Protesta contro l'autovelox a colpi di clacson: la denuncia dei residenti
A Collestatte Piano i residenti denunciano continui clacson e rumori dopo l'installazione di due autovelox sulla Valnerina. Ecco cosa sta succedendo
L’installazione di due autovelox lungo la Strada Valnerina, nel territorio di Terni, continua a far discutere. Questa volta, però, il problema non riguarda soltanto le multe o i limiti di velocità, ma le conseguenze inattese che, secondo i residenti della frazione di Collestatte Piano, stanno compromettendo la qualità della vita quotidiana.
Da circa due anni, infatti, numerosi automobilisti che transitano nella zona protesterebbero contro la presenza dei rilevatori di velocità utilizzando ripetutamente il clacson, accompagnando spesso il gesto con accelerate improvvise e musica ad alto volume. Una situazione che ha spinto gli abitanti a denunciare pubblicamente il disagio attraverso una lettera aperta.
La protesta degli automobilisti ricade sui residenti
Secondo quanto riferito dagli abitanti di Collestatte Piano, il fenomeno si ripeterebbe a qualsiasi ora del giorno. Gli automobilisti diretti verso Terni o in direzione opposta suonerebbero il clacson in prossimità del bivio per il paese come forma di protesta contro gli autovelox installati lungo il tratto stradale.
Nella lettera diffusa dai residenti si legge che, oltre ai continui segnali acustici, sarebbero frequenti anche accelerate brusche e impianti stereo utilizzati a volume particolarmente elevato. Gli abitanti sottolineano di non avere alcun legame con la decisione di installare gli autovelox e contestano l’idea, diffusa secondo loro tra molti automobilisti, che i dispositivi siano stati richiesti direttamente dalla popolazione locale.
Perché sono stati installati gli autovelox
I due rilevatori di velocità sono stati collocati dall’amministrazione comunale di Terni dopo una serie di gravi incidenti avvenuti negli anni lungo la Valnerina, in particolare nelle zone di Pentima, Torre Orsina e Collestatte Carburo.
L’obiettivo era aumentare la sicurezza su un tratto ritenuto particolarmente delicato, dove il limite di velocità è fissato a 50 km/h in corrispondenza del centro abitato. Secondo quanto ricordano gli stessi residenti, la richiesta iniziale riguardava proprio la necessità di tutelare una zona caratterizzata dalla presenza di servizi e attività frequentate quotidianamente da pedoni.
Nell’area si trovano infatti una farmacia, un ambulatorio medico, una fermata degli autobus e diversi attraversamenti utilizzati anche da anziani e bambini. A questi elementi si aggiunge la presenza di tre incroci considerati particolarmente pericolosi.
I residenti chiedono rispetto e una revisione del sistema
Nella lettera aperta gli abitanti spiegano che il loro obiettivo non è eliminare ogni forma di controllo della velocità, ma trovare una soluzione che garantisca contemporaneamente sicurezza stradale e tranquillità per chi vive nella frazione.
Secondo alcuni residenti, la posizione degli attuali autovelox non avrebbe prodotto i risultati sperati e avrebbe invece alimentato tensioni tra automobilisti e popolazione locale. Viene inoltre evidenziata la presenza di numerosi anziani, alcuni dei quali costretti a letto o con condizioni di salute particolarmente delicate, che sarebbero costretti a convivere quotidianamente con il rumore provocato dai continui colpi di clacson.
Per questo motivo viene chiesto alle istituzioni un intervento che permetta di riportare la situazione alla normalità.
L’uso improprio del clacson può comportare sanzioni
La vicenda richiama anche l’attenzione sulle norme che regolano l’utilizzo del segnalatore acustico. Il Codice della Strada consente di utilizzare il clacson esclusivamente quando è necessario segnalare un pericolo o prevenire situazioni di rischio per la circolazione.
Un uso ripetuto e immotivato può comportare sanzioni amministrative. Nei casi più gravi, qualora il comportamento venga ritenuto intenzionalmente molesto o provochi un disturbo significativo della quiete pubblica, possono trovare applicazione anche le norme previste dal Codice Penale, come gli articoli 659 (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) e 660 (molestia o disturbo alle persone), la cui eventuale applicazione dipende però dalle circostanze concrete accertate dalle autorità.
Il caso di Collestatte Piano mostra così come un intervento nato con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale possa generare effetti collaterali inattesi. Da una parte c’è l’esigenza di ridurre la velocità su un tratto considerato pericoloso; dall’altra, i residenti chiedono che le proteste degli automobilisti non ricadano su chi vive quotidianamente lungo quella strada. Ora la richiesta rivolta alle istituzioni è quella di trovare una soluzione capace di conciliare sicurezza, rispetto delle regole e qualità della vita.