Renault, si chiude il capitolo Ampere: la fine di una breve era

Renault chiude Ampere e reintegra le attività elettriche e software; le fabbriche ElectriCity tornano sotto controllo diretto. Riorganizzazione prevista entro luglio 2026

Renault, si chiude il capitolo Ampere: la fine di una breve era
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Giorgio Colari
Pubblicato il 22 gen 2026

Un nuovo capitolo si apre nella strategia industriale di Renault, che ha scelto di intraprendere una svolta significativa nel proprio percorso verso l’elettrificazione e la digitalizzazione. Dopo soli tre anni dalla sua fondazione, la casa automobilistica francese ha annunciato la decisione di smantellare Ampere, la divisione interna dedicata allo sviluppo di veicoli elettrici e soluzioni software, reintegrando tutte le sue attività all’interno della struttura centrale del gruppo entro luglio 2026. Questa scelta si inserisce in un più ampio processo di razionalizzazione e ottimizzazione dei costi, guidato dal nuovo amministratore delegato Francois Provost, che già a dicembre aveva ridimensionato la business unit Mobilize.

Tre pilastri di pensiero

La strategia si fonda su tre pilastri fondamentali: semplificazione delle strutture, riduzione dei costi operativi e centralizzazione delle decisioni. Il ritorno di Ampere sotto il controllo diretto del gruppo implica anche il reintegro delle tre fabbriche chiave del complesso ElectriCity – Douai, Maubeuge e Ruitz – che torneranno a essere supervisionate direttamente dalla casa madre. Questo complesso industriale, nato per consolidare la produzione di veicoli elettrici, rappresenta un asset strategico che, nella nuova configurazione, punta a garantire una maggiore efficienza e rapidità nelle scelte produttive.

Secondo quanto dichiarato da Renault, la decisione non avrà effetti immediati sui contratti di lavoro dei dipendenti né sulla continuità produttiva degli stabilimenti coinvolti. Le attività di ricerca e sviluppo, considerate il cuore pulsante dell’innovazione del gruppo, proseguiranno all’interno delle business unit consolidate, assicurando così la prosecuzione dei progetti già avviati e il mantenimento delle competenze specialistiche maturate in questi anni.

Un’inversione netta di rotta

La chiusura di Ampere rappresenta, però, una netta inversione di rotta rispetto al precedente piano industriale Renaulution, promosso dall’ex amministratore delegato Luca de Meo. Questo piano prevedeva la quotazione in borsa della divisione dedicata all’elettrico, una mossa poi abbandonata nel gennaio 2024 a causa delle condizioni di mercato poco favorevoli. La scelta di reintegrare le attività all’interno del gruppo è quindi il risultato di una valutazione pragmatica, volta a rafforzare la solidità finanziaria e la capacità decisionale di Renault in un contesto di mercato sempre più competitivo e complesso.

Nonostante le rassicurazioni fornite dal management, la nuova strategia solleva alcune perplessità tra analisti e rappresentanti sindacali. Da un lato, la centralizzazione delle decisioni e la riduzione dei livelli organizzativi promettono una maggiore velocità di risposta alle sfide del mercato e una significativa ottimizzazione dei costi. Dall’altro, però, emerge il timore che la perdita di un’entità autonoma e focalizzata come Ampere possa penalizzare la capacità di innovare, soprattutto nei settori del software automotive e della progettazione di veicoli elettrici, dove la rapidità di sviluppo e la specializzazione sono fattori chiave per il successo.

La sfida è mantenere la capacità di innovare

In particolare, la scomparsa di una divisione indipendente rischia di compromettere quella agilità organizzativa che aveva consentito ad Ampere di distinguersi nel panorama internazionale, favorendo la nascita di centri di eccellenza e accelerando l’introduzione di nuove tecnologie. In un settore in cui la competizione globale si fa sempre più serrata e le innovazioni si susseguono a ritmi vertiginosi, la capacità di mantenere strutture snelle e dedicate potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo difficilmente recuperabile una volta perso.

Il gruppo Renault, tuttavia, sottolinea che la riorganizzazione non comporterà la dispersione delle competenze tecniche né lo smantellamento dei team specializzati, che continueranno a operare sui progetti strategici in ambito elettrico e digitale. L’obiettivo dichiarato è quello di coniugare la solidità e la capacità di investimento di una grande azienda con l’efficienza e la flessibilità che hanno caratterizzato Ampere nella sua breve ma intensa esperienza come entità separata.

Resta da vedere se questa scelta saprà realmente preservare lo spirito di innovazione e la capacità di adattamento che hanno contraddistinto il percorso di Ampere e, al tempo stesso, rafforzare la posizione di Renault nel mercato globale dell’auto elettrica. Solo il tempo potrà confermare se la nuova strategia, improntata alla centralizzazione e alla razionalizzazione, riuscirà a coniugare efficienza e creatività, assicurando al gruppo francese un ruolo da protagonista nell’era della mobilità sostenibile.

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