LaFerrari Proto F150 P2 all'asta, quanto può valere questo gioiello
Un prototipo LaFerrari, il Proto F150 P2, è in asta da RM Sotheby's con offerta superiore ai 2 milioni. Rarità, provenienza e vendite passate attirano collezionisti e definiscono il valore
Nel mondo delle auto da collezione, poche vetture sanno catalizzare l’attenzione come i prototipi firmati Ferrari. Un esempio lampante arriva dall’asta organizzata da RM Sothebys, dove il Proto F150 P2 sta facendo parlare di sé non solo per il valore economico raggiunto – oltre 2 milioni di dollari, con stime che puntano a 3 milioni – ma anche per il fascino misterioso che circonda la sua storia e i suoi dettagli tecnici unici. È il perfetto incontro tra rarità, storia documentata e segreti industriali, un mix che manda in visibilio collezionisti e appassionati di tutto il mondo.
L’embrione della leggenda
Il Proto F150 P2 non è una LaFerrari qualsiasi. Si tratta di un veicolo di sviluppo, protagonista delle fasi iniziali di messa a punto della celebre hypercar ibrida prodotta tra il 2013 e il 2018. Prima che il sofisticato powertrain ibrido venisse definito nella sua versione definitiva e installato sulla coupé di Maranello, Ferrari ha utilizzato vetture mule – spesso derivate dalla 458 Italia – per testare, raccogliere dati e validare le soluzioni tecniche più avanzate. È proprio questa natura sperimentale a rendere il prototipo un oggetto unico, spesso con specifiche tecniche che si discostano notevolmente dal modello di produzione.
Nella sua versione finale, la LaFerrari vanta un motore V12 aspirato da 6,3 litri, abbinato a un’unità elettrica, per una potenza complessiva di 949 cavalli e una velocità massima di 350 km/h. Ma nei prototipi come il Proto F150 P2, i valori di potenza e la taratura meccanica possono essere molto diversi: qui, la priorità era la raccolta dati, non la prestazione pura. Ogni elemento era studiato per fornire informazioni preziose agli ingegneri, spesso adottando soluzioni che non sarebbero mai arrivate sulla vettura definitiva.
Il mercato non ha dubbi
Il mercato non ha dubbi: i prototipi Ferrari dotati di provenienza certificata e documentazione completa rappresentano investimenti ambiti come pochi altri oggetti da collezione. La storia recente parla chiaro: nel 2017, un prototipo LaFerrari del 2013 è stato battuto all’asta per oltre 2,1 milioni di euro, mentre nel 2025 il celebre “F150 Muletto M4” del 2011 ha trovato un nuovo proprietario a Monterey per 1,2 milioni di dollari. Precedenti che spiegano l’eccezionale interesse attorno all’attuale asta.
Ma cosa rende irresistibile un’auto che, a prima vista, potrebbe sembrare uno scatolone di bulloni e cablaggi? Gli esperti non hanno dubbi: la rarità assoluta, il ruolo fondamentale giocato nel processo creativo di una delle icone moderne di Maranello e la possibilità di scoprire soluzioni tecniche mai arrivate sulle auto di serie. La presenza di una documentazione dettagliata di servizio, dati di test e una tracciabilità ufficiale moltiplica esponenzialmente il valore percepito da investitori e collezionisti.
Laboratori su ruote
Per la Ferrari, i prototipi sono veri e propri laboratori su ruote: ogni innovazione tecnica, ogni scelta stilistica viene sperimentata e raffinata su questi veicoli di sviluppo prima di arrivare alla produzione di serie. Per questo motivo, chi si avvicina a un prototipo in vendita mostra sempre la massima cautela e attenzione: oltre alle condizioni della carrozzeria e del motore, ciò che fa davvero la differenza è la storia di utilizzo e i dettagli tecnici specifici che lo distinguono da qualsiasi altro esemplare.
L’asta del Proto F150 P2 rappresenta un momento cruciale, una vera fotografia storica in cui la tecnologia ibrida di eccellenza si confronta con l’eredità dei motori V12 tradizionali. La LaFerrari di serie, prodotta in tiratura estremamente limitata, ha già consolidato il suo status di “blue chip” nel mondo degli investimenti su quattro ruote, con quotazioni regolarmente superiori ai 3 milioni di euro. I prototipi, invece, offrono una variabilità di prezzo ancora maggiore, poiché il loro valore finale dipende fortemente dalla provenienza e dalle condizioni di conservazione.
Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, ogni rilancio che arriverà in asta racconterà molto più di mille analisi finanziarie: il Proto F150 P2 potrebbe ridefinire i parametri di valutazione per tutti i veicoli di sviluppo usciti dalla scuderia modenese, confermando ancora una volta come l’innovazione e la storia, quando si incontrano, sappiano generare emozioni e valori fuori dal comune.