Auto cinesi, il 75% dei giovani italiani è pronto ad acquistarle

Indagine Areté maggio 2026: 75% dei giovani italiani disposto ad acquistare un'auto cinese. Tecnologia, prezzo e motorizzazioni ibride/elettriche guidano la scelta, mentre restano dubbi su assistenza e affidabilità

Auto cinesi, il 75% dei giovani italiani è pronto ad acquistarle
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Giorgio Colari
Pubblicato il 4 giu 2026

Le auto cinesi non sono più percepite come una semplice alternativa economica ai marchi tradizionali. Negli ultimi anni la crescita tecnologica dei costruttori asiatici, unita a una presenza sempre più forte sul mercato europeo, ha cambiato profondamente la percezione dei consumatori. A confermarlo è una nuova ricerca che evidenzia come i giovani italiani siano oggi sempre più aperti all’acquisto di vetture provenienti dalla Cina.

Secondo l’instant survey “Cosa pensano i giovani delle auto cinesi?”, realizzata da Areté nel mese di maggio, ben il 75% degli intervistati prenderebbe in considerazione l’acquisto di un’auto prodotta da un marchio cinese. Un dato che fotografa un cambiamento importante nel mercato automobilistico e che potrebbe influenzare gli equilibri del settore nei prossimi anni.

Le auto cinesi conquistano le nuove generazioni

Per molto tempo i marchi automobilistici cinesi sono stati associati principalmente a prezzi aggressivi e costi inferiori rispetto ai costruttori europei, giapponesi o coreani. Oggi però il quadro è cambiato.

La ricerca evidenzia come il principale fattore di attrazione non sia più soltanto il prezzo. Il 53% dei giovani intervistati considera infatti tecnologia, innovazione e qualità percepita come gli elementi più interessanti delle auto cinesi.

Questo dato dimostra quanto il lavoro svolto negli ultimi anni da costruttori come BYD, MG, Omoda, Jaecoo, Leapmotor e altri marchi emergenti stia producendo risultati concreti anche sul piano dell’immagine.

Il prezzo resta comunque un elemento fondamentale. Il 43% del campione continua a indicarlo come uno dei principali motivi di interesse verso le vetture provenienti dalla Cina.

La differenza rispetto al passato è che oggi il costo competitivo viene percepito come un valore aggiunto a fronte di prodotti sempre più completi e tecnologicamente avanzati.

Ibride e sotto i 30.000 euro: l’identikit dell’auto ideale

L’indagine offre anche indicazioni molto precise sulle preferenze delle nuove generazioni.

La soglia psicologica che sembra fare la differenza è quella dei 30.000 euro. È in questa fascia di prezzo che i giovani mostrano il maggiore interesse verso i modelli cinesi, considerati in grado di offrire un rapporto qualità-prezzo particolarmente vantaggioso.

Sul fronte delle motorizzazioni emerge invece una forte attenzione verso l’elettrificazione.

Quasi la metà degli intervistati sceglierebbe una vettura ibrida, nelle sue diverse declinazioni, mentre il 34% guarda con interesse alle auto completamente elettriche.

Solo un giovane su cinque continuerebbe a preferire una tradizionale motorizzazione benzina.

Si tratta di un segnale importante che conferma come le nuove generazioni abbiano un approccio diverso rispetto al passato, più orientato verso tecnologie efficienti e soluzioni di mobilità sostenibile.

L’automobile, inoltre, continua a occupare un ruolo centrale nella vita quotidiana. Oltre il 50% degli intervistati utilizza l’auto ogni giorno e l’83% dichiara di possederne già una.

Questo significa che le opinioni raccolte non riguardano semplici aspirazioni, ma persone che si confrontano concretamente con il mercato automobilistico.

Restano dubbi su assistenza e affidabilità

Nonostante il crescente interesse, non mancano alcune aree di criticità.

Tra coloro che guardano ancora con diffidenza ai marchi cinesi, i principali dubbi riguardano il servizio post-vendita e la rete di assistenza.

Il 23% degli intervistati teme che il supporto dopo l’acquisto possa non essere ancora all’altezza dei costruttori più affermati.

Subito dopo emerge il tema dell’affidabilità, indicato dal 22% del campione come uno degli aspetti che generano maggiore cautela.

Si tratta di perplessità comprensibili, considerando che molti marchi cinesi sono presenti sul mercato europeo soltanto da pochi anni e non hanno ancora accumulato uno storico sufficiente per consolidare completamente la fiducia dei consumatori.

Proprio per questo motivo, lo sviluppo delle reti di vendita e assistenza rappresenta una delle sfide più importanti per i costruttori asiatici che vogliono crescere in Europa.

La reputazione dei marchi cinesi è cambiata

Secondo Massimo Ghenzer, presidente di Areté, il cambiamento in atto è particolarmente significativo perché riguarda i clienti che avranno un peso crescente nel mercato automobilistico del futuro.

La ricerca evidenzia infatti come il divario reputazionale tra marchi tradizionali e costruttori cinesi si stia progressivamente riducendo.

I giovani non scelgono più un’auto cinese soltanto perché costa meno. Oggi guardano con interesse a innovazione tecnologica, sistemi di assistenza alla guida, connettività, elettrificazione e qualità percepita.

Anche il modo di informarsi prima dell’acquisto riflette un cambiamento generazionale. Il 41% degli intervistati consulta siti specializzati e piattaforme online, il 18% continua a fare affidamento sul concessionario, mentre il 17% costruisce la propria opinione attraverso i social media.

Tutti segnali che indicano una trasformazione profonda del mercato. Se questa tendenza dovesse consolidarsi nei prossimi anni, i marchi cinesi potrebbero diventare protagonisti sempre più importanti del panorama automobilistico italiano ed europeo, soprattutto tra i clienti più giovani e aperti alle nuove tecnologie.

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