In Puglia arrivano 90 autobus a metano ma non possono essere utilizzati

In Puglia 90 autobus a metano finanziati dal PNRR rischiano il sottoutilizzo nei piccoli comuni per problemi di dimensioni

In Puglia arrivano 90 autobus a metano ma non possono essere utilizzati
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 17 apr 2026

La gestione delle risorse legate al PNRR nel settore del trasporto pubblico locale in Puglia sta sollevando interrogativi importanti sull’efficacia della pianificazione. Al centro della questione ci sono 90 autobus a metano destinati ai servizi urbani di diversi comuni, ma che in molti casi risultano difficili da utilizzare a pieno regime.

Si tratta di mezzi lunghi circa 11 metri, destinati a 28 comuni della regione, consegnati tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 nell’ambito del rinnovo della flotta del trasporto pubblico locale. Tuttavia, la loro effettiva operatività appare già oggi limitata.

Autobus da 11 metri e centri urbani non compatibili

I veicoli coinvolti sono modelli Otokar Kent C Cng, autobus suburbani a metano progettati per tratte medio-urbane e periurbane. In teoria, questi mezzi dovrebbero garantire una capacità di servizio elevata, con percorrenze annue stimate fino a 50.000 chilometri per singolo veicolo.

Nella pratica, però, la realtà dei piccoli centri pugliesi si è rivelata meno compatibile con le caratteristiche tecniche dei mezzi. Molti comuni assegnatari presentano infatti centri storici con strade strette, curve strette e infrastrutture non adatte a veicoli di grandi dimensioni.

Il risultato è che in diversi casi gli autobus:

  • non possono raggiungere le aree centrali più trafficate
  • sono costretti a percorsi alternativi meno efficienti
  • oppure restano parzialmente inutilizzati nei depositi

In alcuni comuni si stima un utilizzo ridotto anche sotto il 50% rispetto alle previsioni iniziali.

Pianificazione e acquisti centralizzati: il nodo della programmazione

La fornitura degli autobus è avvenuta attraverso una procedura centralizzata, con acquisto su piattaforme di gara pubbliche. Un modello che garantisce trasparenza e uniformità dei prezzi, ma che in questo caso sembra aver lasciato poco spazio all’adattamento alle esigenze locali.

Il problema principale evidenziato dagli operatori riguarda la mancata verifica preventiva dell’idoneità dei mezzi rispetto ai contesti urbani specifici. In altre parole, la scelta dei modelli sarebbe stata guidata più da criteri standardizzati che da una analisi dettagliata delle singole realtà territoriali.

Questo ha portato a una distribuzione non omogenea della flotta:

  • ai piccoli comuni autobus di grandi dimensioni
  • ai capoluoghi mezzi più adatti a reti a scorrimento elevato

Una differenza che oggi si traduce in utilizzi molto diversi tra loro.

Alimentazione a metano e problemi di rifornimento

Un ulteriore elemento critico riguarda la tecnologia di alimentazione. Gli autobus sono infatti alimentati a metano (CNG), una soluzione più sostenibile rispetto ai carburanti tradizionali, ma che richiede infrastrutture adeguate.

In molte località assegnatarie, tuttavia, i punti di rifornimento si trovano anche a 20–30 chilometri dai depositi. Questo comporta:

  • chilometri aggiuntivi non produttivi
  • maggiore impiego di personale
  • aumento dei costi operativi

Un fattore che incide ulteriormente sull’efficienza complessiva del servizio.

Costi elevati e utilizzo ridotto

L’investimento complessivo per i 90 autobus si aggira su circa 26 milioni di euro, con un costo unitario superiore ai 240 mila euro per veicolo. Si tratta di un investimento importante, giustificato dalla necessità di rinnovare il parco mezzi e ridurre le emissioni.

Tuttavia, il rischio attuale è quello di un sottoutilizzo strutturale, che potrebbe ridurre il ritorno dell’investimento pubblico. In diversi casi, infatti, gli autobus non riescono a garantire il livello di servizio previsto in fase di progettazione.

Un tema più ampio sulla mobilità locale

La vicenda non riguarda solo la Puglia, ma apre una riflessione più ampia sulla pianificazione della mobilità urbana in contesti locali complessi. La transizione verso mezzi più moderni e sostenibili è ormai avviata, ma richiede una maggiore coerenza tra:

  • caratteristiche dei veicoli
  • struttura urbana dei territori
  • infrastrutture disponibili
  • reale domanda di trasporto

Senza questo equilibrio, il rischio è quello di investimenti importanti ma non pienamente efficaci.

Ti potrebbe interessare: