L'auto elettrica più fallimentare di sempre viene dalla Russia

Dalla Lada Rapan del 1998 all'EL Lada fino all'atteso e Largus: AvtoVAZ ripercorre due decenni di tentativi sull'auto elettrica tra innovazione, limiti tecnici e contesto economico.

L'auto elettrica più fallimentare di sempre viene dalla Russia
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Giorgio Colari
Pubblicato il 27 feb 2026

Nel mondo dell’auto elettrica, la storia di AvtoVAZ è un percorso segnato da sogni, ostacoli e resilienza. L’azienda automobilistica russa, protagonista di un viaggio lungo decenni, ha attraversato crisi economiche, limiti tecnologici e una costante scarsità di infrastrutture, inseguendo la sfida della mobilità a zero emissioni. Dal primo concept visionario alla prospettiva di un futuro elettrico concreto, il cammino di AvtoVAZ racconta molto di più di semplici modelli: riflette l’evoluzione di un intero settore e la determinazione a non arrendersi di fronte alle difficoltà.

Tutto ha inizio con la Lada Rapan, un prototipo che rappresenta uno dei capitoli più affascinanti e, allo stesso tempo, controversi della storia automobilistica russa contemporanea. Presentata nel 1998, la Rapan era una tre porte compatta — lunga 3,49 metri, larga 1,92 e alta 1,61 — che non riuscì mai a raggiungere i concessionari. Il suo motore da 25 kW, alimentato da una batteria nickel metal hydride, garantiva prestazioni molto modeste anche per l’epoca: una velocità massima di 90 km/h e un’accelerazione che la rendeva poco competitiva rispetto agli standard attuali. Il peso, vicino ai 1.500 kg, e uno stile poco accattivante agli occhi del pubblico, contribuirono a relegarla nel limbo dei prototipi irrealizzati. Fu un flop.

I motivi del fallimento

Nonostante queste limitazioni, il vero ostacolo al successo della Lada Rapan fu il contesto economico della Russia di fine anni ’90. La profonda crisi finanziaria e la totale assenza di infrastrutture di ricarica pubbliche resero la produzione di serie semplicemente insostenibile. Oggi, l’unico esemplare rimasto, dopo un accurato restauro, è custodito nelle collezioni del museo aziendale di AvtoVAZ, simbolo di un’epoca e di un coraggio pionieristico che non va dimenticato.

Il percorso verso l’elettrificazione non si fermò però alla Rapan. Nel 2012, AvtoVAZ tornò a scommettere sull’auto elettrica con la EL Lada, la prima vettura elettrica realmente prodotta in serie dall’azienda. Basata sulla piattaforma della Lada Kalina, la EL Lada era equipaggiata con un motore più potente da 60 kW (80 CV), in grado di raggiungere una velocità massima di 140 km/h e offrire un’autonomia di circa 140 chilometri. Un salto di qualità notevole rispetto al passato, pensato per rispondere alle esigenze di mobilità urbana e dei servizi di trasporto pubblico. Furono assemblate circa cento unità, destinate prevalentemente al servizio taxi nella regione di Stavropol, a testimonianza di una strategia orientata a impieghi specifici piuttosto che a una distribuzione di massa.

Il futuro è da scrivere

Guardando al futuro, AvtoVAZ punta ora a una dimensione industriale decisamente più ambiziosa. Il prossimo grande progetto è rappresentato dall’e Largus, la versione elettrica del popolare furgone Largus, il cui debutto è previsto tra il 2027 e il 2028. Questa nuova generazione di veicoli elettrici sarà dotata di un motore da 110 kW (150 CV), una batteria da 60 kWh e una velocità massima di circa 145 km/h. Il progetto prevede sia varianti passeggeri sia versioni dedicate al trasporto merci, rispondendo così alle esigenze di una clientela più ampia e diversificata.

Il percorso che va dalla Lada Rapan alla EL Lada e, infine, all’e Largus offre una lezione preziosa per l’intero settore automotive: è fondamentale adattare piattaforme e prodotti alle reali esigenze del mercato e dei consumatori. Al tempo stesso, emerge con forza la necessità di una rete di ricarica diffusa e accessibile: nessuna auto elettrica può realmente affermarsi senza un’infrastruttura adeguata. L’esperienza maturata con la EL Lada, pur limitata nei numeri, ha permesso ad AvtoVAZ di acquisire competenze chiave che potranno rivelarsi decisive per il successo dell’e Largus.

Una concorrenza di fattori

Secondo gli analisti, il futuro dell’elettrificazione in Russia dipenderà da fattori esterni fondamentali: la stabilità del contesto economico, la presenza di un quadro normativo favorevole alla transizione energetica e, soprattutto, investimenti consistenti nelle reti di ricarica pubbliche e private. Per i potenziali acquirenti, che si tratti di privati o gestori di flotte commerciali, saranno determinanti l’ampiezza della gamma, il rapporto tra autonomia, capacità di carico e costi operativi.

Oggi, la Lada Rapan non è soltanto un ricordo esposto nel museo di AvtoVAZ: rappresenta il simbolo di un’azienda che ha saputo osare, sperimentare e imparare dai propri limiti. In un panorama globale dove la domanda di auto elettrica cresce in modo esponenziale e l’innovazione corre veloce, AvtoVAZ ha ora una seconda occasione per trasformare le sue idee in veicoli concreti, performanti e competitivi. Il viaggio verso l’elettrificazione, iniziato tra sogni e difficoltà, è pronto a scrivere un nuovo capitolo.

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