L’impatto della guerra in Iran: diesel a 2,5 euro al litro in autostrada

La guerra in Medio Oriente spinge i prezzi dei carburanti in Italia: benzina oltre 1,7€/l, gasolio oltre 1,8€/l, picchi sopra 2,4€/l in autostrada. Codacons chiede sterilizzazione accise

L’impatto della guerra in Iran: diesel a 2,5 euro al litro in autostrada
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Giulia Darante
Pubblicato il 5 mar 2026

Il prezzo dei carburanti in Italia continua a salire, lasciando automobilisti e imprese di trasporto in seria difficoltà. Una situazione che sta diventando sempre più insostenibile, sia per chi si sposta quotidianamente sia per chi opera nel settore della logistica. Le ultime rilevazioni parlano chiaro: la benzina self-service ha raggiunto quota 1,724 euro al litro, mentre il gasolio si attesta su 1,815 euro. Numeri che diventano ancora più impressionanti quando si osservano le punte massime raggiunte sulle autostrade, dove il prezzo può superare anche i 2,50 euro al litro. In questo scenario, la tensione geopolitica in Medio Oriente ha avuto un ruolo determinante, innescando una spirale di aumenti che sembra non conoscere sosta.

Come cambia l’impatto sul territorio

Il peso di questi rincari si fa sentire in modo diverso sul territorio nazionale. Le cosiddette “pompe bianche”, ovvero le stazioni indipendenti, riescono a mantenere prezzi leggermente più bassi: qui la benzina in modalità self-service si ferma a 1,705 euro al litro, mentre le compagnie di marca propongono la stessa a 1,733 euro. Il divario si allarga ulteriormente quando si guarda al gasolio: 1,783 euro presso le stazioni indipendenti contro 1,831 euro delle insegne principali. Questi dati evidenziano come la scelta della stazione di rifornimento possa incidere in modo significativo sulla spesa finale degli automobilisti.

Le principali compagnie petrolifere non sono rimaste a guardare: Q8, ad esempio, ha aumentato i propri listini di 2 centesimi sulla benzina e di ben 7 centesimi sul gasolio. Tamoil, invece, ha optato per rincari ancora più marcati, con aumenti rispettivamente di 3 e 10 centesimi. Una strategia che alimenta il malcontento tra i consumatori, che si sentono sempre più vessati da rincari spesso percepiti come ingiustificati e poco trasparenti.

Salasso sulle autostrade

Il vero salasso, però, si verifica sulle autostrade. Qui i margini commerciali si amplificano, portando i prezzi a livelli record. Sulla A21 Torino-Piacenza, il gasolio servito ha raggiunto la soglia dei 2,519 euro al litro, mentre sulla A4 Milano-Brescia si sono toccati i 2,464 euro per il gasolio e i 2,329 euro per la benzina. Secondo le denunce del Codacons, non mancano casi in cui i listini self-service superano abbondantemente i 2 euro anche su altre tratte come A5, A14, A23 e A1. Una situazione che pesa non solo sui viaggiatori occasionali, ma anche su chi per lavoro è costretto a percorrere quotidianamente queste arterie.

Le cause di questa volatilità sono molteplici e complesse. Tra i fattori principali spiccano le dinamiche del mercato petrolifero internazionale, fortemente influenzato dagli equilibri geopolitici e dall’andamento del cambio euro-dollaro. A questi si aggiungono i costi logistici, che incidono in modo significativo soprattutto nelle aree più periferiche, e il fenomeno della speculazione finanziaria, che spesso contribuisce ad accelerare i rialzi. I consumatori lamentano una fastidiosa asimmetria: quando il prezzo del greggio sale, gli aumenti arrivano immediatamente alle pompe, mentre i ribassi si manifestano con molto più ritardo, se non addirittura in modo impercettibile.

Come intervenire

Sul fronte istituzionale, si discute della possibilità di attivare la cosiddetta clausola di sterilizzazione delle accise, prevista dalla legge di bilancio 2008. Questo strumento potrebbe rappresentare un valido aiuto per ridurre l’impatto inflazionistico sulle famiglie e sulle imprese di trasporto, oggi messe a dura prova dal caro carburanti. Parallelamente, cresce la richiesta di maggiore trasparenza nei listini e di controlli più severi soprattutto nelle aree di servizio presenti sulle autostrade, dove la percezione di speculazione è particolarmente elevata.

Le prossime settimane saranno decisive: con l’avvicinarsi delle festività pasquali e delle vacanze primaverili, il mercato sarà messo ulteriormente sotto pressione. Sarà interessante osservare se il trend al rialzo proseguirà o se, al contrario, eventuali interventi governativi riusciranno a invertire la rotta e a restituire un po’ di respiro agli automobilisti italiani. In un contesto così dinamico e incerto, resta fondamentale monitorare costantemente l’andamento dei prezzi dei carburanti e scegliere con attenzione dove e quando rifornirsi.

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