La nuova hypercar che scatta da 0 a 100 km/h in meno di 1 secondo

Dreame debutta nel mondo auto con la Nebula Next 01 Jet Edition: hypercar elettrica da 0 a 100 in 0,9 secondi con razzi

La nuova hypercar che scatta da 0 a 100 km/h in meno di 1 secondo
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 29 apr 2026

C’è chi entra nel mondo dell’auto in punta di piedi. E poi c’è Dreame Technology, che decide di farlo con un’idea che sembra uscita da un laboratorio aerospaziale più che da un centro stile: la Dreame Nebula Next 01 Jet Edition.

Presentata al Salone di Pechino, questa hypercar elettrica non si limita a promettere prestazioni estreme. Le porta a un livello quasi surreale: 0-100 km/h in appena 0,9 secondi. Un numero che, da solo, basta a cambiare la prospettiva.

Un razzo su quattro ruote

Il cuore del progetto è ciò che lo rende unico. Accanto alla classica propulsione elettrica, Dreame introduce un doppio sistema di booster a razzo a propellente solido.

Parliamo di una spinta fino a 100 kN e tempi di risposta nell’ordine dei 150 millisecondi. Tradotto: un’accelerazione che non è più solo automobilistica, ma quasi aeronautica.

L’idea è chiara e anche piuttosto spregiudicata: portare su strada tecnologie tipiche dell’industria spaziale, affidandole a un controllo elettronico sofisticato per gestire potenza e sicurezza.

Batteria allo stato solido e autonomia

A sostenere queste prestazioni c’è una batteria allo stato solido con densità energetica superiore a 450 Wh/kg. Non è solo un dato tecnico: è uno dei campi di battaglia più importanti per il futuro dell’auto elettrica.

Secondo quanto dichiarato, l’autonomia supera i 550 km nel ciclo CLTC. Numeri che, se confermati su scala reale, posizionerebbero la Nebula Next 01 tra i progetti più avanzati in circolazione, almeno sulla carta.

Tecnologia estrema anche nella guida

La Nebula non si ferma alla potenza. La piattaforma adotta un’architettura steer-by-wire, eliminando completamente il collegamento meccanico tra volante e ruote.

Il sistema gestisce fino a 14 gradi di libertà con tempi di risposta inferiori al millisecondo, aprendo la porta a manovre che sembrano quasi impossibili per un’auto tradizionale: rotazioni sul posto, controllo dinamico avanzato, stabilità estrema anche in condizioni critiche.

Un’auto che “pensa”

Sul fronte della guida autonoma, Dreame punta su modelli VLA (Vision-Language-Action), progettati per apprendere e adattarsi continuamente. Non solo riconoscere la strada, ma interpretarla.

Il sistema è supportato dal sensore LiDAR DHX1, capace di rilevare oggetti fino a 600 metri di distanza con una precisione che include anche elementi piccoli e difficili da individuare. L’abitacolo segue la stessa logica: non un semplice interno, ma un hub intelligente che dialoga con dispositivi domestici e robot, trasformando l’auto in una piattaforma connessa.

Visione o provocazione?

Resta una domanda inevitabile: vedremo mai davvero una Nebula Next 01 sulle strade europee? Probabilmente no, almeno non in questa forma. Ma forse non è questo il punto.

Progetti come questo servono a spostare il limite, a ridefinire ciò che è possibile. E in un settore sempre più regolato e prevedibile, un’idea così estrema ha un valore preciso: ricordare che l’automobile può ancora essere sperimentazione pura, quasi fantascienza.

Ti potrebbe interessare: