Lidl manda in strada il primo camion senza cabina e senza autista: svolta storica per le consegne

In Germania debutta il primo camion per consegne senza cabina e senza conducente autorizzato a viaggiare su una strada pubblica

Lidl manda in strada il primo camion senza cabina e senza autista: svolta storica per le consegne
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Renato Terlisi
Pubblicato il 17 set 2026

Niente volante, niente pedali e soprattutto nessun conducente a bordo. In Germania è entrato in servizio il primo camion per consegne che viaggia su una strada pubblica senza cabina e senza autista di sicurezza all’interno del veicolo.

Il progetto è frutto della collaborazione tra Lidl ed Einride e rappresenta un passaggio importante nello sviluppo della logistica autonoma. Il mezzo opera in Assia, tra un centro di distribuzione Lidl e un punto vendita della città di Edermünde, nei pressi di Kassel, utilizzando una normale strada aperta al traffico.

Si tratta di una novità particolarmente significativa perché il veicolo ha ottenuto un’autorizzazione specifica dall’autorità federale tedesca responsabile dell’omologazione dei veicoli, il Kraftfahrt-Bundesamt, aprendo la strada a una nuova fase della mobilità commerciale.

Come funziona il camion senza conducente

A differenza di molti test visti negli ultimi anni, il camion di Einride non nasce come un mezzo tradizionale modificato successivamente per la guida autonoma. È stato progettato fin dall’inizio per viaggiare senza conducente.

L’assenza della cabina è l’elemento che colpisce maggiormente. Non esiste infatti uno spazio dedicato all’autista e il controllo del veicolo viene affidato completamente ai sistemi elettronici di bordo.

Il camion collega il centro logistico Lidl a un supermercato percorrendo un tragitto di circa 400 metri. La velocità è limitata a 25 km/h e il mezzo può trasportare fino a 15 europallet di prodotti secchi.

Nei quattro mesi iniziali di attività, Lidl punta a movimentare oltre 3.000 pallet, effettuando fino a tre viaggi al giorno.

Guida autonoma di livello 4

Il progetto utilizza un sistema di guida autonoma classificato come livello 4 SAE. Significa che il veicolo è in grado di gestire autonomamente tutte le operazioni di guida all’interno di un’area e di condizioni operative prestabilite.

A differenza dei sistemi oggi presenti sulla maggior parte delle automobili, non è richiesto che una persona sia pronta a intervenire in qualsiasi momento.

Il camion opera però all’interno di un perimetro autorizzato e definito dalle autorità tedesche. Non può quindi muoversi liberamente ovunque, ma soltanto lungo il percorso validato durante il processo di omologazione.

Per motivi di sicurezza è comunque presente un operatore locale, che segue il mezzo a bordo di un altro veicolo e si occupa delle operazioni di carico e scarico senza intervenire nella guida.

Perché questo test è diverso dagli altri

La vera novità non è rappresentata dalla tecnologia in sé, ma dal contesto in cui viene utilizzata.

Molti camion autonomi sono già stati testati in aree private, circuiti chiusi o zone industriali controllate. In questo caso, invece, il veicolo si muove in mezzo a pedoni, ciclisti, automobili e traffico reale, affrontando situazioni imprevedibili che non possono essere completamente simulate.

L’autorizzazione concessa dalle autorità tedesche è valida almeno fino al febbraio 2027 e rappresenta uno dei primi esempi europei di utilizzo operativo di un mezzo pesante autonomo su una strada pubblica.

La sfida della carenza di autisti

Dietro il progetto non c’è soltanto la ricerca tecnologica. Il settore del trasporto merci deve fare i conti con una crescente mancanza di conducenti professionisti.

Le stime parlano di circa 500.000 posti vacanti nel comparto degli autotrasporti in Europa, una situazione che sta spingendo aziende e costruttori a investire in soluzioni alternative.

Lidl ed Einride collaborano dal 2017 e puntano già a una nuova fase del progetto. Dal 2027 l’obiettivo è trasformare l’attuale collegamento in una vera rete di consegne con più fermate, aumentando il numero di tragitti e la complessità delle operazioni.

Per la logistica europea potrebbe essere l’inizio di una trasformazione destinata a cambiare il modo in cui le merci vengono trasportate tra magazzini e punti vendita.

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