Hamilton riporta in vita una Ferrari F40 ferma da 35 anni: aveva percorso solo 69 km
Lewis Hamilton racconta il restauro della sua Ferrari F40, rimasta ferma dal 1991 con appena 69 km. Ora il V8 biturbo è tornato a ruggire
Una Ferrari F40 con appena 69 chilometri sul contachilometri potrebbe sembrare il sogno di qualsiasi collezionista. Quella acquistata da Lewis Hamilton nascondeva però un dettaglio capace di trasformare l’affare in una scommessa: era rimasta praticamente immobile dal 1991, chiusa in un garage e senza che il suo motore venisse più acceso.
Il pilota della Ferrari ha raccontato l’intera vicenda in un documentario di circa otto minuti pubblicato sui propri canali social. Le immagini seguono il percorso che ha portato dalla scoperta dell’auto fino al suo ritorno su strada, passando attraverso il delicato restauro affidato agli specialisti di Ferrari Classiche a Maranello.
Per Hamilton non si trattava semplicemente di aggiungere una F40 alla propria collezione. Cercava un esemplare con pochissimi chilometri e soprattutto con una storia particolare. Quello individuato rispondeva perfettamente a entrambe le condizioni.
Dal 1991 sotto un telo
La F40 era stata ritirata dal suo proprietario nel 1991. Dopo aver percorso soltanto 69 chilometri, l’auto era stata parcheggiata in garage e non sarebbe più stata utilizzata. Per oltre trent’anni è rimasta sotto un telo, accumulando polvere mentre il tempo inevitabilmente agiva sui suoi componenti.
Proprio l’eccezionalità del chilometraggio ha posto Hamilton davanti a una scelta difficile. Conservare la Ferrari nelle condizioni in cui era stata trovata avrebbe significato mantenere intatta una sorta di capsula del tempo. Restaurarla, al contrario, avrebbe permesso di riportarla alla piena efficienza e soprattutto di guidarla.
Hamilton ha scelto la seconda strada. Il desiderio era utilizzare realmente la macchina e arrivare con lei a Monza, trasformando il recupero in qualcosa di diverso dal semplice restauro di un’automobile destinata a rimanere esposta.
Il rapporto del britannico con la F40, del resto, si è rafforzato dopo il suo arrivo a Maranello. Hamilton racconta che proprio questa Ferrari fu protagonista del suo primo servizio fotografico con la squadra e la considera una delle automobili più iconiche mai realizzate.
Il V8 torna ad accendersi
Il documentario mostra diverse fasi dell’intervento e accompagna Hamilton fino al momento della riconsegna. Quando il telo viene rimosso, la F40 appare completamente riportata alle condizioni originali. Il pilota si sofferma sui dettagli, osserva lo scarico e arriva finalmente al momento più atteso: la prima accensione.
C’è anche una coincidenza curiosa. Il V8 della vettura porta il numero 44, lo stesso utilizzato da Hamilton durante la propria carriera in Formula 1. Quando il motore riprende vita, la reazione del sette volte campione del mondo rende evidente quanto il progetto avesse per lui un valore personale.
Sotto il cofano posteriore rimane il celebre V8 biturbo da 2,9 litri capace di sviluppare 478 CV, cuore di una vettura entrata nella storia anche perché fu l’ultima Ferrari stradale presentata con Enzo Ferrari ancora in vita.
Il sogno si completa a Monza
Il restauro non si è concluso dentro un’officina. Nei giorni del Gran Premio d’Italia 2026, Hamilton ha raggiunto il paddock di Monza proprio guidando la sua F40, completando il progetto immaginato durante il recupero.
Dopo decenni trascorsi ferma, dunque, questa Ferrari è tornata esattamente a fare ciò per cui era stata costruita. Hamilton avrebbe potuto conservare quei 69 chilometri come elemento capace di aumentarne l’eccezionalità collezionistica. Ha preferito invece riportare la macchina alla piena efficienza e ricominciare a far girare il contachilometri.
Per una F40 rimasta immobile dal 1991, probabilmente non poteva esserci ritorno più simbolico di quello sulle strade di Monza.