nel mondo, tra cui quelli in Brasile, India, Marocco, Romania, Corea del Sud, Spagna e Turchia. Il messaggio è chiaro: l’ottimizzazione riguarda l’intera rete globale.
Allo stesso tempo, alcune aree strategiche vengono preservate. In particolare, il centro di sviluppo in Cina viene considerato un modello operativo più che un’area soggetta a riduzioni, segno dell’importanza crescente del mercato asiatico nelle strategie del gruppo.
Strategia prodotto: 36 modelli e sviluppo in 24 mesi
La pressione competitiva arriva soprattutto dai costruttori cinesi, che vantano vantaggi strutturali nei costi e nella velocità di sviluppo, in particolare nel settore elettrico. Per recuperare terreno, Renault punta su una nuova architettura industriale più rapida e flessibile.
Il riferimento principale è proprio il metodo di sviluppo accelerato, che consente di portare nuovi modelli sul mercato in tempi quasi dimezzati rispetto al passato. Una trasformazione che coinvolge anche collaborazioni industriali, come la joint venture Horse Powertrain con Geely, utilizzata per rafforzare la competitività sui sistemi ibridi.
Il focus non è esclusivamente sull’elettrico puro. Renault sta puntando molto anche sulle soluzioni ibride, considerate più sostenibili economicamente nel breve periodo e più adatte ai mercati europei. Il contesto competitivo resta però complesso. Altri gruppi come Stellantis, Volkswagen e Ford stanno adottando strategie simili, tra partnership tecnologiche e riduzione dei costi di sviluppo, per cercare di colmare il divario con i produttori asiatici.
L’intero settore si sta quindi muovendo verso un nuovo modello industriale, dove la velocità di progettazione e l’efficienza produttiva diventano fattori decisivi quanto la qualità del prodotto finale.