Mini Remastered Oselli Edition: omaggio David Brown per i 60 anni di Mini Cooper

126 CV e 7”8 per lo scatto da 0 a 100 km/h, il tutto realizzato (in serie limitata a 60 unità) in un inconfondibile spirito da corsa.

Prima di tutto, occorre fare una considerazione: l’omonimia non tragga in inganno, la factory artigianale David Brown Automotive non è “parente” del David Brown che in tempi lontani fu a capo di Aston Martin (da cui la sigla “DB” che accompagna la produzione di Gaydon).

Il riferimento all’epoca d’oro dell’automobilismo sportivo, tuttavia, c’è eccome: la giovane azienda di Silverstone (è nata nel 2013), orienta da sempre la propria attenzione sullo sviluppo di serie limitate di vetture che strizzano marcatamente orientate ad un allure rétro. Ultimo esempio (in ordine di tempo), la “specialissima” Mini Remastered Oselli Edition 2021, ovvero un omaggio ai sessant’anni dalla nascita della “famiglia” Mini Cooper (1961).

Vestita da corsa

La creazione di David Browm (che non è la prima Mini su cui l’azienda di oltremanica si cimenta: si ricordano, nel 2017, una precedente Mini Remastered, e due anni più tardi una Mini Remastered Oselli) assume gli atout tipici della factory inglese: corpo vettura pressoché immutato nelle caratteristiche generali, tuttavia adeguatamente “riveduto e corretto” nello stile a seconda del carattere che si intende conferire al veicolo. Nella fattispecie, un manifesto spirito “racing” abbinato, come sempre, a dettagli di alta sartoria.

Creata per una “tiratura” in sessanta esemplari (uno per ogni anno di storia Mini Cooper, che fra l’altro proprio nel presente 2021 esordisce sul mercato in edizione aggiornata) viene interamente verniciata a mano con accenti in tinta nero lucido e “obbligatorie” strisce longitudinali (che tuttavia possono essere anche assenti: tutto sta al “capitolato” di ordinazione del singolo cliente). E si appoggia su un set di cerchi da 13”. Un tocco di modernità deriva dal ricorso ai Led per i gruppi ottici (compresi quelli supplementari integrati nella calandra) e la fanaleria posteriore, di nuovo disegno.

Abitacolo

All’interno, la musica rimane la stessa: la “voglia di pista” espressa da David Brown Mini Remastered Oselli Edition si concretizza nell’adozione di un rollbar, l’estintore brandeggiabile e due sedili anatomici – corredati di cinture di sicurezza Sabelt – con eliminazione del divanetto posteriore (è tuttavia possibile richiedere la normale configurazione a quattro posti), il volante sportivo a calice (sarebbe forse stato meglio adottare un Motolita o similare, ma è un parere del tutto personale) ed una strumentazione – anch’essa “old style” – completa. Da segnalare la possibilità di richiedere il “tradizionalissimo” doppio serbatoio di benzina. Il tutto si armonizza con rivestimenti in pelle e Alcantara.

Motore e assetto

Sotto al cofano, l’elaborazione si affida ad un nome storico del tuning applicato a Mini: Oselli Engineering, preparatore che già negli anni 60 produceva kit per le baby di Longbridge. L’unità motrice è un 4 cilindri da 1,45 litri (abbinato a un cambio manuale a cinque rapporti), derivato dalla “Unit A” e sottoposto ad un intervento di re-engineering nei condotti di aspirazione, nell’albero motore (rinforzato) e nell’albero a camme più “spinto”.

Dotato di due carburatori SU e di un impianto di scarico “libero”, il 1.5 eroga una potenza massima di 126 CV a 6.500 giri/min. Per mantenere la proverbiale agilità Mini, David Brown Automotive è ricorso ad un differenziale a slittamento limitato e ad ammortizzatori Bilstein regolabili, mentre l’impianto frenante è AP Racing. Così allestita, David Brown Mini Remastered Oselli Edition dichiara un tempo di 7”8 per lo scatto da 0 a 100 km/h.

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