Il contachilometri manipolato costa a un concessionario quanto un appartamento
Un dealer di New York scopre odometro manipolato su una Lamborghini Huracan Evo Spyder: 2.100 km visualizzati vs 23.365 km registrati dall'ECU. Rimborso, sostituzione contachilometri e causa federale in corso
Una sofisticata frode ha scosso il mondo delle supercar, portando alla luce un caso emblematico che coinvolge una Lamborghini Huracan Evo Spyder. L’episodio, avvenuto negli Stati Uniti, dimostra come anche le auto di lusso, spesso considerate inattaccabili grazie alle loro tecnologie avanzate, possano cadere vittima di manipolazioni ingegnose. Tutto ha avuto inizio quando, durante un controllo di routine presso un’officina autorizzata in Texas, è emersa una clamorosa discrepanza tra il chilometraggio visualizzato e quello reale della vettura.
Il veicolo, esteticamente impeccabile e con un odometro che segnava appena 2.100 chilometri, nascondeva in realtà un passato ben più intenso: la lettura effettiva, rilevata tramite la centralina elettronica, riportava infatti oltre 23.000 chilometri percorsi. La differenza abissale ha immediatamente insospettito i tecnici, che hanno proceduto a un’analisi incrociata tra i dati mostrati sul cruscotto e quelli memorizzati nell’unità di controllo elettronico, la cosiddetta ECU.
La vicenda
La vicenda prende il via nel giugno 2025, quando il proprietario, N. Teelan, decide di consegnare la sua supercar alla concessionaria JLR Brooklyn come permuta per l’acquisto di una Range Rover. L’operazione, apparentemente regolare, consente a Teelan di ottenere un credito di ben 190.000 dollari. La vettura, forte di un aspetto perfetto e di un chilometraggio incredibilmente basso, viene così messa nuovamente in vendita a una cifra di 299.995 dollari, attirando l’attenzione di un nuovo acquirente.
Il colpo di scena arriva quando, durante la manutenzione, emerge la manipolazione del contachilometri digitale. La concessionaria, messa di fronte all’evidenza della frode, si muove con rapidità e trasparenza: rimborsa integralmente il cliente, copre le spese di trasporto e si fa carico della sostituzione del contachilometri, operazione dal costo di 6.300 dollari. Ma non finisce qui: JLR Brooklyn avvia un’azione legale federale contro Teelan e la sua società, la Cross Feen LLC, accusandoli di frode e violazione contrattuale.
Le procedure meritano verifica
Questo episodio mette in discussione le procedure di verifica adottate dai rivenditori di auto di lusso e l’efficacia dei controlli attualmente in vigore. Gli esperti sottolineano la necessità di effettuare controlli incrociati tra i dati del odometro e quelli registrati nella ECU, oltre a esaminare attentamente tutta la documentazione relativa alla manutenzione del veicolo. Solo così è possibile certificare con certezza il chilometraggio reale di un’auto, evitando di incorrere in truffe che possono avere ripercussioni economiche e d’immagine considerevoli.
La normativa americana è particolarmente severa nei confronti di chi altera i contachilometri: le sanzioni previste sono pesanti e la denuncia federale presentata dalla concessionaria evidenzia sia la gravità dell’accusa sia la volontà di recuperare il danno subito. Nel procedimento giudiziario, si sottolinea come la svalutazione del veicolo sia stata causata proprio dall’alterazione fraudolenta delle sue condizioni, mettendo a rischio la fiducia nel mercato delle auto di lusso.
Questo caso ha acceso i riflettori sull’importanza di adottare protocolli di verifica più rigorosi. Gli addetti ai lavori suggeriscono di ricorrere a diagnosi effettuate con strumentazione ufficiale della casa produttrice prima di accettare permute o rimettere in vendita veicoli usati, in particolare quando si tratta di supercar dal valore elevato come la Lamborghini Huracan Evo Spyder.
Un monito per tutti
Per chi opera nel settore e per gli acquirenti, l’episodio rappresenta un monito: è fondamentale richiedere sempre la storia completa del veicolo, incluse le certificazioni indipendenti, i report di manutenzione e, se disponibili, i dati telematici. Solo una trasparenza totale può tutelare le parti coinvolte e preservare il valore di mercato delle vetture di prestigio.
Il procedimento giudiziario nei confronti di Teelan e della sua società è ora sotto la lente delle autorità federali, che dovranno stabilire responsabilità e possibili risarcimenti. Nel frattempo, il caso rimane un campanello d’allarme per l’intero comparto automotive di alta gamma, evidenziando quanto sia necessario un costante aggiornamento delle procedure di controllo per contrastare ogni tentativo di frode.