Autovelox, basta un metro per contestare la multa: perché è importante la distanza
Sulle strade extraurbane la distanza tra segnaletica e autovelox può rendere contestabile una multa. Attenzione anche a incroci e visibilità dei cartelli
Una differenza apparentemente minima può diventare importante quando arriva una multa per eccesso di velocità. Sulle strade extraurbane, infatti, la collocazione della segnaletica rispetto alla postazione di controllo deve rispettare precise condizioni e, quando queste vengono violate, l’automobilista può avere elementi per impugnare il verbale.
Il caso più immediato riguarda la cosiddetta regola del chilometro. In determinate situazioni previste per le strade fuori dai centri abitati, tra il segnale preso come riferimento e l’autovelox deve esserci almeno un chilometro. Se la distanza richiesta non viene rispettata, quindi anche quando mancano pochi metri, la sanzione può essere contestata.
Questo non significa però che qualsiasi verbale proveniente da un dispositivo collocato entro mille metri da un cartello sia automaticamente nullo. Prima di presentare ricorso bisogna stabilire quale segnale debba essere considerato, che tipo di strada si stia percorrendo e soprattutto se lungo il tragitto siano presenti intersezioni.
Dopo un incrocio il conteggio può cambiare
Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio gli incroci. La presenza di un’intersezione può modificare il punto dal quale deve essere valutata la distanza e rende quindi sbagliato limitarsi a misurare lo spazio fra il primo cartello incontrato e l’apparecchio.
La Cassazione ha affrontato la questione chiarendo l’importanza della segnaletica successiva alle intersezioni. In questi casi può essere necessario un nuovo segnale di preavviso e il chilometro deve essere calcolato prendendo come riferimento quest’ultimo.
È un dettaglio tutt’altro che marginale. Un automobilista che voglia verificare la correttezza di una multa dovrebbe quindi ricostruire l’intero tratto precedente all’autovelox, individuando non soltanto i cartelli ma anche eventuali intersezioni presenti lungo il percorso.
La regola del chilometro presa in esame riguarda comunque le strade extraurbane e non deve essere automaticamente trasferita alla circolazione cittadina.
Il cartello deve anche essere visibile
La distanza non è l’unico elemento da controllare. La segnaletica che informa della presenza dei dispositivi deve essere collocata in maniera tale da risultare effettivamente visibile agli automobilisti.
Diventa quindi importante verificare sia l’esistenza del cartello sia le condizioni nelle quali questo poteva essere percepito da chi percorreva la strada. La semplice presenza fisica della segnaletica non esaurisce necessariamente le verifiche da effettuare.
Un’altra situazione riguarda gli autovelox mobili. Anche le postazioni temporanee possono essere precedute da segnaletica mobile, ma le condizioni da esaminare non coincidono automaticamente con quelle applicabili a una postazione fissa. Per questo è rischioso affidarsi a una semplice misurazione effettuata sulla mappa e considerarla sufficiente per ottenere l’annullamento.
La multa non sparisce automaticamente
Prima di contestare un verbale occorre quindi mettere insieme diversi elementi. Oltre alla distanza tra segnale e dispositivo, bisogna conoscere la classificazione della strada, individuare il segnale effettivamente valido e verificare se tra questo e l’autovelox ci siano incroci.
Esistono inoltre prescrizioni relative alla distanza fra due postazioni di controllo. A seconda della tipologia di strada possono essere previste separazioni differenti: vengono indicati almeno quattro chilometri in alcuni casi, tre chilometri sulle strade extraurbane principali e un chilometro sulle extraurbane secondarie.
Per chi riceve una multa, dunque, trovare un cartello a meno di un chilometro dall’autovelox non equivale automaticamente ad aver già vinto un eventuale ricorso. Può però rappresentare un elemento rilevante da approfondire.
La verifica deve partire dai punti esatti nei quali si trovavano segnaletica e dispositivo, ricostruendo ciò che c’era nel mezzo. In materia di autovelox, anche pochi metri possono contare, ma soltanto quando tutte le altre condizioni previste risultano effettivamente applicabili.