Padre ubriaco lascia guidare il figlio di 12 anni: un disastro
Ad Anversa un padre ubriaco ha permesso al figlio di 12 anni di guidare con altri minori a bordo. Polizia e tribunale a Mechelen, allarme per la sicurezza stradale
Un episodio che scuote e fa riflettere quello avvenuto il 2 gennaio 2026 ad Anversa, in Belgio: un padre, completamente guida in stato di ebbrezza, affida senza esitazione la propria auto al figlio di appena dodici anni. A bordo, insieme a loro, anche la madre e altri due bambini, spettatori inconsapevoli di una scena che mette in discussione il senso stesso di protezione e cura familiare. Il viaggio si interrompe solo grazie all’intervento della polizia, che si trova di fronte a una situazione surreale e gravissima: il minore al volante, il padre seduto accanto pronto ad ammettere la propria irresponsabilità pur di rientrare a casa.
Una situazione preoccupante
L’accaduto non è stato archiviato come una semplice infrazione, ma è stato inserito dalle autorità tra le cosiddette “situazioni educative preoccupanti”. Non si tratta di un caso isolato, bensì della manifestazione più evidente di un problema molto più ampio: la responsabilità genitoriale e la tendenza, ancora troppo diffusa, a sottovalutare i rischi della strada. Le conseguenze legali sono molteplici e pesanti: si va dall’infrazione per guida in stato di ebbrezza alla violazione delle norme sulla sicurezza dei passeggeri, fino alla potenziale messa in pericolo di minori. Ora sarà il tribunale di Mechelen a stabilire quali sanzioni dovranno essere applicate, ma il dibattito è già acceso.
Analizzando i precedenti, il quadro si fa ancora più inquietante. Nel 2024, sempre nelle Fiandre, un altro padre aveva permesso al proprio figlio dodicenne di guidare un’Audi a ben 140 km/h, immortalando la scena sui social network. L’anno successivo, in Italia, un giovane fermato per guida in stato di ebbrezza aveva chiamato il padre per il ritiro dell’auto: anche lui si è presentato in stato di alterazione alcolica. Questi episodi, apparentemente scollegati, segnalano invece un fenomeno sistemico di scarsa educazione e attenzione alla sicurezza stradale all’interno delle famiglie.
Comportamenti molto rischiosi
Gli esperti di sicurezza stradale sono unanimi: esporre i minori a comportamenti rischiosi in automobile non significa solo incorrere in sanzioni economiche, ma soprattutto trasmettere modelli educativi errati, che finiscono per normalizzare il pericolo. L’unica condizione accettabile per il trasporto di bambini deve essere la presenza di un adulto sobrio e responsabile: non esistono eccezioni, né giustificazioni che tengano.
Il tema, tuttavia, non si esaurisce nella sola dimensione punitiva. Le sanzioni, come il ritiro della patente o le multe, rappresentano solo un primo passo. Occorre agire a livello educativo e sociale, investendo in percorsi formativi obbligatori, supporto ai servizi sociali e campagne di sensibilizzazione rivolte direttamente alle famiglie. In quest’ottica, la convocazione davanti al tribunale belga assume un significato più ampio: non si tratta solo di giudicare un singolo genitore, ma di intervenire sull’intero nucleo familiare, offrendo strumenti e supporto per evitare che simili comportamenti si ripetano.
Un messaggio chiaro per tutti
Il messaggio che emerge da questa vicenda è chiaro e inequivocabile: permettere a un minore al volante o mettersi alla guida sotto l’effetto dell’alcol significa esporre la propria famiglia e gli altri utenti della strada a un rischio concreto e inaccettabile. La lezione che arriva da Anversa è una chiamata collettiva alla responsabilità: è necessario rafforzare la cultura della responsabilità genitoriale e della sicurezza stradale a partire dalle mura domestiche. Sono le scelte quotidiane degli adulti a rappresentare la prima, e più importante, barriera contro la tragedia.
Solo attraverso un impegno condiviso e costante sarà possibile costruire una società in cui la tutela dei minori e la prevenzione dei rischi stradali siano valori imprescindibili, radicati nella coscienza collettiva e nelle pratiche familiari di ogni giorno.