Fiat cede terreno in Europa e adotta una strategia low cost

Fiat reindirizza la sua offerta verso prezzi più bassi e modelli accessibili come Grande Panda e 500 Hybrid per arrestare la perdita di quota in Europa e sfruttare il successo in Brasile

Fiat cede terreno in Europa e adotta una strategia low cost
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Giorgio Colari
Pubblicato il 14 gen 2026

Il 2025 si è rivelato un vero e proprio banco di prova per Fiat, che ha visto una drastica riduzione delle proprie quote nei principali mercati continentali. Le cifre parlano chiaro: -36% in Germania, -55% in Francia, -41% in Spagna e -22% nel Regno Unito. Un quadro impietoso che impone al marchio torinese una profonda riflessione sulle strategie adottate negli ultimi anni e, soprattutto, una svolta decisa verso un riposizionamento più vicino alle esigenze reali degli automobilisti europei.

Un cambio di rotta necessario

Il mercato europeo si è trasformato in una sfida ardua per il costruttore italiano, costringendo Stellantis – il gruppo che controlla Fiat – a rivedere completamente la propria offerta. L’obiettivo? Tornare ad essere sinonimo di accessibilità, con una gamma di modelli entry-level e una politica dei prezzi molto più aggressiva rispetto al recente passato. Non a caso, si valuta anche l’arrivo del pick-up Strada dal Brasile, un modello che ha già fatto faville oltreoceano.

Il cambio di rotta viene confermato senza mezzi termini dal CEO Olivier François, che ammette: «Eravamo troppo cari». Un’affermazione che fa luce sulle cause del crollo verticale della quota di mercato europea di Fiat, passata dal 6% di vent’anni fa a un modesto 2,1% nel 2025, secondo i dati dell’European Automobile Manufacturers Association. Questo drastico ridimensionamento impone una strategia di rilancio basata sulla concretezza e sull’ascolto del cliente.

Versioni low cost essenziali

Nel dettaglio, il piano di Stellantis si concretizza con la riproposizione della Fiat 500 Hybrid a un prezzo di 18.400 euro, una cifra ben più contenuta rispetto ai 23.900 euro richiesti per la versione elettrica. Accanto a lei, la nuova Grande Panda viene lanciata sul mercato a partire da 16.900 euro nella variante da 100 CV con cambio manuale, offrendo una soluzione concreta per chi cerca una vettura compatta, moderna e accessibile.

Ma le novità non finiscono qui: da aprile, la Fiat 600 – finora proposta solo in versione elettrica – sarà disponibile anche con motorizzazioni tradizionali, una mossa che mira a intercettare una fascia di pubblico ancora restia al passaggio totale all’elettrico. In programma c’è anche una city car sotto i 15.000 euro e il ritorno nel segmento monovolume, abbandonato dopo l’uscita di scena della Multipla, che potrebbe rappresentare una carta vincente per chi cerca spazio e versatilità senza spendere una fortuna.

Un confronto impietoso

A rendere ancora più evidente il contrasto tra la situazione europea e quella sudamericana sono i risultati ottenuti da Fiat in Brasile e nei Paesi limitrofi. Nel 2025, il marchio ha raggiunto ben 521.000 immatricolazioni, con una crescita del 9,5% rispetto all’anno precedente e una quota di mercato del 20,9%. Un risultato trainato in particolare dalle 144.000 unità della Strada, il pick-up che si è imposto come leader di segmento e che ora punta al debutto anche nel Vecchio Continente, dopo le necessarie modifiche per adeguarsi agli standard europei.

Nonostante il fermento e la volontà di rilancio, non mancano le perplessità tra gli addetti ai lavori. Scommettere ancora sui motori tradizionali, proprio mentre l’Europa accelera verso l’elettrificazione, potrebbe rivelarsi una scelta rischiosa e controproducente per l’immagine del marchio. Inoltre, la fascia low-cost è già presidiata da concorrenti agguerriti come Dacia, che hanno saputo interpretare al meglio il desiderio di accessibilità degli automobilisti.

Il management di Stellantis, tuttavia, è convinto che esista ancora uno spazio di manovra, grazie a un equilibrio sapiente tra prezzi competitivi, rispetto delle normative e attenzione alle reali esigenze di clienti urbani e flotte aziendali. La sfida sarà mantenere una gamma coerente, elevare la qualità percepita e rafforzare la rete di vendita, senza mai perdere di vista la sostenibilità, elemento ormai imprescindibile per ogni costruttore.

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