Furti di sensori radar, è allarme: perché c'è questa escalation
Aumentano negli USA i furti di sensori radar integrati nel logo anteriore: riparazioni costose, rischio per i sistemi ADAS e consigli pratici per proteggere i veicoli
Negli Stati Uniti sta prendendo piede una nuova forma di criminalità che coinvolge direttamente le tecnologie più avanzate delle auto moderne: i furto sensori radar e moduli airbag. Le strade di città come Baltimora e Rockville, nel Maryland, sono diventate teatro di un fenomeno in rapida espansione, con gravi ripercussioni economiche e di sicurezza per i proprietari di veicoli dotati di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS). Mentre il costo di una riparazione può facilmente superare i 2.000-3.000 dollari, sul mercato nero gli stessi componenti vengono venduti a circa 150 dollari, alimentando un giro d’affari illegale e mettendo in crisi le difese delle auto di ultima generazione.
La dinamica dei furti
La dinamica di questi furti è tanto semplice quanto efficace: i ladri individuano i sensori radar installati dietro il logo anteriore del veicolo, spesso poco protetti, e li rimuovono in pochi minuti. Questo gesto apparentemente banale disabilita immediatamente funzionalità fondamentali come il cruise control adattivo e la frenata automatica d’emergenza, elementi chiave per la sicurezza stradale e parte integrante dei sistemi ADAS. L’episodio che ha maggiormente attirato l’attenzione dei media è stato quello di una proprietaria di Honda CR V a noleggio, che ha ripreso su TikTok il momento del furto: la riparazione richiesta superava i 3.000 dollari, a testimonianza della gravità del danno.
Il motivo di questa escalation è legato al divario economico tra il valore reale dei componenti e il prezzo offerto sul mercato nero. Se da un lato le officine specializzate chiedono cifre elevate per la sostituzione e la calibrazione sensori, dall’altro i ricettatori riescono a proporre gli stessi pezzi a costi irrisori. Questo squilibrio rende i furto sensori radar un’operazione estremamente redditizia per i malviventi, nonostante le conseguenze devastanti per i proprietari delle auto colpite.
Anche gli airbag nel mirino
Non solo sensori radar: anche i airbag sono diventati oggetto di desiderio per i ladri. In molti casi, questi dispositivi vengono sottratti forzando il lunotto posteriore del veicolo e accedendo direttamente all’abitacolo. Una volta all’interno, i criminali smontano rapidamente la copertura del volante e rimuovono il modulo airbag, compromettendo gravemente la sicurezza attiva del mezzo. Anche in questo caso, i costi di ripristino possono raggiungere livelli paragonabili a quelli dei sensori radar, aggravando ulteriormente la situazione per le vittime.
A rendere ancora più complesso il quadro c’è la componente tecnica: la rimozione di un sensore radar non solo disattiva alcune funzioni vitali, ma può generare una serie di errori diagnostici che richiedono interventi altamente specializzati. In molti casi, infatti, è necessaria una diagnosi elettronica approfondita e la riprogrammazione dell’unità di controllo del veicolo, oltre alla delicata fase di calibrazione sensori che garantisce il corretto funzionamento dei sistemi ADAS.
Le controversie
Le contromisure suggerite dagli esperti spaziano da soluzioni pratiche a interventi più strutturati. Parcheggiare il veicolo rivolto verso un muro, preferire aree illuminate e sorvegliate, installare telecamere di sicurezza e ricorrere a protezioni metalliche aftermarket per il logo anteriore sono alcune delle strategie più consigliate. Tuttavia, diversi proprietari hanno riportato che, di fronte a ostacoli aggiuntivi, i ladri hanno spesso optato per metodi ancora più distruttivi pur di raggiungere i componenti desiderati, causando danni ancor più ingenti al veicolo.
Il tema delle coperture assicurative e delle procedure normative resta aperto. Attualmente, assicurazioni e case automobilistiche non hanno ancora stabilito protocolli uniformi per la gestione di questi furti e per la riparazione ufficiale dei danni subiti. Nel frattempo, le autorità locali invitano i cittadini a denunciare ogni episodio e a verificare sempre la corretta calibrazione sensori dopo qualsiasi intervento sui sistemi ADAS. In attesa di risposte più strutturate da parte delle istituzioni, la raccomandazione principale rimane quella di adottare tutte le precauzioni possibili per difendere la propria auto e la propria sicurezza.